mercoledì 27 maggio 2020

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANNA VINCITORIO

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Anna Vincitorio: “In tempi diversi il mio ritorno” – Ed. Blu di Prussia – 2020 – pagg. 244- € 17,00 –
Antologia critica a cura di Carmelo Mezzasalma, un volume di saggi con in appendice alcune poesie edite ed inedite e due racconti. Ricco ed esaustivo contributo alla poesia di una poetessa che ha pubblicato, con numerosi riconoscimenti ed in piena maturità artistica, a partire dal 1974, distinguendosi anche come critica e saggista di considerevole spessore.
Qui il frastagliato e vitale percorso della poetessa prende respiro nell’intero discorso, articolato e preciso, che il relatore riesce a ricamare attraverso gli interventi critici di decine e decine di autori. Da Giorgio Bàrberi Squarotti a Maria Grazia Lenisa, da Paolo Ruffilli a Giovanni Chiellino, da Vittorio Vettori a Luciano Scateni, da Oreste Macrì a Nazario Pardini, da Renzo Ricchi a Liliana Porro Andriuoli, da Mario Dentone a Domenico Cara, per citarne soltanto alcuni, si intrecciano brevi saggi che illuminano l’opera intera di Anna Vincitorio. Sono sprazzi di letture o perle di commenti, suggestioni di proiezioni o affascinanti congratulazioni, racchiuse in un’ampia carezza di scrittura, che diviene a sua volta lo spaccato di vita, per fulminanti momenti che colpiscono nella felicità espressiva di tutti gli autori presenti. Una breve antologia propone infine alcune poesie tratte dai volumi editi e diverse poesie ancora inedite, in un florilegio flessibile nel linguaggio, raffinato e discreto per la sua inconfutabile validità intellettuale.
ANTONIO SPAGNUOLO

TRADUZIONE IN ARABO PER ANTONIO SPAGNUOLO

SEGNALAZIONE VOLUMI = CARLO OLIVARI

Carlo Olivari – Attualità di distacco e momenti passati--A. C. Ediemme Edizioni Italiane – Salerno – 2019 – pag. 89 - € 13.00

Carlo Olivari è nato a Genova, dove risiede attualmente. Laureato in Filosofia è stato per anni docente di ruolo nel Liceo Scientifico Martin Luther King della sua città. Appassionato di poesia fin dall’adolescenza, ha pubblicato numerosi volumi di liriche. È inserito in varie antologie e collabora a riviste come “La Nuova Tribuna Letteraria” e “Le Muse”. Ha conseguito molti premi e riconoscimenti. Molti i critici accreditati che si sono occupati della sua produzione.
Attualità di distacco e momenti passati, il libro del Nostro di cui ci occupiamo in questa sede, presenta una prefazione di Fulvio Castellani ricca di acribia.
La raccolta è scandita in due sezioni: Parte Prima Distacco e Parte Seconda Momenti passati.
Caratteristica particolare della raccolta è la forma di tutti componimenti, dei quali molti brevissimi, che sono tutti centrati sulla pagina.
I testi per il loro stile lapidario possono essere letti come degli epigrammi o degli aforismi e sono raffinati e ben cesellati.
Una stabile presenza di spleen e malinconia pervade le poesie che sono molto spesso riflessioni dell’io – poetante nel suo ripiegarsi solipsisticamente su sé stesso o nell’entrare nelle vite presunte di personaggi, soprattutto figure familiari, che sono dette con urgenza e con una buona presenza di affetto e sentimento.
Il distacco nominato nel titolo si riferisce alla riattualizzazione di momenti passati intesi non con aperture vanamente nostalgiche e tristi, ma con la sete e il tentativo di riviverli per un uso produttivo come una provenienza, se il passato stesso può essere maestro di vita e la felicità umana può essere affidata anche alla memoria, non solo quella dell’infanzia e dell’adolescenza.
Lapidarie le poesie di Olivari che tendono a sottolineare spesso la fugacità della vita e in questo il poeta segue le orme del suo carissimo padre Pietro poeta del quale lo stesso Carlo ha curato la pubblicazione di una raccolta di poesie postuma.
Il ritmo sincopato dei componimenti procede incalzante e ricco di musicalità e le poesie, ad esclusione di quelle brevissime, decollano sulla pagina leggermente per poi planare con eleganza nelle chiuse.
Anche una descrizione della natura coinvolge il poeta con splendide accensioni liriche quando vengono nominati alberi o il cielo e il mare.
A proposito del mare in Mar ligure vengono decantate le acque del luogo natio del poeta da lui amato con profonda passione e dal quale affiorano le sue radici.
Una patina di classicità tende a inverarsi nei componimenti e non manca il riferirsi all’età dell’innocenza che è l’infanzia. In Da rivierasca finestra d’infanzia bellissima poesia ritroviamo non solo neo lirismo ma anche idillio ed elegia quando vengono nominati olivi, edera, oleandri che divengono qui correlativi di una poetica della gioia quando il poeta si fa fanciullino pascoliano e riesce a stupirsi e a meravigliarsi con tutta l’anima.
Chiarezza rara nella poesia contemporanea insieme a luminosità connota questi versi icastici e nello stesso tempo leggeri e spesso nei componimenti lunghi in varie strofe si nota un lungo ed ininterrotto fluire delle parole.
E la religiosità. In Voce di Dio, composizione che chiude la raccolta, il poeta rivolgendosi al Signore dice che quest’ultimo è certamente conscio in lui con la sua altissima voce che è anche inconscia presenza nel suo intimo.
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Raffaele Piazza

POESIA = RAFFAELE PIAZZA

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"Alessia libera di vivere"

Poi in limine al roseto
nel giardino di Mirta
con i cani spontanei
nel ricomporsi da sinopia
l’affresco Alessia libera
di vivere nell’interanimarsi
con dei petali il rosso.
Poi finirà la pandemia
il tempo è ora prima della felicità
e può abbracciare
di Mirta l’ombra Alessia,
di Mirta che si è ammazzata.
Entra nella vita parallela
Alessia e spera che Giovanni
non la lasci.
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Raffaele Piazza

martedì 26 maggio 2020

SEGNALAZIONE VOLUMI = DANIELE GIANCANE

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Daniele Giancane : “Che cos’è la poesia” – Ed. Tabula Fati – 2020 – pagg. 96 - € 9,00
Affascinante iter all’interno della ricerca saggistica che distingue la visibilità e l’importanza di un’arte che da secoli rimane invece sempre considerata come secondaria.
Scrive Giancane: “Tanti – troppi- pubblicano libri di poesia o postano poesie sui social senza sapere nulla. Pensando che la poesia sia soltanto una libera espressione di sentimenti. E non è affatto così. E, quindi, rivalorizzando facebook come strumento di trasmissione culturale e indotto da una mia propensione ad insegnare (nel senso del voler comunicare ad altri interessati l’esito di ricerche, di studi, di letture), ho dato mano ad un vero e proprio corso di mini-lezioni attorno alla poesia, che vuol essere – dunque – una specie di vademecum per chi si dedica a quest’arte, soprattutto i giovani, gli esordienti, o – comunque – tutti coloro che non hanno riflettuto abbastanza sull’essenza della poesia.” Una raccolta che coinvolge per la schiettezza con la quale viene presentata, vuoi per la limpida scrittura che la distingue, nella capacità unica del docente, vuoi per l’ampio panorama che manifesta nei suoi trentatré capitoli. Da “La scelta di un serio editore” a “La poesia tra estasi e tragedia”, da “La necessità dei maestri” a “Non c’è poeta senza metafora”, da “Il poeta e i ferri del mestiere” a “Forse la vera poesia è quella dei cantautori”, per citarne soltanto qualcuno, tra le pagine che con garbo linguistico rincorrono momenti di accattivante svelamento di alchimie. I suggerimenti sono molteplici e validamente sostenuti, ed il poeta, se veramente riesce ad essere tale, conferma il suo pathos nella realtà che circonda, con la sorprendente visione di un mondo sempre in fieri, accostato con il palpito dell’emozione ed il fuoco dei sentimenti.
Meccanismo acuto e geniale teso alla comunicazione, con squarci di idee improvvise e contributi vertiginosamente colorati.
ANTONIO SPAGNUOLO

lunedì 25 maggio 2020

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO SPAGNUOLO

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO :
Gent.mo Antonio Spagnuolo, nel ringraziarLa per il dono del suo "Svestire le memorie", mi permetta di dirLe che sono ammirato e finanche stupito per l'amore che Lei ha per la vita. Riesce a rendere "attuale" la memoria, a "svestirla" del passato rivivendolo. Solleva il "macigno del così fu" sublimandolo nel suo presente: "Dolce nell'abbandono del tuo nudo, /sospeso come vortice di danza,/ la carezza dl tempo ha il rintocco / di una musica lieve, modulata". Nel suo presente, che conosce il dolore dell'assenza: "Un ombra la tua immagine che torna / quasi fuggendo, sospesa tra le scale, ad incontrare illusioni clandestine...". Eppure ancora forte di un amore capace di immagini colme di vita, ove l'anima anela al corpo: "Una disperata finzione mi sorprende / e chiudo gli occhi per sognare il tuo labbro." Potrei continuare a lungo. Ma mi fermo. Leggendo le Sue poesie - un canto all'amore per la vita, ed alla "felicità" di questo amore - un pensiero mi tornava costante. Non mio, ma di un poeta che amo, Hoelderlin: glieli trascrivo nella sua lingua, li prenda come "mio" commento alle sue poesie, che io non avrei saputo fare con parole mie:

"Denn schwer ist zu tragen / das Unglueck, aber schwerer das Glueck." (Der Rhein).

Un saluto cordiale e grato, Vincenzo Vitiello

SEGNALAZIONE VOLUMI = PADRE ELIA SPEZZANO

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Padre Elia Spezzano – Croci del Sud---puntoacapo Editrice – Pasturana (AL) – 2020 – pag. 75 - € 12,00

Croci del Sud, la raccolta di poesie di Padre Elia Spezzano che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una prefazione di Fabrizio Centofanti acuta e ricca di acribia.
Come scrive lo stesso critico la poesia di Spezzano è bellezza che si incammina verso la notte del senso, la sofferenza dell’uomo che ogni volta rinasce dalla tomba come musica triste e malinconica, ma così vitale che sembra provenire dalla terra di Dio.
Una certa forma di pessimismo cristiano connota dunque i componimenti di Padre Elia atteggiamento verso la vita che riecheggia, seppure sotto coordinate diverse, quello di David Maria Turoldo poeta e sacerdote anche lui.
Del resto quanto suddetto trapela anche dalla dedica che il religioso mette in calce al suo libro: ai disorientati, ai perdenti, ai dimenticati e non si deve dimenticare che nei vangeli Gesù nel discorso della Montagna esprime lo stesso concetto quando afferma che saranno beati nel regno dei cieli quelli che piangono, i poveri e i perseguitati in perfetta sintonia con l’idea cardine che anima questo libro che non casualmente si chiama Croci del Sud, perché proprio le regioni meridionali dell’Italia sono le più penalizzate nel nostro sistema socioeconomica come già stigmatizzato da Carlo Levi nel suo famosissimo romanzo Cristo si è fermato ad Eboli.
Il libro è scandito nella sezione eponima e nella sezione Altre poesie.
Ma c’è anche una luce di ottimismo nei versi di Spezzano quando l’io-poetante nomina con urgenza la libertà sottendendo nel suo discorso che questa è la prima cosa per l’essere umano e che quindi non essendo più creature, ma diventando persone la libertà può essere raggiunta, viatico per la felicità.
Pur nella sua condizione di sacerdote il Nostro nei suoi versi dalla chiarezza cristallina e dalla grande leggerezza e icasticità rivela di essere pienamente consapevole del tempo postmoderno che viviamo e ha un’acuta visione del mondo dimostrando di non essere solo un contemplativo.
Da notare che tutti i versi iniziano con la lettera maiuscola e questo elemento li rende vibranti ed emozionanti per il lettore.
Come un denso poemetto l’ordine del discorso si sdipana quasi cogliendo un unico filo rosso e tutto il flusso di pensiero dell’autore in lunga ed ininterrotta sequenza si fa poesia.
Spezzano punta acutamente la sua cinepresa sul mondo attuale e la compassione per la sorte degli ultimi vittime delle guerre e delle ingiustizie sembra essere il tono dominante dell’intera raccolta.
E quindi un Cristo vivo sembra essere dietro le quinte del teatro di Spezzano perché il poeta compiange con dolore quelli che sono messi in croce nella nostra società come Gesù, come i bambini africani che muoiono di fame, i migranti, le vittime delle guerre e della criminalità organizzata.
Quindi un taglio sociologico ha quest’opera e non a caso proprio il Cristo è stato definito nel suo messaggio il primo socialista.
Il versificare è fluido e controllato e le immagini sgorgano le une dalle altre in una fantasmagoria mai ripetitiva.
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Raffaele Piazza