POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO
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“Il vuoto”
-
Abbandonato, cadrò senza cadere,
catapultato oltre ogni possibile confine,
nel vuoto che non ha testimonianza.
Non sarà notte, né silenzio, né attesa,
nessun luogo, nessun nome, dissolti fuori del tempo.
Come presenza un’assenza che non conosce più!
La parola che fu, sempre senza pronunce,
e tutto ciò che ho amato ed evapora,
avrà forse il peso di una foglia caduta.
Ogni libro sarà pagine senza più respiro,
le mani che ho stretto perderanno calore.
L’amore donato e ricevuto,
che sembrava una forma invincibile dell’essere,
si farà improvvisamente il non-essere,
come una fiamma spenta prima ancora di ricordare luce.
Soltanto un breve errore della materia,
un lampo apparso nel buio e subito restituito al buio,
il volto che ancora riconosco nello specchio?
Occhi per non vedere ciò che insegue la vita
la mia energia, dispersa oltre misura,
insegue inutilmente chi ora la contiene.
I versi mi appartengono tremando
incapaci di restituirmi un abbraccio, in assolute distanze.
Consumata con ostinata passione la carne
potrà sembrare come non fosse mai accaduto,
e contro Thanatos, non avrà di nuovo un cuore.
Resterà forse, sorseggiando le macchie di un arcobaleno,
finché anche la memoria non avrà più voce.
Resterà nel non essere l’eco dell’energia dispersa!
Poi nulla: non l’eternità, ma l’assenza dell’eternità stessa.
nel mondo come un segno cancellato dal coltello.
Il silenzio che non ci appartiene, precipitando
truccato in tacchi a spillo, sarà promessa di ruggine
consumata ai margini di una prenotazione.
*
*
“Medaglione”
-
Forse un colpo di clava, come caverna
da ricostruire assecondando passioni,
ripristina filtrati ormai archiviati,
o nei segreti un senatore che parla di confronti
e di vecchie amicizie, vittima di una donna
sazia di sassi e di civetterie.
Completamente in custodia delle meraviglie
additato dai turni della misericordia
divento l’ossessione che scardina,
grimaldello affidato al principio e mille volte
marea da ricomporre con preziosi inviti.
Per te ancora pagine che colorano di luci
il segno della sepoltura, cariatide e riflesso
della ricognizione che si schiude
nel tepore di domande ingommate nell’occhio.
Inciampa in fretta il cuneo dell’imbrunire:
medaglione ricordo di un racconto.
*
ANTONIO SPAGNUOLO



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