martedì 22 settembre 2026

POESIA = VINCENZO VARLARO

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"Il Custode del Silenzio"
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(A Rocco Salerno)
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Il custode del silenzio
non cerca il clamore,
ma il respiro tra una sillaba e l'altra
dove il tempo si fa sostanza:
roccia che trattiene il sole
e in un solo gesto placa il mondo.
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Affina lo sguardo, monaco attento,
scorgendo nell'ossimoro della carne
una scintilla che non trema.
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Per lui ogni frammento è universo:
la gioia che lambisce il lutto,
il finito che si schiude al mistero,
la solitudine che diventa soglia.
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Scrive per non smarrire
che siamo polvere che sogna l'infinito.
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Nelle sue pagine la parola si fa Zen:
essenziale, limpida, nuda;
un sentiero tracciato nel buio
tra i volumi di un tempo sospeso.
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Sa perfettamente che oltre la fatica,
non tutto è cenere o silenzio,
che c'è sempre una meraviglia segreta
che attende, paziente, di essere svelata.
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"Le Tue Mani"
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Le tue mani
sono una febbre
che mi frantuma.
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Dove mi tocchi
divento cratere di luce.
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E la mia forma
si sbriciola.
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Come pane secco.
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Dimenticato al sole.
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"L' abbandono"
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Nel silenzio che ci avvolge,
ascolta il ritmo
del mio sangue che ti cerca.
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Lascia che la gravità
ci spogli d'ogni orpello,
per restare ferocemente
nervo, inchiostro, naufragio.
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Vincenzo Varlaro
(da Sulla soglia di una Virgola, Ristampa Edizioni, 2026)

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