mercoledì 20 marzo 2024

SEGNALAZIONE VOLUMI = SILVIO PERRELLA


**Silvio Perrella: “Metronomi sotto i tavoli” – Ed. Il filo di Partenope – 2024 - € 25,00
Undici poesie variamente intrecciate con numerosi disegni di Vincenzo Rusciano, in una tiratura di sole duecento copie numerate, edite in elegante veste con carta pregiata.
Nel battere costantemente il tempo ecco che il metronomo offre una sua particolare vitalità con lo scorrere di componimenti tutti cesellati con l’arte di chi ha la cultura prodigiosamente conservata nel bagaglio quotidiano. Un alternarsi del disegno al verso, costantemente in equilibrio tra il policromatico e il sussurro, rende questo volume pregiato manufatto, che bisogna religiosamente conservare per riprendere con armonia l’avvicendarsi della suggestione e il lampeggiare delle figure.
Così come una scultura Silvio Perrella progetta il ritmo della sua scrittura fiondando simboli che rendono le figure elettriche e plastiche allo stesso tempo. “Punta Licosa, 18 agosto 2020=Mood malesseri del tempo/ sentimenti a rotta di collo/ scalate come lo scalone di Caltagirone/ metti la musica piano/ dribbla le note/ e spera/Mood mio modo di salvarsi/ tempo variabile a capriccio/ sostienilo con arguzia/ metti sul piatto/ le note lasciale libere/ e spera/ Mood suonato con il moog/ Marco Polo in avanscoperta/ liscialo ben benino/ basta un dito e s’aziona/ la danza degli archi/ e spera/ Mood benessere delle dita/ favolose bevute estive/ sotto la pergola a dirsi/ di noi e delle stelle che cadono/ giù senza paura/ e sperano.”
Elementi che hanno il significato suadente, e tracce lasciate dal rimescolarsi delle cose del mondo, verso la direzione della sintropia crescente, dove potrebbe aprirsi anche la dimensione dell’infinito. Attesa inframmezzata da momenti luminosi dove anche la luce solare, più che varco salvifico è solo un intervallo fra un’oscurità immaginaria e un atto “altro” della nostra esistenza.
Il cuore, suggerisce Silvio, sbeffeggia il suo metronomo anche quando il pensiero è attanagliato dalle vicissitudini, o si perde alla ricerca del vuoto interstiziale fra il tempo e la vena illusoria, tra una presenza ed una evanescenza, tra un intervallo e un’apparizione, perché “ogni nota avrebbe voluto sfondare/ il muro del suono e veleggiare/ maestosa sul pentagramma della giovinezza.”
I disegni di Vincenzo Rusciano accompagnano passo passo le melodie poetiche come incursioni che affondano nelle corde per svelare quello che l’immaginazione può concepire nello strano “secondo” della veridicità. Schizzi palpabili, capaci di carpire il simbolo che evapora da ogni singolo testo e interpreti di tutte le variazioni musicali che il poeta concentra. Incursioni in bianco e nero provenienti da un luogo liminale, territorio artefice di un rituale dal fiato sottile e razionale.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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