POESIA = MARIANNA COLAFATI
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"L'urlo del bianco"
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Perché non prendo forma?
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Quel bosco,
quella strada,
quella stretta opprimente.
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Li sento ridere.
Si prendono gioco di me.
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Le montagne, il mare, il dolore:
tutto ha forma.
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È bianca la mia superficie muta,
ma sotto la pelle di calce
bruciano un rosso senza nome
e un blu da poterci annegare.
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Nel vuoto rispecchio la mia cecità,
e l’aria intorno urla.
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"Il cemento non respira"
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Massa densa di grigio
offusca la mente.
Annego nel rombo assordante.
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Buchi dentro,
schegge
nel vuoto lasciato dal verde.
Cling, clang.
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Ma tutto è troppo immobile,
anche in questo vortice.
Neanche il cemento respira.
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Solo un filo d'erba in quella crepa.
Spinge.
Il manto si sgretola
e tace.
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Sola,
attende un goccio di pioggia.
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"Flusso"
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Tutto passa e lascia il segno,
come acqua che scava la roccia
senza chiedere permesso.
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Attriti, chilometri,
deviazioni di traiettoria e cadute.
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Ogni cicatrice sul fondale
non è una fine.
E’ il flusso
di ciò che siamo stati.
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MARIANNA COLAFATI



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