venerdì 21 settembre 2018

NOVITA' EDITORIALE = POESIA NEOGRECA

"POESIA NEOGRECA"---La generazione dei quaranta/cinquantenni ovvero la “invisibile” generazione del '90
introduzione e traduzione a cura di Crescenzio Sangiglio. Testo greco moderno a fronte. Note biobibliografiche degli autori
Fermenti Editrice--Collana Nuovi Fermenti/Poesia Internazionale -- pp. 156 - € 15,00 -
ISBN 978-88-94978-03-2

Genere: poesia

In copertina: Venite più su di Luigi Ravasio (1939-2018), olio su tela, 1975, cm. 50 x 40 (Collezione privata)
“Giravolte sinuose come allegre capriole di una fantasia incontenibile, frutto di una ricerca della forma, ottenuto grazie a una forbita costruzione tecnica”. (Mario Rondi)

POESIA NEOGRECA
Gli Autori: Jorgos Markòpulos, Jorgos Alissànoglu, Chrissùla Anghiranopùlu, Konstandinos Buras, Ignatios Chuvardàs, Petros Golitsis, Stella Jeorghiadu, Alèxandros Konstandinu, Jorgos Lillis, Dimitris Perodaskalakis, Theòdoro Voriàs.

Come traduttore così Sangiglio definisce gli autori proposti: Ci si trova di fronte ad una “generazione” certamente eclettica, pluritonale, con un numero di personalità di rilievo, da valutare opportunamente e valorizzare...
In sostanza, che sia in Grecia o altrove in Europa, la “famiglia poetica” dei quaranta cinquantenni (nati 1965-1975) deve fare altresì fronte alla sfortuna di trovarsi in un'epoca in cui la poesia in edizioni cartacee attraversa una crisi profonda non solo dovuta alla soggettiva mancanza di tematiche coinvolgenti ( che di certo non mancherebbero. Basterebbe “scoprirle” e debitamente “acquisirle” in forma letteraria), ma anche alla spietata concorrenza del libro elettronico, troppo “espansivo” e aperto, per nulla coagulante e in più notevolmente più accessibile e meno costoso per i nomi più noti.
Ci si trova di fronte ad una “generazione” poco numerosa, davvero, certamente eclettica, pluritonale, non compatta intorno ad un nucleo irradiante, ma con un sicuro numero di personalità degne di particolare rilievo, da valutare opportunamente e possibilmente valorizzare prima che lo schiacciasassi del tempo e del pubblico disinteresse le sprezzi definitivamente e alla fine le obliteri.
*****

POESIA = RICORDO DI FRANCO CAVALLO


"Theo-blema" di Franco Cavallo

( ad Artaud)
-
Il muro è cieco, l'ombra lo avvolge
nel suo nero viluppo e lo dissolve.
Il vento agita la bianca spuma delle acacie.
Antonin Artaud, Saint Antonin ,
al tuo costato ho bevuto
tutto il sangue degli uragani e mangiato
l'urlo ineffabile della follia planetaria.
*
Franco Cavallo (1929/2006) è stato un poeta tra i più significativi della sua generazione, oltre che fondatore di riviste (“Altri Termini”, “Colibri”) e promotore di iniziative editoriali.
“Animale anomalo”, come si definiva, ha scelto la marginalità e la lateralità, facendone un habitus mentale e comportamentale. Ha scritto di considerare il lavoro del poeta come “un infinito vagabondaggio attraverso le forme estetiche, un flusso pressoché ininterrotto mediante il quale il poeta, calandosi nel corpo vivo del linguaggio, realizza se stesso e la propria opera”.

giovedì 20 settembre 2018

SEGNALAZIONE VOLUMI = RAFFAELE PIAZZA

Raffaele Piazza – Alessia----ilmiolibro.it – Roma – 2014 – pag. 119 - € 12.00

“ALESSIA” di Raffaele Piazza una raccolta sulla luce della carne
Per rileggere con scrupolosità la poesia di Raffaele Piazza mi sono avvalso della lettura di alcuni suoi illustri predecessori, figure come Petrarca, Neruda, Machado, Prevert, con umiltà, ho cercato una piccola chiave ad un ingresso talvolta imperscrutabile, ho cercato di carpire con una misura eroica e libera “la bellezza dell’ispirazione amorosa”, cosa spinge a raccogliere un “verso” maturo dopo la semina attenta ed ineludibile della passione.
Nell’energico ed elevato ultimo lavoro di poesia di Raffaele Piazza dal titolo “Alessia” (Rosso Venexiano edizioni) c’è una rappresentazione metaforica del viaggio luminoso e numinoso del corpo e della sessualità genuina ed ingenua, mai perversa, che sfida la precarietà della bellezza, l’ineluttabilità del dolore che trasforma la vita e ci rende curiosi nostalgici della meraviglia.
Alessia vi immerge le mani / affilate in quell’estasi a / rigenerare il corpo e l’anima / interanimate al vento / nell’entrare nella Nissan verde petrolio / di Giovanni. Liquido bacio nello scorgere il delta del fiume / a poco a poco a fendere / a dell’oro delle spighe / fino acqua di sorgente un’epifania / con le mani a coppa beve / Alessia dopo la salita.
Tutto è descritto meticolosamente da Piazza con la precisione di un regista epidermico, che nulla sfugge alle capacità del suo “occhio” che scava senza interruzioni nel sogno, e ne fa un solco profondo aprendo continue invettive al verso, animando così un lirismo musicale e riflesso che non alimenta illusioni, anzi il visibile e l’invisibile, il reale e l’irreale che si abbracciano, si avvicendano per diventare sempre di più racconto elegiaco, sospeso tra la carne e lo spirito, l’eros / religio acquista forma nell’informe vacuità del tempo.
“Il tempo del giardino, ragazza / Alessia in limine con l’aria / ad accedere a svettare freddo / vento sul viso di donna / nell’intessersi il sorriso son / di Giovanni la linea delle labbra / rosse nel senso delle cose / nel resistere all’attimo / fuggente a portare Alessia / oltre il fondo del dolore / per addentare la mela / rossa di gioia”.
Tutto è rifondato e ricucito dallo stile della sua energica poesia ritratto naturale della bellezza che ha forza e identità nella sessualità femminile.
Un vero “specchio amoroso” diventa l’amore che è la sostanza di buona parte di tutto il racconto poetico, un attraversamento che si apre e si chiude a tutti i fondali dell’illusione che campeggia nell’universo adolescenziale.
Di Alessia attraverso la pelle / di ragazza fino a di retro l’anima / nell’ovale del volto medioevale / madonna, l’azzurro degli occhi, dei capelli il grano, gettati nell’affresco / della vita, fino al letto / con Giovanni per affilare piacere / e orgasmo.
L’amore, l’eros, il desiderio per Alessia sono il collante delle tante storie che si consumano al non tempo e ne fanno frammento, squarcio immermore.
Humana / fragilitas che segna i suoi luoghi, facendone nuvole di visioni che si misurano solo sui segni della carne, quella carne che si trasforma in libro, che assorbe tutto l’inchiostro della rinascita, quella carne che senza esistere diventa luce, per resistere al tempo ed assorbire solo i sussulti dell’amore che non trasformano ed invecchiano il corpo, quella luminosità che si percepisce nelle pieghe nascoste della rivelazione poetica, visione inesauribile dell’infinito.
*
Prisco De Vivo
Agosto 2018

mercoledì 19 settembre 2018

POESIA = PAOLO BIROLINI



"NON ERA UNA DOMANDA"

La frase illuminante che ti dissi
a luglio, nel frutteto sofferente,
è saltata solenne nel breviario
elementare degli Dei sconfitti.

Non era una domanda. Le tue labbra
non si fecero rughe e remissione
dei peccati, non era una risposta,
e non era un pensiero deponente.

Passammo oltre, inauditi,
impreparati a quella delusione,
carezzammo il sapere.

Non era un verso, non era un'opinione,
nemmeno un'aria che cantavi tu.
Non la ricordo più.
*


"PER SEMPRE"

Inutili i saluti.
Se è per sempre è per sempre.
Una volta scoperto
il gioco del racconto e della mano,
rimane la vertigine, il vulcano,
il rincorrersi vano.
Dimmi in quante città perdemmo i sensi?
Non era più ai vent'anni?
Già cercava i malanni il condannato,
ma non è come pensi.
Sapevo di salvarmi, di salvarlo
quel fanciullo incantato.

Per questo metto un segno
sul diario di velina di quei giorni.
Non ci sono ritorni.
Se è per sempre è per sempre.
*
PAOLO BIROLINI

SEGNALAZIONE VOLUMI = NINO VELOTTI

Nino Velotti – Sonetti per immagini-- La Vita Felice – Milano – 2017 – pag. 79 - € 15,00
Con testi critici di Carlangelo Mauro, Enzo Rega ed Eugenio Viola--
Nino Velotti, poeta e musicista, vive e lavora in provincia di Napoli. Laureatosi in Filosofia con una tesi sull’infanzia di Leopardi. Ha pubblicato varie raccolte di poesia, un romanzo e una raccolta di racconti. Cresciuto in una famiglia di musicisti e vincitore di vari premi con i testi delle sue canzoni, suona le tastiere e fa parte del duo pop – sperimentale Hueco, che ha all’attivo due album. Nel 2013 ha pubblicato un disco proprio, Incanti e disincanti.
Con il volume Sonetti per immagini, che prendiamo in considerazione in questa sede, Nino Velotti riattualizza un genere poetico poco praticato nel panorama attuale della letteratura italiana, appunto quello del sonetto, che nella versione postmoderna del Nostro, pur rimanendo in esso le rime alternate nei versi, si carica ovviamente di nuovi significati e possibilità rispetto a quello della tradizione delle nostre lettere.
L’opera di Velotti si accresce in originalità per l’associazione ad ogni singola poesia di un’immagine pittorica a colori o di una fotografia per la quale cosa il libro può essere considerato un ipertesto per l’interazione dinamica tra i due livelli espressivi che crea magia, sospensione ed una forte dose d’ipersegno.
C’è una stretta correlazione tra le immagini e le poesie e si costituiscono così forti effetti di suggestioni veramente intense che sono testimonianza dell’intelligente capacita creativa a tutto tondo dell’autore nel fare interagire i generi praticati.
A proposito della poliedricità di Nino si deve ricordare che è anche musicista e narratore: una vena fertile dunque in vari campi tra i quali, come in questo caso, si stabiliscono equilibrate osmosi, rendendo l’ordine del discorso veramente affascinante nella sua coerenza nella scelta dei temi trattati.
Non c’è un filo rosso, un motivo conduttore, un’unitarietà tematica nello strutturarsi architettonico delle pagine.
Ogni poesia, con sua relativa immagine, è dotata di autonomia e se si vuole ritrovare un comune denominatore tra i testi lo si ritrova a livello stilistico formale.
Infatti ogni sonetto è caratterizzato da una notevole abilità tecnica nel gestire le immagini e i contenuti.
La scrittura di Velotti s’invera di testo in testo attraverso una forte vena icastica e una grande leggerezza e non a caso il ritmo dei versi è serrato e produce piacevolissimi effetti di musicalità.
Il poeta punta il suo obbiettivo sulle più disparate e diverse tra loro situazioni della vita e le trasfigura in versi con le immagini a fronte quando per esempio fa il proprio autoritratto o fa parlare il gatto Charlie.
Emerge nella lettura di ogni tassello dell’opera una forte capacità introspettiva di Velotti che scava nei meandri della mente e produce poesie complesse.
E proprio il pregio maggiore che si evidenzia nelle poesie del Nostro è quello che si realizza nelle immagini, di strofa in strofa, nel riuscire a rendere insieme la suddetta complessità con una certa chiarezza per la quale non si sfiorano la scrittura anarchica o quella alogica.
Un esperimento creativo pienamente riuscito che potrebbe essere un modello da seguire, magari con qualche variazione, da altri autori.
*
Raffaele Piazza




martedì 18 settembre 2018

POESIA = GIUSEPPINA SCIORTINO

"La tristezza di Milano"
La tristezza di Milano è tristezza leggendaria, si racconta da anni.
Io la vedo a occhi chiusi, quando è giorno e quando annotta,
tra i carrelli della spesa e le insegne dei negozi.
La tristezza di Milano è una rete a maglie strette che per molti non esiste.
Si nasconde nella nebbia, si dirada con la pioggia, l’ora blu è la più lunga.
La tristezza è sempre troppa, popolare e sconfinata, fascinosa e ripugnante.
È frizzante ed è sciroppo, è qualcosa che t’aspetti, come i saldi a fine agosto.
La tristezza di Milano io la vedo e non la vedo ma ne sento un po’ l’affanno.
Io l’avverto sui miei occhi, fra le rughe del collo, sulla ciocca scomposta.
Cerco invano di versarla tra i pescetti del ruscello, nello stagno, nel naviglio.
La tristezza di Milano mi si legge su una mano, nella piega del polso.
La tristezza di Milano è leggera, lieve e fine, io l’afferro e già scompare.
*
GIUSEPPINA SCIORTINO

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


"Alessia parte"
Partenza fiorevole per Alessia
ragazza per Firenze magica.
Autostrada d’incanti sottesa
alla casa – auto guidata da Alessia
come di 16 anni una donna.
Poi l’arrivo e il medioevo
nell’anima tra strade, chiese
e pittori postmoderni. Arno
a trascorrere nel senza tempo
delle acque del limpido fluire
nel sentirsi madonna Alessia.
*

"Alessia chiede felicità a Giovanni al bar"

Bar Celestiale al posto delle fragole
presso la marina fantastica dove
all’Albergo degli Angeli ha fatto l’amore
e ne porta nel viso le tracce in quel levigarsi
ragazza Alessia. Bar Celestiale per Alessia
nel chiedersi se oltre al sesso ci sia l’amore
e sta infinitamente. Chiede felicità
Alessia a Giovanni e lui sorride e la bacia
e la tocca con i suoi occhi mentre Alessia
prende il gelato a raffreddarle l’anima
e così esiste Alessia.
*
Raffaele Piazza