lunedì 12 luglio 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = PAOLA CASULLI


*Paola Casulli : "PITHEKOUSSAI -CANTI DI UN’ISOLA" - Ed. Kairos 2021
Niente di più affascinante di una scrittura poetica che affabula di isole e marine dove protagonisti sono i moti dell’anima e la bellezza assoluta della natura: qui parlano venti e onde, luci straordinarie e profumi di viole e limoni. Forte detta alla poetessa il pensiero del luogo felice dove la Madre la partorì “in segreto gemellaggio col mare”.
Non si può certo prescindere dai luoghi magici della poesia di Paola per introdursi alla sua parola poetica che apre allo svelamento del Sé più intimo e segreto, ma con generosità, senza nascondimento delle pulsioni dell’animo, un animo capace di cogliere tutte le sfumature sonore e visive di questo edenico luogo del cuore.
Così Paola Casulli disegna con maestria i contorni di una poesia pervasa da un nostos che a tratti svela quanto l’allontanamento dall’isola, talvolta necessario, ma doloroso, rimarchi il desiderio ineludibile del tornare.
Leggere questa raccolta è stato come intraprendere un viaggio verso Pithekoussai, opporre le sue atmosfere al tedio e al grigiore delle città che abitiamo, un sentirsi presenti, lirica dopo lirica, in luoghi che abbiamo sfiorato e ammirato, ma mai posseduto.
Questa immedesimazione proviene dalla ricchezza lessicale dell’autrice che ci fa vedere, ascoltare e respirare l’isola attraverso i suoi sensi. Ed è qui che si compie il miracolo della poesia per tutta la durata del viaggio memoriale che riesce a raccontare un passato prossimo velato di onirismo e a renderlo irrinunciabile.
Phitekoussai, Canti di un’isola è già nel titolo premessa di personificazione nel riconoscere facoltà umane a un luogo che dialoga e fa sì che le note della risacca divengano il canto dell’isola fanciulla che interagisce con chi l’ama: “Profondissimi lineamenti di terra/ -Tenace stringici- di quell’Epomeo percorso da venti/ nidificano alla sua roccia/ che rosso-granata, nella torbidezza/settembrina, ora è fresca giada” E durante il viaggio descrittivo la scrittura poetica eleva i luoghi bellissimi ad affreschi amorosi dove l’elegia del distacco dall’amore (…mi rannicchio ora/ in un’indagine sulla tua mano che vorrei/sentire accanto, ma non c’è) e dall’isola amata si alimenta alla capacità di non dimenticare. -Ma ora- tacciono i miei pensieri e -mi addormento - -l’ultimo termine- presto dovrò andare-presto dovrò partire. Amato baluginio di stelle-è già accaduto e- non vi ho dimenticate.
Questo proposito si avverte sempre nei versi e nel loro ritmo certi che il lontano non potrà mai scalfire le immagini dei luoghi e delle atmosfere e il lettore, da parte sua, tornerà a ricercare nelle liriche nomi noti: Maronti, Forio, Casamicciola, Sant’Angelo… continuerà a sentire l’eco del mare, il languore dello Shuluq . Perché almeno una volta nella vita ad Ischia bisogna esserci stati.
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CARLA MALERBA
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Seguono tre poesie tratte da Pithekoussai -Canti di un’isola di Paola Casulli
SALPANDO
E le stelle a stringersi
in guarnigioni. Con quella voce
a balbettare una difesa di cenere.
Così io. In attesa di salpare
pianto bulbi di certezze. Generano
raggianti calici: rogo
indaco di giacinti sulla rena.
*
ORIZZONTI
Ci vuole il nudo sguardo
per vedere l’impronta rosa del tramonto
sulle ali dei gabbiani
in darsene cigolanti
di carene all’ancora.
Ci vuole il mare aperto
per godere di una corsa in assenza di respiro
colmo così
di ciò che puoi temere.
*
SHULUQ
Shuluq lo chiamano
Shuluq che genera spirali di silenzio
Infonde languore con lanterne erranti
di magrebina diaspora.
Colui che cerca
le sconfitte dei vincenti
le attese dei perdenti
per un esito che resterà dubbio
impresso sulla retina del mare.
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