domenica 19 luglio 2026

POESIA = ALEX SCHILLIZZI

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"Identità nomade"
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Mi sono perso nel corridoio
tra una vita e l'altra, o in un
atrio inabitato di me stesso
con l'eco dei tuoi passi a farmi
da unico inquilino. Sono
divenuto il mattatoio di me
stesso: appeso al soffitto
della mia mente come una
carcassa non catalogata.
-
Non ti ricordo più, se non
la tirannia dei tuoi baci e
la ferocia con cui imparavi
a restare.
Se un giorno mi ritroverò
sarà per sbaglio, come chi
inciampa nella propria ombra
e finalmente si riconosce.
****
" II "

Tu tremi
nella luce che si assottiglia
come neve tra le spore
perseveri nell'ipotermia della fiamma
che ti dissemina in cenere e zolle.
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È bastato saperti paese disabitato
cielo senza spigoli, seguire il tuo errare
tra gli spasmi della terra
per scoprire che non sei scampata
– anche tu – allo strappo degli addii.
-
Questa assenza s'intana tra le cose
che ci hanno resi vivi
e non rimane che disfarci dei detriti
amputare i rovi-pensieri che facevano
da talismani.
-
Te ne vai, lasciandomi solo.
I bambini coi droni che gracchiano
sopra il lungolago.
Poi il grido di qualcuno.
*****
"Kodak, 1995"
-
(a mia nonna)
-
Il mio sorriso non è mai
venuto alla luce
sarà ancora lì in quella camera oscura
che attende di essere sviluppato.
Ma c'erano le tue dita
– pilastri della mia infanzia –
a contenere il peso dell’innocenza
la collisione dei fiori unti di pioggia
e il sigillo dell'immobilità.
-
Sono uno speleologo tra
le strettoie di questo ricordo
ma non so se in quello scorcio
sono rinati gli ulivi stempiati
o se i gheppi conservino ancora
l'ultima muta di quella primavera.
Quello che so è che lì non
faremo più ritorno
e che non ci saranno più i tuoi occhi
a fare da pozzi per le mie lacrime.
***
ALEX SCHILLIZZI

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