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Francesca Corretto: "Il tempo che ci ha divise" -- 2026 - pag. 340 -- € 16,15
Scrive di proprio pugno l'autrice: "Il tempo che ci ha divise: quando il passato torna a chiedere un nome."======
Ci sono assenze che non fanno rumore.
Non si manifestano necessariamente attraverso il dolore quotidiano, né occupano sempre uno spazio visibile nella vita. A volte rimangono nascoste in una stanza interiore che impariamo a tenere chiusa, convinti che sia più semplice non aprirla. Eppure, prima o poi, qualcosa torna a bussare.
È da questa consapevolezza che prende forma Il tempo che ci ha divise, un romanzo nel quale la ricerca delle proprie origini diventa anche una ricerca di sé.
Sandy ha trentadue anni e una vita apparentemente piena. Viaggia, lavora, cambia luoghi, raccoglie ricordi e costruisce intorno a sé un'esistenza ordinata. Ma dentro quella quotidianità permane una domanda alla quale non è mai riuscita a dare una risposta definitiva: da dove vengo?
Essere stata adottata significa, per lei, vivere con una parte della propria storia rimasta nell'ombra. Non è soltanto il desiderio di conoscere un nome o ricostruire una genealogia. È il bisogno più profondo di comprendere quale sia il proprio posto nel mondo.
Il romanzo si muove così lungo una linea sottile tra ciò che conosciamo e ciò che ci manca. Il passato non viene presentato come qualcosa di definitivamente concluso, ma come una presenza capace di attraversare il presente e modificarlo.
Il tempo, allora, non è soltanto quello che separa.
È anche quello che conserva.
Conserva parole mai pronunciate, legami interrotti, verità rimaste sospese. Conserva soprattutto ciò che gli esseri umani, nel tentativo di proteggersi, hanno scelto di non affrontare.
La storia di Sandy assume in questo modo una dimensione più ampia: la ricerca di una famiglia diventa ricerca di identità; il desiderio di conoscere il passato diventa necessità di comprendere il presente; la paura di amare diventa conseguenza di una ferita che non ha ancora trovato il proprio significato.
E proprio nei rapporti affettivi emerge una delle tensioni più profonde del romanzo. Sandy incontra persone che potrebbero rappresentare la possibilità di fermarsi, di costruire, di appartenere a qualcuno e a qualcosa. Ma ogni volta che la vicinanza rischia di diventare davvero intimità, qualcosa dentro di lei arretra.
Come se fosse difficile costruire un futuro quando una parte del proprio passato è ancora senza risposta.
La scrittura accompagna questo percorso attraverso immagini ricorrenti — la pioggia, le case, gli oggetti, i viaggi, i volti incontrati casualmente — che diventano tracce di una memoria ancora da ricomporre.
Ed è forse proprio questo il senso più profondo del viaggio di Sandy: non si può scegliere fino in fondo chi diventare se non si accetta di guardare anche ciò che ci ha preceduti.
Il tempo che ci ha divise parla dunque di famiglia, ma anche di appartenenza. Parla di separazioni, ma soprattutto di legami che il tempo non riesce completamente a cancellare.
Perché esistono legami che precedono persino la conoscenza.
E talvolta la vita impiega anni per condurci esattamente nel punto dal quale tutto era cominciato.
Il passato può sembrare lontano, dimenticato, perfino estraneo.
Ma quando torna a cercarci, non sempre lo fa per riaprire una ferita.
A volte torna semplicemente per restituirci una parte di noi che avevamo smesso di cercare.
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FRANCESCA CORRETTO

Un romanzo che tocca corde molto profonde. La storia di Sandy mi ha tenuta incollata alle pagine: ho trovato di una delicatezza e di una verità rare il modo in cui l'autrice descrive la sua difficoltà ad abbandonarsi all'intimità. Ha saputo mostrare perfettamente come il passato non sia mai solo un ricordo, ma una presenza viva che chiede di essere integrata per poter andare avanti. Complimenti Francesca, una lettura che lascia davvero il segno!
RispondiEliminaHo letto questo romanzo tutto d’un fiato. Una storia intensa che mi ha catturata sin dal subito. Complimenti all’autrice che, con delicatezza, ha saputo mantenere alta l’attenzione fino all’ultima pagina.
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