venerdì 18 gennaio 2019

RIVISTA = FREQUENZE POETICHE

FREQUENZE POETICHE - N° 14 - anno II - Novembre 2018
Sommario :
- Saggistica: Paolo Allegrezza : La neoavanguardia napoletana tra arte e poesia verbo visiva
- Poesia italiana contemporanea : Antonino Contiliano : Per una poetica del tempo del noi
- Poesia straniera contemporanea : Norica Isac , Celor neibuiti/ Ai non amati (traduzione di George Nina Elian)
- Poesia visuale : Kurt Rudolf H. Sondeborg : scritture estreme --Claudio Parentela : Senza titolo
- Poesia in Campania : Antonio Spagnuolo : Sillabando alla luna - Nove poesie inedite
- Prosa , Aforismi, Haiku : Giorgio Moio : Quattordici aforismi, molto afor e poco ismi
- Discussioni e interviste : Rossella Forlè : Mary Cinque, le avventura di un artista in Napoli, Addis Abeba, Londra, Los Angeles
- Letture e riletture : Matteo Farneti "Armi e bagagli" di Enrico Fenzi / Federico Preiosi "E dietro le spalle gli occhi" di Lucia Triolo / Rosa Frullo "Lady Lazarus, La vita a posteriori" di Silvia Plath
- Direttore : Giorgio Moio

SETTIMANA DELLA LETTURA = POESIA A GALLARATE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO :
Cari amici poeti,eccoci alla VII edizione de La Settimana della Lettura che si terrà nelle scuole di Gallarate da lunedì 1 aprile a sabato 6 aprile 2019.

In qualità di poeti vi invito ad aderire all'installazione " Versi di Stesi", cordate di poesie che saranno esposte negli Istituti di Gallarate ed in uno di Busto Arsizio. Le cordate, realizzate dagli studenti diversamente abili, saranno presentate all'apertura della rassegna al Teatro Condominio. Tutta la manifestazione riceverà il patrocinio del comune di Gallarate da parte dell'Assessorato alla Cultura.
*
Fate pervenire al più presto 25 copie di una vostra poesia con firma, lasciando in alto un bordo di circa 6/7 cm., da inviare all'ìndirizzo in calce.
Per favore, divulgate l'evento dell'installazione, così altri poeti invieranno le loro poesie e i ragazzi potranno leggerle, strapparle, portarsele a casa e fare un book poetico da rileggere.
*
Grazie della partecipazione
Annitta Di Mineo

Plico da spedire a:
Prof.ssa Annitta Di Mineo
La Settimana della Lettura
c/o Istituto Superiore " G. Falcone"
via Matteotti 4,
21013 Gallarate

POESIA = FRANCISCO MUNOZ SOLER


POETARE VUOL DIRE ESISTERE
Rifiutarsi di vagare per tutta la vita
come una formica, senza senso
senza ribellarsi.
Poetare vuol dire esserci
e orientarsi nella vita
arare la terra, produrre dei fiori
accettare il dolore e attraversare il mondo
difendendo le impronte di qualcuno.
Poetare vuol dire neutralizzare quell'acido silenzioso
che genera astio,
significa decontaminare lo spirito
e liberare il proprio essere
dall'aridità di una terra desolata.
*
DESIDERO VEDERE L'ALBA
passeggiare fino alla spiaggia
e osservare la riva che declina,
prepararmi a viaggiare nei ricordi
che si affacciano come un'aurora,
perché la profondità della ferita
non é tenebra vuota
ma un varco che salpa della riva
verso gli oceani,
dove, ne cerchi d'acqua
si possono disporre le costellazioni,
ascoltare il silenzio,
l'eco dei pensieri, in questo cosmico
un secondo fatto di memoria
dove siamo l'uno e l'atro,
nel tempo e nello spazio
del tutto estranei alla sentenza di Orazio.
*
ORFANO NELLA CITTÁ DEL PARADISO
Com'e difficile, com'e difficile
tornare a casa
dal cuore del paradiso,
questa notte abbiamo ricordato Aleixandre (1)
sulle rive del mare
nel bellissimo Palmeto delle Sorprese
che si trova dove c'era un silo
quando se me serviva il poeta.
Rocordare
mi ha reso fragile e
mi ha fatto tornare
sul viale della belleza
amplificano le voci contrarie
e i baci
e le carezze,
infialzate nella memoria,
mi fanno sentire
più orfano
della notte più bella.
E questa notte lo zenit
risplende ancor più lucente, Aleixander
colora con la sua tavolozza di versi
il mare, l'aria e le genti
della città del paradiso.
*
(1) = Vincente Aleixander = Poeta andaluso , premio Nobel 1977
*
FRANCISCO MUNOZ SOLER -- (traduzione di Federica Venosi)

giovedì 17 gennaio 2019

POESIA = RAFFAELE PIAZZA

"Alessia erede dell’azzurrità"

Spiaggia di ragazza Alessia
di granelli di sabbia
non infiniti come Dio
ma da contare difficili
e il mare da svuotare
con il secchiello come
per gioco nella mente.
Sola sul bagnasciuga
invernale dal freddo
buono pervasa eredita
l’azzurrità Alessia solo
con lo sguardo ad un cielo
tanto azzurro da turbare
l’anima e di Alessia il corpo.
Silenzio d’oro e parola
d’argento per Alessia
nel mito di Ulisse a cui
pensa, lei Penelope di
Giovanni e prega la Madonna
che non la lasci
ora che non è più vergine.
*

"Fiore di padre"

Prologo
Dal cielo delle
tue mani alle mie
un fiore d’erba
azzurro sotto il sole
hai messo per caso
a sbocciare per
altre generazioni.
1
Hai attraversato
il tempo in auto e
sei venuta a dare
il senso del latte
al figlio diciottenne,
amato e non voluto
nella magia duale e
2
nella chiostra
prealbare nel movimento
di gioia dello specchio
la tua fotografia
ad entrarmi per gioco
negli occhi e
il jet che ti ha
portato nel candore
del cappotto l’anima
di vetro nel fondersi
della notte con la
visione dei pini
piantati nel primo
‘900 in Villa
Comunale e
3
qui si respira aria di
trasparenza degli occhi
incanto di sorgente
dai tuoi fianchi
di ragazza nel tendere
alla via serale e
una scala per salire alle
cose della natura è rimasta
nelle durate, incantesimo tra
i nostri genitori e i nostri
figli e sei partita per altre
navigazioni su internet
e sul bordo del Mediterraneo e
4
oltre lo squillo del
telefono e la lettera alla
portineria arrivata
o nel nuovo diario,
per accedere al luogo
dove eravamo venuti
con il bambino quando
aveva cinque anni e
ora è la stagione delle
spighe e il figlio ha
18 anni, la forza
trasparente dell’aria
nell’accadere di ore
al mio polso sottile e
a stringere la giovinezza
a respirare la brezza
di un luglio dove tutto
è fermo anche del sole
la lamina, il dischetto
che vedi alle diciannove
dall’oasi del Parco
Virgiliano e poi
la forza nelle gambe
che vengono da me
se sei l’icona a
scendere nella camera
della mente e nella
stanza fino a
di leggerezza porti
altri.
*
Raffaele Piazza

mercoledì 16 gennaio 2019

SEGNALAZIONE VOLUMI = RAFFAELE PIAZZA

Raffaele Piazza : “Alessia e Mirta” – Ed. Ibiskos – 2019 – pagg. 52
Alessia è una ragazza onnipresente nella poesia di Raffaele Piazza , una figura femminile che si offre quotidianamente alle visioni oniriche , alle schermaglie amorose , agli scontri erotici clandestini , alle improvvise allucinazioni sentimentali, alle impreviste memorie che affiorano tra paesaggi o stanze , boscaglie o terrazze. Di contro Mirta si impone nella scrittura poetica per la sua violenta scomparsa dal mondo vivibile, vittima di un gesto suicida che la rende immortale. Ecco, allora, due personaggi emblematici che contendono i testi in un fluire continuo di versi , sapientemente equilibrati nella scrittura, che caratterizza Raffele Piazza , quale poeta tutto tondo, nel panorama contemporaneo.
Il viaggio lirico intrapreso in questo volume ci trasporta in mille colori tra le verdi foglie del parco , ove Alessia assapora le smanie d’amore , o tra le azzurre onde del golfo , ove la fanciulla abbandona le sue forme, o tra le assolate pietre del borgo , ove ella rincorre il suo amante, o tra le stoffe del negozietto , dove scegliere tessuti e costumi. Ma le visioni vengono interrotte ogni tanto dal ripetersi improvviso ed inaspettato delle apparizioni aurorali di Mirta . Giovanissima preda dell’Ade, alla quale il poeta dedica versi struggenti, ella ritorna nella sua nebbia sepolcrale attraverso il sentiero “azzurro della vita” che abbandona ogni speranza.
Le frasi saltellanti, ricche del ritmo di decine di metafore e neologismi, rincorrono i flash che si susseguono pagina dopo pagina, e realizzano un album policromatico da sfogliare con curiosità culturale di livello, nell’eco di una voce sussurrante che accompagna frammenti di memorie o illusioni di presente nelle flessioni musicali della poesia.
ANTONIO SPAGNUOLO

martedì 15 gennaio 2019

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO

– “Rose”
Ci sono ancora rose fra i tronchi, delicate,
fra quei rami che riportano il verde
alle periferie in abbandono.
Fragile il destino dei petali nel sospiro del ricordo,
un semplice addio alla passione,
per quei gesti di contraddizione che aprirono
gli spazi profondi del bisturi.
Ed è nel sogno il giro ambulante di cose vecchie,
lingua incapsulata nelle pieghe sino al non senso,
per deformare quelle strane regole
della solitudine.
Abbiamo smembrato le camere
per inseguire passioni, per ripetere parole nelle coltri.
Difficile annegare e scrivere al contempo
di un amore consumato nelle attese
del germoglio incastonato sulla tomba.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

domenica 13 gennaio 2019

SEGNALAZIONE VOLUMI = LAURA FICCO

Laura Ficco – Brucia la notte--- Grafiche Ghiani S.r.l. – Monastir (CA) – 2018 – pag. 63 - € 10,00
Laura Ficco, poetessa genovese residente ad Assemini in provincia di Cagliari,
nasce artisticamente negli anni ottanta come pittrice creativa in vari generi espressivi,
partecipando a varie mostre ed estemporanee.
Dall’anno 2003 come poetessa ha ripreso a esternare i pensieri dell’anima, già
coltivati in età adolescenziale, componendo varie liriche e contraddistinguendosi
particolarmente nella tematica della sensibilità verso il prossimo.
Ha pubblicato svariate raccolte di poesia e ha partecipato a numerose
manifestazioni culturali di musica e poesia.
Ha riportato numerosi e prestigiosi premi in concorsi letterari.
Brucia la notte è una plaquette di poesie non scandita e presenta la caratteristica
consistente nel fatto che le poesie sono inserite solo nelle pagine che presentano numeri
dispari mentre le pagine contraddistinte dal numero pari o sono vuote o vedono la
presenza di disegni della stessa Laura Ficco in bianco e nero, così come la copertina
nella quale è raffigurato un volto di donna che costituisce l’opera intitolata
Femminilità.
I disegni dell’autrice rappresentano tutti figure di donne e sono espressione di
una pittura figurativa e sono permeati da una forte dolcezza nella sinuosità della
maniera con la quale l’artista realizza immagini seminude o volti di figure femminili
che sono cariche di una forte intensità espressiva.
I componimenti e i disegni sono preceduti dallo scritto di Laura intitolato Un
pensiero ed un ringraziamento nel quale la poetessa sottolinea che si tratta di una
raccolta dedicata alle donne, particolare che sfiora amorevolmente molti temi della vita contemporanea.
Aggiunge la Ficco che le donne sono degli esseri dolci e fragili, a volte costrette
a divenire frammenti di roccia, coraggiosa difesa nell’affrontare tempestosi cicloni.
Perciò è importante che tutti ovunque portino rispetto e amore per la donna, elementi
essenziali per vivere in una società più giusta e pacifica.
La tematica suddetta è quanto mai attuale nella società contemporanea nella
quale i mass media continuamente diffondono tristissime e desolanti notizie
statisticamente accertate secondo le quali sono numerosissimi e in progress i casi di
violenza sulle donne quando non si arriva addirittura all’uccisione delle donne per
gelosia o per l’incomprensibile forza del male e sono molti i rappresentanti del sesso
forte che si macchiano di tali crimini.
Al pezzo di Laura Ficco segue una prefazione di Vincenzo Pisanu esauriente e ricca di acribia.
Tutte le composizioni sono fornite di titolo e suddivise in strofe.
Nella poesia eponima è proprio affrontato il tema della violenza subita dall’io poetante che diviene simbolo ed emblema del perverso fenomeno in generale.
C’è nei testi una forte tensione in bilico tra gioia e dolore e il tono del discorso è assertivo e t versi procedono per accumulo in maniera armonica e controllata.
La poetica di Laura Ficco si può considerare neolirica e si avverte un senso creaturale nei vari “tu” alla quale l’autrice si rivolge.
E c’è anche il tema del vero amore per esempio in Petalo rosso, poesia nella quale è detta con urgenza l’estasi dei sensi con immagini che ricordano quelle di
Neruda.
*
Raffaele Piazza