SEGNALAZIONE VOLUMI = PATRIZIA GNARRA
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Patrizia Gnarra: “La semina e l’attesa” - SCRIMM Edizioni – 2022 – pag. 40
Silloge tutta tesa verso il sussurro della parola. Parola scritta con personale sobrietà nel cadenzare il ritmo delle sillabe per ogni verso. Un ricamare sensazioni risvegliate, “Sazio è Amore/ mai/ della purezza dei vostri abbracci e sguardi” nella penombra timida e sensuale, nel porgere un’invocazione, “ È possibile che/ l’attesa sia preghiera / lungimirante / se nell’ora spettrale / v’è un attimo/ che dispera”, nel segnare un istante trascorso: “di un caro passato che riafferma/ battendo il pianto quel fanciullo / addormentato”. Cerca spazi una profonda matrice che sembra scavare negli archivi, immagini, pennellate, bozze, abbagli e fulminazioni, fra i cardini della memoria e le indelebili dimensioni del reale.
Una poesia, improvvisa tra le pagine, si apre con un richiamo alla tradizione cavalleresca dell'epica rinascimentale, evocando le figure di Orlando e Rinaldo, ma soprattutto contrapponendo alla follia amorosa del primo l'ardore ideale del secondo. Non sono dunque le imprese guerriere, né le contraddizioni dell'eroe innamorato, a costituire il centro del componimento, bensì un altro fuoco, una diversa energia che nasce dall'intreccio di un caro passato che riafferma il pianto quel fanciullo addormentatore e fedele. Rinaldo diventa così il simbolo di un'ispirazione capace di superare la dimensione dell'avventura per approdare a una sorta di nobiltà spirituale.
In questo scenario interviene il Cielo, attraverso Amore, definito significativamente «Dio capriccioso e ingeneroso»: una divinità ambigua, che sembra distribuire i propri doni senza seguire una giustizia comprensibile. Eppure proprio da questo volere nasce una creatura femminile straordinaria, un'immagine di perfezione che riunisce in sé la purezza di Eva e la sacralità di Maria. La giovane diviene «Rosa della vita, rosa bianca», emblema di una femminilità incontaminata, diversa dalle altre donne, forse troppo austere per accogliere la dolcezza di una maternità desiderata.
Patrizia comprende che non c’è mistero tra le immagini più intime di un’immersione e lo spazio sospeso nel dubbio di un nulla agguerrito- Ella gioca così tra il simbolo e il desiderio, tra la buona novella e la liberazione dagli incubi, tra il sogno e la diuturna rappresentazione del reale.
Qualche frase stemperata in musica affonda nella tensione tra memoria e rigenerazione, tra la speranza e la dissolvenza del tempo, dal riscatto al richiamo, divenendo così policromatico dialogo con il lettore.
“Essere un nugolo di primavere in una / infinita misura questa vita immagina / all’impertinente rispondo fiera: nessuna/ me stessa, come l’amante con la sua pagina.”
Una scrittura pulita e penetrante, tra i segreti della conoscenza e il mistero del sub conscio.
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ANTONIO SPAGNUOLO



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