giovedì 30 novembre 2023

SEGNALAZIONE VOLUMI = STEFANO BALDINU


**Stefano Baldinu: “Storie” – Ed. Centro culturale l’Ortica – 2023 – pag. 38 – s.i.p.
Stefano insiste, con la sua appassionata diligenza, nel ricamare un susseguirsi ininterrotto di immagini e profili, riflessioni e aforismi, folgorazioni e morbidi calchi, che fanno del racconto lo scrigno prezioso di un rapimento.
Le dimensioni del tempo incombono in ogni componimento, volendo trasportare il lettore sull’onda variegata dei sentimenti, fra le delicatezze dell’amore e le incisioni della corrosione corporale, fra l’abbecedario delle storie personali e le ombre dense dell’assenza.
“Ora che la primavera è un’immersione/ di atomi di luce fra i fiordi della mia pelle/ non c’è nulla di male a rimanere per un istante eterno/ più che immobili sul limitare della penombra/ mentre il nastro della memoria ha il sapore/ delle corse a perdifiato, la nostalgia delle origini.”
Nei suoi versi si attraversa in un solo baleno l’arco degli anni che sono trascorsi, consapevolmente articolati tra gridi e suoni, che hanno inciso il loro taglio e che idealmente propongono un futuro nell’incertezza dell’infinito.
Anche il dettato ricuce questa tensione irrisolta in ogni suo ritmo, fino ai limiti, ai confini di un assoluto che cerca di rendere dicibile anche l’indicibile.
“Ogni notte assopirsi è giocare d’azzardo con l’eternità. / E sarà per questo che al mattino il cuore ha un battito in più/ a dissolvere le nubi per assaporare gli sitanti che Dio ancora mi concede.”
Presenza e vuoto fanno eco alle parole sussurrate, rimandando al senso del determinato e dell’astratto, per giocare con qualche metafora e per scolpire un respiro filosofico che possa accompagnare tra le connessioni dell’assoluto.
Ogni pagina diventa quindi per il poeta un intarsio “fra l’oscillazione di un segno di croce e il respiro/ di un amen appena accennato in una liturgia di acrobazie incomplete.”
E’ chiaro che egli naviga in una speculare e plasmabile istanza del metafisico, ricucendo “uno strappo di luci nel cielo alla timidezza delle dita”, “in un equilibrio incerto fra la diagnosi e l’angoscia”, e questo quando il nulla non finisce mai e rifiuta ogni limitazione ed ogni determinazione.
Stefano Baldinu non cerca un messaggio ben preciso, ma scompone la “storia” per “riordinare” gli ormeggi della irradiazione del simbolo, anche quando il cristallo diventa buio e un flutto incerto accompagna gli impulsi del subconscio.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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