martedì 11 marzo 2014

INTERVENTO = PER GAETANO SALVETI

"Un poeta modernissimo in un’aura di classicità"
-Tra spazio, tempo e luce: una scelta di poesie di Gaetano Salveti-
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La personalità di Gaetano Salveti è ricca e complessa e un discorso sul nostro, in sede critica, risulta particolarmente difficile da affrontare; la scelta delle poesie, che vengono qui presentate, costituisce solo un minimo prelievo dalla sua opera complessiva e, in ogni caso, riesce a darci un’idea, anche se vaga, del suo Poiein, della sua multiforme e variegata attività di poeta. Si tratta di testi estratti da tre raccolte del nostro, che rappresentano tre tappe del suo iter creativo, e che si differenziano abbastanza tra loro, pur essendo tutte sottese da una certa cifra comune, cifra che può essere identificata nell’emergere costante di una forma elegantissima, per cui tutti i componimenti risultano perfettamente risolti. Inoltre si riscontra, nella stessa forma, elaborata da Salveti, una velata astrattezza, che si coniuga con una forte esattezza.
Da Orizzonte di eventi, del 1977, è tratta la splendida e originale composizione intitolata "E spazio e tempo e luc": in questo testo, suddiviso in tre parti, predomina il tema del cronotopo, del tempo nello spazio, ai quali si aggiunge la dimensione della luce. Si tratta di testi nei quali mancano, quasi del tutto dei riferimenti concreti e, al contrario, qui tutto è giocato sulle tematiche delle principali categorie e compare, talvolta, un tu, al quale il poeta si rivolge. In Orizzonti ed eventi incontriamo versi che sgorgano gli uni dagli altri, come in una melodia infinita, in una lunga ed ininterrotta sequenza. Si riscontra un contrasto tra quello che appare e quello che è. Ci sono i tratti della sospensione e del mistero e s’ intravedono venature neoorfiche. Riscontriamo un procedere dei versi per accumulo,versi che presentano un tono narrativo e affabulante e sembrano scolpiti sulla pagina.
Da Il caso Lucifero, del 1982, è tratta la composizione eponima Il caso Lucifero. Qui lo stesso Lucifero non sembra essere un simbolo del male:-“…Solo come Lucifero, solo qui rimasto/ il cielo ora contemplo, il deserto contemplo/ di stelle rilucenti, armonia declinata nell’inverso…/-“.Si tratta di un Lucifero che guarda e scruta, al quale l’io poetante si accomuna. Il poeta è assorto in una contemplazione estatica della natura, della quale coglie ogni elemento con la massima precisione, con la perizia di un naturalista: infatti molte specie vegetali vengono dette in questa poesia, composta da due parti. Le specie vegetali sono dette con i loro nomi precisi e non in modo vago e generico; i versi presentano un carattere ontologico e c’è una precisa immersione nella natura stessa; anche qui è presente un tono vagamente neoorfico e il poiein è più nervoso e scattante di quello di Orizzonti ed eventi. Il poeta pare qui in una fusione ,del suo essere, anima e corpo, con la natura;-“ Rannicchiato tra sterpi/ il sogno infranto da memoria distorta/ lumache e sterpi su rocce incesellate/ divelti rami tra muri fumiganti/ rannicchiato Lucifero qui caddi:/ dall’uomo spinto e fremiti d’orgoglio/ testimone del tempo, testimone/ dell’angelo perduto. C’è in Il caso Lucifero un forte pessimismo, quando il poeta parla di sogni infranti e distorte memorie ed è presente un tono onirico, sotteso ad una vaga bellezza. Emerge, in queste composizioni, una grande leggerezza che si coniuga ad icasticità Colpiscono il lettore anche la precisione e la velocità del dettato, insieme ad uno stile sorvegliato.
In Una notte con Ulisse del 1982 i versi presentano una forte verticalità e un tono neoepico; il testo può essere letto come un breve poemetto. Si riscontrano qui il tema e il senso di una percorrenza e il poeta immagina di compiere una navigazione come Ulisse; nell’ordine del discorso emerge una complessità del tessuto linguistico, che di coniuga a chiarezza; ad un certo punto è nominato Leopardi, che viene detto Giacomino, in un susseguirsi incalzante dei versi. Qui si incontra un dolore sublimato, senza che il poeta si gema addosso. C’è un paradosso nel fatto che Ulisse sia vinto e avvilito in questi versi, proprio lui che, nel poema omerico, è una figura vincente, con la sua astuzia e la sua intelligenza. Nei versi c’è sospensione, magia e mistero
Un poeta complesso, Gaetano Salveti, che merita una maggiore diffusione della sua poesia, anche se molti critici importanti si sono già occupati della sua opera.
( quest'articolo è apparso nella rivista "Fermenti" Numero 237 / 2011 )
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Raffaele Piazza

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