SEGNALAZIONE VOLUMI = PIERO LO IACONO
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Piero Lo Iacono: “Non spegnete le luci per favore” - Grace edizioni- pag. 72 - € 8,99
La scintilla che ha dato origine alle poesie, che scorrono semplici e contemporaneamente agguerrite, in pagine ricamate da fraseggi saltellanti e lusinghevoli, è quella stessa scintilla che è consapevole del sogno che cerca di ravvivare il desiderio della docilità, capace di armonizzare le ombre per dare ampio spazio alla luce.
Il testo presentato si colloca esplicitamente nello spazio dell’imitazione consapevole e dichiarata delle nuvole passeggere ed assume come proprio materiale costitutivo l’immaginario, la postura polemica, il tono declamatorio e persino interi nuclei metaforici del Majakovskij pre e post-rivoluzionario. Da questo punto di vista, la stesura non valuta secondo i criteri tradizionali dell’originalità lirica, bensì secondo quelli dell’intertestualità programmata, del pastiche e della riscrittura ideologica. È un programma che nasce già come commento, come gesto più che come enunciazione autonoma. Dal punto di vista formale, l’operazione è diligentemente variegata, con i suoi versi che si giocano tra endecasillabi e parola unica, con precisioni in alcune pagine che diventano martellanti. Anche l’uso di slogan, esclamazioni, apostrofi e immagini tecnologiche, periodi che appaiono di difficile interpretazione, restituisce con efficacia il clima sperimentale di qualche composizione.
Il poeta gioca con le immagini:
“A volte dialogo troppo
coi fischi delle orecchie
e i fosfeni degli occhi.
Spremo la palpebra chiusa.
La comprimo.
E i fosfeni superstiti lascio
arabescarmi la retina.
In una cesta raccolgo la testa.
Rammaglio le reti smagliate.
Sfiletto le tele assopite.”
Si sofferma in stravaganti affermazioni:
“C’è chi ha fatto l’elogio dell’orologio
e vi è caduto dentro sparendo come
nell’abisso digerente di un ventre
senza stemma sullo stendardo.”
Tenta figurazioni policromatiche:
“La lumaca generosa cominciò
a salire sull’albero
per aiutare una stella impigliata
tra i rami più alti.
La vedeva galleggiare sulle arance
e la credette vicina
a qualche notte di viaggio.
Così si arrampicò
tra spiragli di rametti
nel folto fogliame
e vertigini argentate,
ignorante dell’inganno
lontano anni luce.”
Alla “luce” di un parallelo con la ricerca della scrittura contemporanea anche Piero Lo Iacono condiziona la difficoltà di modificare cercando minuziosamente il vantaggio di una comprensione complessa della poesia quale oggetto raffinato per la comunicazione.
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ANTONIO SPAGNUOLO



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