SEGNALAZIONE VOLUMI = VALERIA SEROFILLI
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Valeria Serofilli: “Il cappello a fiori” – Ed. Leonida – 2026 – pag. 104 - € 14,00
Una scrittura rapida e decisa che alimenta il dialogo quotidiano, intriso di interrogativi, di fulminee pennellate, di figure ondeggianti, di panorami illusori. Tra la natura intima del dettato personale e le metafore che vengono a galla pagina dopo pagina le numerose poesie che Valeria Serofilli raccoglie con il sottotitolo “Appointment in Samarra” si inseguono con un battito alternante e variegato, tra l’endecasillabo di classica fattura e il verso breve degli “Haiku delle quattro stagioni”, tra il ritmo cadenzato delle poesie “mitologiche” e la musicalità di “carezze con lunghe dita affusolate”.
Il suo appuntamento nell’antica città dell’Iraq, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio degli sciiti, dall’architettura storica e lo splendore delle rovine artistiche, forse incide nel suo vagare in un tempo trascorso e difficilmente recuperabile con la semplice memoria.
“Tanta vita è passata/e me ne accorgo/solo adesso- che ne consumo/ il ricordo/ Dell’antico/ traguardo/ del mai risolto/ dell’ancora atteso/ dell’eterno ritorno.” E lei stessa sottolinea: “Il titolo Il cappello a fiori (Appointment in Samarra) richiama consapevolmente il racconto morale mediorientale di Samarra/Samarcanda e il romanzo di John O’Hara. In quella tradizione la morte è destino, incontro inevitabile. La poesia eponima nasce dalla stessa intuizione, ma ne rovescia l’iconografia: la morte non è lugubre, non è impersonale, non è muta: è femminile, chiede il permesso di entrare, ha capelli biondi, occhi azzurri e... un cappello a fiori.”
Un fascio luminoso di poesie che ricamano pensieri filosofici sopiti o pronti a stimolare continuamente nuove fulminazioni. Poesie che plasmano programmi semplici di varie stagioni, di colori evocativi e suggestivi, di appelli a volte sussurrati nell’orecchio e a volte declamati con musicalità, di tocchi policromatici inseriti tra il mitologico e la fugacità dell’esistenza, di ritmi delicati e incisioni traumatiche.
“O mia Aretusa/a breve- lasciata Pisa/ m’insinuerò al di sotto delle onde/per venire da te ad Ortigia/ Là- una volta riemerso dal mare/in sapida mescolanza/ mi unirò a te/ mia fonte d’amore e/ ispirazione mia sposa eternamente novella/ io- sposo di una notte, gitano da una vita/ per farne un’acqua sola!”
Scrittura che nasce dalla variopinta ricchezza culturale che distingue Valeria Serofilli per la sua quotidiana immersione nella creatività e nella capacità di rinsaldare il sociale alla cifra delle immagini poetiche.
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ANTONIO SPAGNUOLO



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