martedì 25 giugno 2019

SEGNALAZIONE VOLUMI = LUIGI BALOCCHI

Luigi Balocchi – Atti di devozione--- puntoacapo Editrice – Pasturana (AL) – 2019 – pp. 95 - € 14.00

Atti di devozione, la raccolta di poesie che prendiamo in considerazione in questa sede, è un testo non scandito nel quale è stabilmente presente in ogni componimento la presenza di un tu, presumibilmente l’amata, della quale vengono fatti veri riferimenti e che resta in un alone di vaghezza.
Le composizioni stesse divengono atti di devozione per la suddetta figura come è detto nel titolo ed è l’amore stesso a rendere infiniti; infatti in Devoti nell’ultimo verso il poeta scrive: Eterni l’un l’altro devoti.
È costante uno stupore che s’invera per l’amata e rimargina la ferita dalla quale scaturiscono i versi stessi.
Ottima la tenuta dei versi lunghi frequenti.
Per il continuum semantico e contenutistico che segue il libro può essere definito come un poemetto attraversato dal filo rosso che è quello della tematica erotica che domina su tutte le altre.
Frequente il tema del sogno inserito in un’atmosfera di rêverie
Cifra distintiva della poetica di Luigi Balocchi è quello di una vena tout – court neolirica nel testo che potrebbe essere letto come un canzoniere d’amore postmoderno molto unitario e compatto.
L’amore stesso può divenire doloroso come in Gris dove è descritto il pathos di un litigio nel quale si sarebbe potuto degenerare perché l’io – poetante si rammarica di non averla presa per il collo e sbattuta contro un muro urlandole di restare.
I versi brillano per chiarezza e sono molto spesso prosastici nella loro leggerezza ed icasticità.
In Deus absconditus nell’incipit si ritrova un senso mistico: Cerchi nell’anima la comunione santa/ quella carezza/ ineffabile, fonda fino alla bellissima chiusa: Il sesso è una via di redenzione.
Ma l’amore stesso, infatti, riserva ineffabili gioie come in Eden nei bellissimi versi dove viene detto con urgenza l’amore che incanta e che svela l’amore per gli amanti che non sono mai usciti dai corpi come angeli carnali alla ricerca del dono che dovrebbe essere la stessa felicità.
Forte il senso della duale corporeità primo gradino per la fusione ontologica delle menti nella compenetrazione psicofisica.
L’io poetante a volte prova un forte senso di tenerezza per la persona amata anche da cullare e consolare dopo che ella esce dalla porta del bagno simile ad una foglia che il vento ha strappato.
S’insinua un tono colloquiale con il quale l’amante io – poetante lancia i suoi messaggi in bottiglia con un versificare raffinato e ben cesellato.
Vengono espressi attimi d’intensa elegia nel dire l’io – poetante che il sogno se l’è ritrovato tra le mani e che sono stati i giorni più belli della vita del poeta perché avevano gli occhi di lei.
La dimensione amorosa è vista come un tramite per uscire dalla solitudine e in Eros l’amore è in bilico tra sacro e profano e in questa composizione si parla non a caso di una nuda santità che è fatta di labbra, cosce, culi e sussurri devoti.
Un’opera sull’amore uomo – donna che sa regalare emozioni al lettore e alle lettrici che hanno sperimentato nella realtà il sentimento e che non possono non identificarsi nella lui e nella lei protagonisti.
Nelle lucide intenzione dell’autore l’amore si realizza come sintesi nell’attimo che racchiude ogni istante dell’amore ricambiato.
*
Raffaele Piazza

SEGNALAZIONE VOLUMI = BONIFACIO VINCENZI

BONIFACIO VINCENZI (a cura di) : SUD i poeti - Ed. Macabor 2019 - pagg. 241 - € 20,00
In distribuzione il quarto volume della collana che con passione ed attenta selezione Bonifacio Vincenzi porta a compimento per le edizioni Macabor. Una raccolta ricchissima e degna di ogni attenzione , proprio perché riesce a storicizzare la ricerca poetica svolta nel Sud della nostra patria. Pubblicati i volumi dedicati ad Antonio Spagnuolo , Domenico Cara, Carlo Cipparrone e quest'ultimo dedicato a Giammario Sgattoni.
Le testimonianze per questo tomo sono di Marcello Sgattoni, Pietro Civitareale, Enrico di Carlo, Andrea Giampietro, Renato Parente, Massimo Pamio , Luigi Ponziani, Giuseppe Rosato, Ottavio Giannangeli. L'antologia procede con il ricordo di autori scomparsi : Enzo Valentini a firma di Bonifacio Vincenzi, Marilia Bonincontro a firma di Massimo Pamio, Rocco Scotellaro a firma di Marta Celio, Raffaele Carrieri a firma di Dante Maffia . Infine poesie inedite di Domenico Cirpina con intervento di Enzo Rega, Gilda Policastro con intervento di Bonifacio Vincenzi, Franco Ciarelli conintervento di Antonio Spagnuolo , Rocco Salerno con intervento di Tommaso La Rocca e Giuseppe Vetromile con intervento di Antonio Spagnuolo. Chiudono il volume le notizie sugli autori.
ANTONIO SPAGNUOLO

domenica 23 giugno 2019

SEGNALAZIONE VOLUMI = VIVETTA VALACCA

Vivetta Valacca – Tu sei la realtà e l’essenza tutto il resto è sogno inquieto---puntoacapo Editrice – Pasturana (AL) – 2019 – pp. 111 - € 16.00

Il libro di poesia che prendiamo in considerazione in questa sede è composito e articolato architettonicamente, essendo scandito in una prefazione lirica, una premessa dell’autrice stessa, un preludio poetico, la sezione Corpus e in un postludio poetico.
La prefazione lirica è del poeta tedesco Dieter Schlesak e consiste in un componimento poetico in tedesco dedicato alla stessa Vivetta Valacca in occasione del suo compleanno e ha a fronte la traduzione in italiano.
Nella premessa la poetessa chiarisce che la sua raccolta è un dialogo con l’amato e si può aggiungere che i suoi sentimenti nell’amarlo sono nobili e sinceri nella gioia di essere pienamente ricambiata.
Un canzoniere amoroso postmoderno, quindi, esaltazione dell’amore che se fa soffrire può donare come in questi versi ineffabili gioie dei sensi in commistione con le anime.
Nel preludio poetico, composizione verticale, la poeta nell’incipit si chiede rivolgendosi all’amato: è/ un bambino/ con noi l’amore? /… versi delicatissimi sull’innocenza dei bambini e del loro approccio alle cose empatico che è tipico degli amanti.
Inoltre come ha scritto Antonio Porta i figli, che nascono bambini, sono il frutto dell’amore uomo-donna.
Il primo poeta che viene in mente leggendo la raccolta è John Donne di Poesie amorose e teologiche perché il libro è intriso di misticismo ed è evocato subito il ricordo del termine interanimarsi riferito all’unione della poetessa con il suo lui nei versi emblematici: il tuo volto/ era il mio volto/ il mio volto era il tuo volto// nel cielo/ prima che tuo padre/ e tua madre s’incontrassero…/ per questo/ con te mi sono conosciuta/ per questo con me hai conosciuto te stesso/. E il conoscersi non è ovviamente solo quello dei corpi ma anche quello delle menti nel compenetrarsi e divenire una cosa sola.
Da notare che anche l’amato è poeta e che scrive in Vivetta frasi incancellabili e che lei ha l’anima incisa, cesellata dai suoi versi.
L’amore stesso è per la poeta il generatore della poesia che senza l’amore non si scrive.
Un altissimo inno all’amore che ha tra i suoi modelli il Cantico dei cantici veterotestamentario e i lirici greci e latini.
L’amore come estasi delle dualità menti-corpi in un contesto mistico in cui dice Vivetta che lei e lui vedono la luce che passa tra loro, luce che vede anche il Cielo mentre gli angeli ridono con loro.
La raccolta nel suo etimo è spiazzante per la sua nitidissima cifra neolirica, unica nel contesto della poesia italiana contemporanea e di tutti i tempi perché in essa ogni singolo sintagma è pervaso dal senso dell’amore profano e sacro che divengono una sola cosa.
Anche il tempo e lo spazio annulla l’amore e la poeta ha dormito il sonno dell’amore ritrovato dopo il silenzio.
Un’apoteosi del sentimento amoroso che ontologicamente ha una valenza religiosa quando è detto che l’amore stesso ha la luce donata degli angeli calda-accoglienza della benedizione/ liquida luce di Dio.
*
Raffaele Piazza

sabato 22 giugno 2019

POESIA = PAOLA SETARO

"Di una sala d’attesa"

A sfilare l'eccesso
sotto strati composti
sta immobile il corpo,
verticali ferme le ossa
alveari di ingombri,
la sua norma è
schiamazzo diffuso,
la tua è muta consolazione
quando gli dici
sottovoce
questo può guarire
io voglio restare.
*

"Cronaca dell’ombra"

Se decidiamo,
nel bel mezzo della corrente
di ricordare
in un feroce elenco
tutti i fatti in fila,
loro si sfaldano
in un precoce addio
tra corridoi angusti
cieche giornate
tristezze mezzo scolorite,
come fa la luce
che a non camminare
diventa per necessità
caldo involucro di pianto.
Il tempo così ci annega,
in impronte trasparenti.
*

"Senza nome"

Il dolore non è discorso
tema versi o intonazione,
ma solo una corda tesa
dove non vedi l'altro nodo
e forse neanche il primo.
*
PAOLA SETARO
é
Paola Setaro, docente di Lettere nelle scuole, è nata e vive a Napoli, dove sta terminando un dottorato di ricerca in Storia dell’arte moderna. Tre sue poesie sono apparse nello spazio on-line di “Levania”; recentemente “Se la vita è una” è stata pubblicata su “Repubblica”, nella sezione “La bottega di Poesia”.

SEGNALAZIONE VOLUMI = RAFFAELE PIAZZA

Raffaele Piazza, “Alessia e Mirta”, Ibiskus Ulivieri, 2019---

Sbaglieremmo se leggessimo questa raccolta cercando, poesia dopo poesia, di intravvederne una trama, di chiarirci le idee su Alessia, di comprendere l’enigma di Mirta. Innanzi tutto perché l’ordine cronologico è alquanto arbitrario, e non certo per distrazione ma per consapevole artificio, tanto che perfino nel fluire del verso la sintassi ospita “inversioni” (l’anastrofe) che turbano non soltanto il tempo, ma pure lo spazio degli accadimenti e del senso.
Per cui sì, la storia è quella di Alessia, ma quasi passa in second’ordine rispetto alla lingua poetica, che diviene la vera e unica protagonista, e insistentemente via via che procede la lettura si afferma con maggior forza. Esuberante come il verso, particolarissimo, di Raffaele Piazza. Costantemente a invertire il flusso, a sovvertire l’ordine logico-grammaticale (tradizionale) del discorso, a combinare insieme parole e fonderle in neologismi il cui senso che non è più la somma delle parti, ma un qualcosa di nuovo acquisito attraverso una nuova sonorità.

p. 12

Secondo tempo della vita
di ragazza Alessia,
l’adolescenza tintadifragola
sedici anni contati come
semi nel fertile terreno
a dare verdi piante [...]

Si disordina così il flusso poetico non certo per vezzo, ma quasi per pretendere un’attenta lettura, e anche una rilettura che gusti in sé l’insistenza del suono, la combinazione, le allitterazioni, le rime che a volte fanno lo sgambetto alla voce non senza forzare il rapporto delle parole tra loro.

p. 17

Anima di ragazza Alessia
nell’intravedere dei mattini
la continuazione prosegue
dei baci la storia a ovest
della vita e a est la nuova
gioia nel presagire di stasera
il letto con Giovanni.
Fiorevole attesa dell’esame
di italiano (lei non è né Laura
né Beatrice). Con mosse
leggere dal balcone nella
luna entra con gli occhi
a toccarle l’anima la lamina
d’argento e poi per altre
destinazioni fino al telefono
procede per di bellezza
un’epifania nell’interanimarsi
con dell’amato la voce.

E poi, in quelle poche poesie in cui compare Mirta (che sappiamo morta suicida), ecco che il poetare muta. Il verso si distende, la sintassi perde di esuberanza e si fa intima lasciando parlare direttamente Alessia.

p. 37

Se sul farsi della tela
della sera firmamento
infiorato da stelle margherite
ti penso succede ancora
di fotocopiare la felicità
di quando dividemmo
l’innocenza di un gelato
per rinfrescare le anime.
E la fotocopia può essere
più bella della vita
prima del tuo suicidio,
Mirta, ragazzina di 44
anni dai molti amanti [...]

Libro sorprendente questo di Raffaela Piazza. Enigmatico quel tanto che occorre per volerlo inseguire. Scritto a volte come potrebbe farlo un fotografo, o un pittore che attraverso l’astrazione ottiene ciò che sfugge al realismo, o un videomaker alle prese con il montaggio di una clip di cui ha perduto l’ordine, ma che nel disordine raggiunge l’essenza di ciò che ha filmato. Come se sovvertendo il tempo cronologico (Kronos), il tempo cioè che nel presente raccoglie passato e futuro, prendesse il sopravvento la forza vitale (Aion), cioè quel tempo che, senza presente, consente la coesistenza di passato e futuro, senza intermediazioni e spesso sovvertendoli.
*
Angelo Andreotti

POESIA = RAFFAELE PIAZZA

"Alessia trova pace nel roseto del giardino di Mirta"

Nel ritrovarsi sola con sé stessa
nell’interanimarsi con i petali di rosa
rossa del di Mirta il giardino
trova pace dove era già stata Alessia
nei giorni prima della felicità
che ora è nelle rose a entrarle nell’anima
di ragazza Alessia la tinta polita
oltre benedizioni ad ogni passo
nel rievocare il giorno delle feste
del Natale e di Pasqua ora che è estate
ed è giusto che sia così nel sudare Alessia.
*

"Alessia pervasa dalla luce"

Nell’intessersi di Alessia
i pensieri con un azzurro
così intenso da turbare l’anima
dalla luce pervasa a attraversare
dal cielo l’aria e toccarle il cuore
si prepara ragazza Alessia all’
amore nello scegliere con cura
il trucco e gli indumenti
che gli piacciono.
Trepida guarda l’ora Alessia
e il citofono suona nel distenderla.
*
Raffaele Piazza

POESIA = MONIA GAITA

"-Il polso alla coscienza-

“Non c’è via d’uscita” –ti dissi –
mentre la torma dei venti
sbatteva gli usci all’unisono
sui rami.
Tu sorridesti
nell’uditorio distratto di gennaio
e io, all’ubbidienza proclive
ad ogni costo,
feci finta.
Poi agimmo
sotto la curatela della sera.
L’irrazionale tremò
con tutta la sua luce,
le nostre bocche si persero
nei tumidi torrenti
della stanza.
Tagliai il traguardo del tuo cuore
e insieme
tastammo il polso
alla coscienza.
Un ostinato serbatoio stravolto,
nel petto un osso che s’inarca:
era completa.
*
MONIA GAITA