martedì 27 gennaio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = MARCO PETRUZZELLA


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Marco Petruzzella: “Atlante minimo” Ed. peQuod – 2026 – pag. 68 -€ 14,00
Nel sottotitolo “geografie personali”, forse a voler significare che la catena che lega tutte le composizioni di questa raccolta è semplicemente la incuriosita tessitura di una storia che accende emozioni e illusioni, frequenze e visioni, incontri e sussurri in un limpido diario da sfogliare quotidianamente.
“Le città non mantengono le promesse.
Nei sottopassi, sotto le gru dei cantieri,
tra l’odore di benzina e il respiro corto dei tram,
ho imparato che anche il cemento diventa memoria.”
Il suo viaggio inizia proprio con gli incontri probabili in città o in aperture policromatiche, con variazioni, o cercando di condurre elegantemente alcune rilevanti scelte di riflessione sul quotidiano, tra il banale e l’impegnativo, ed illuminando gradualmente qualche segmento esortativo, o alternando una visione da descrivere a ricognizioni che hanno il sapore appena accennato della filosofia.
“ retorica del soldatino apparente
tradita dalla smorfia navigata
dalla distanza percorsa
tra la rassegnazione e lo schermo
tra l’uomo di mondo e lo scherno.”
L’esperienza personale decanta nel verbo assegnato alla ricerca della verità, riportando il verso sul confine sottilissimo che separa la scrittura dall’ispirazione, a tratti per lo sguardo al quale è concesso di cogliere un paesaggio per un arco intero, a volte per una virata improvvisa del ritmo che cede volentieri alla contemplazione.
Nella sezione “Grafie intime” si parla di congiunti, di amore, di amici, di ricordi “che bussano ancora/ anche quando il silenzio, vigliacco, li archivia”. E le figure sono pennellate decise, quasi che la spatola sappia abbondare nel colore per ben delineare i contorni. Interventi per Massimo Arrigoni per Dario Bellezza, per la figlia. Ancora nella sezione “Mappe del corpo” il passo dell’esistenza è in bilico, tra le mani che curano e carezzano, tra le incertezze e le attese, “Quando ori dentiere e scope/ la faranno da padrone/ e la paura della morte/è solo l’ennesima partita persa a punti.”
“Cartografia della parola” e “Frammenti” chiudono questo rutilante album, dove l’uso del linguaggio simbolico lascia intatta l’adesione del poeta al volo messo a disposizione nelle forme dello spazio, tra la curiosità ostentata e segreta o la fretta che accartoccia da qualche parte.
Per il poeta il rapporto tra la fede della ragione e l’attimo fuggente non è sempre fallimentare, ma potrebbe realizzarsi utilizzando il bagaglio del passato e l’unità basilare della nostra fedeltà al sogno.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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