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"Bianca ora cava"
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Un sibilo
di luce
nelle crepe
sbrecciate.
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Steli
d’ombra
prima
della parola.
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Una lucertola
sfruscia
fra scialbi
di calce.
-
Al respiro
del lentisco
chiedi se si
farà sera.
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"II"
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Di notte
viaggio
lungo
latitudini
-
oltrepasso
sepolcri
di cuori
sbiancati
-
palpebre
inghiottite
dalle brume
-
soltanto per
un abbraccio.
-
Crescere
è questa fretta
della vita
-
che conflagra
in un’alba
già spoglia.
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"Luna di neve"
-
Velo su velo si raddensa
il mattino d’un albore vitreo
e intatta nel bianco freme
una luce: è un vuoto che s’apre –
una parola che non si dice.
Nei tuoi occhi il rifugio:
un alveolo di neve si sgrana
e s’accaglia in un’ombra –
sfaldato, ricucito e non s’estingue.
-
E tu non lo puoi sapere.
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GABRIELE GRECO

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