martedì 23 marzo 2021

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


**Alessia e il libro di poesia**
(a Sylvia Plath)
Scrive con vaga grafia, Alessia,
nell’aria disadorna senza fiato,
inchiostro rosapesca come l’estate
o l’inoltrata primavera.
Scatta il volo di un gabbiano
e trasale Alessia azzurrovestita
nell’aria vegetale della consecutiva
attesa. Sulla scrivania I fiori del male,
sua lezione per la vita e la
scrittura accade dalle mani affilate
come un attimo disadorno
come un bagliore Alessia
alla trentesima poesia
del suo libro per la vita,
pioggia a cadere esteriore
sulle cose senza tempo in segno
di vittoria. A destra il mare
a sinistra una nube bluastra
gioca a farsi ragazza o cavallo.
Epifanie del nulla, a poco a poco
tutto si ricompone, ecco lo squillo
del telefono, la voce di Giovanni.
È il 1984 attesa sgretolata ecco
il primo appuntamento
ci sono il parco, la panchina e le labbra
da baciare.
*
Raffaele Piazza
***Close – reading sulla poesia “Alessia e il libro di poesia”***
Alessia da ispiratrice di poesia, così come siamo stati abituati a conoscerla, qui, in questa poesia, si trasforma, attraverso la scoperta della scrittura, in soggetto creatore lei stessa di poesia. La sua grafia ‘vaga’ (aggettivo caro alla nostra tradizione lirica) riesce ad avere la vittoria ‘sulle cose senza tempo’ che, grazie alle sue ‘ mani affilate’ diventano forme della sua vita, dove le ‘epifanie del nulla’ si ricompongono. La poesia compie il miracolo di ricongiungere Alessia alla realtà sensibile, alla contemplazione della natura da un lato (‘A destra il mare, a sinistra una nube bluastra’), all’esperienza amorosa dall’altro, nella concretezza dell’incontro con Giovanni: ‘il parco, la panchina e le labbra da baciare’. A fare da intermediario c’è il poeta delle corrispondenze simboliche, Baudelaire, che con i suoi Fiori del male le mostra la strada dell’atto creativo. È bello vedere come il nostro autore, Raffaele Piazza, alla sua maniera lieve e densa nello stesso tempo, sia capace di dare alla sua Alessia spessori nuovi che rendono più ricca questa figura poetica in un simbiotico cortocircuito, capace di saldare l’archetipo femminile fonte d’ ispirazione con la propria identità più profonda: è il caso di dire, parafrasando Flaubert, ‘ Alessia c’est mio’.
*
Anna Cacciatore

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