POESIA = IVAN POZZONI
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Commento di Nazario Pardini sul tardomodernismo letterario:
"Poesia ampia, aperta, orizzontale, nuova, di rottura, post-moderna o tardo-moderna, del filone neoNavanguardista che azzarda iperbolici sguardi verso contenuti planati in dismisure che oltrepassano l’ordine armonico. Quegli schemi di altro tipo di poesia tesa al fugit, al memoriale, allo sguardo del giorno che passa. Non può non venire a mente, leggendo Pozzoni, l’Ars Poetica di Czesław Miłosz. Di quegli assoli spersi in vertigini paniche in cui l’ordine è determinato da refrain di armoniche armonie. E in questa novità di far poesia (o di far non-poesia) non sono rare impennate di vera sostanza e potenzialità creativa. Con cui il poeta, ribelle e controcorrente, concretizza la sua identità anticonformista e denunciataria, in nessi verbali crudi, ed efficaci e, non di rado, originali."
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Onore a Nazario. Alalali, alalai, alalai.
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CINQUE RIOTS TADOMODERNISTI SCELTI DA NAZARIO PARDINI
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"KALOSKAGACHAZZOI
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In un mondo dove trionfa la καλοκαγαθία, tutti belli e buoni, a blaterar di Gaza in un centro fitness,
i bambini arabi sono magri, noi dobbiamo essere magri e in forma, senza nessuno stress
dei bombardamenti e dei cecchini di Hamas, che rubano (ehm, requisiscono) aiuti alimentari
distribuendoli ai miliziani aggratis e vendendoli ai loro amati concittadini a soli trenta denari,
causa è il blocco fake di Israele, Egitto e Giordania, conseguenza è una nuova strage degli innocenti,
l’aviazione EU sgancia aiuti ad Hamas, l’Heyl Ha'Avir israeliana sgancia bombe irriverenti.
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Noi siamo kaloskagachazzoi, Daino docet, affrontiamo l’uomo medio a calci nei denti, incisivi,
snellendo la funzionalità di fellatio a capo-reparti, direttori, Medi over the media, mass media,
il magazziniere si inchina al capo della cooperativa, l’impiegato al direttore in cerca di incentivi,
timbrato il cartellino, alle 17.00, stile Fantozzi, l’homo medius insipiens scatta in una hilarotragoedia,
con due ore di traffico, arriva a casa e riinizia a fingere di obbedire a coniuge e figliolanza,
i Persiani erano 100.000, i Medi, in Italia 60.000.000, alle Termopili avrebbero causato una mattanza,
l’italiano med(i)o vota Fratelli d’Italia, circa un 20% - come homo inabilis- vota PD,
non ci sorprendiamo di niente, sogn(i)amo il 70% Lega Lombarda, con la dialettizzazione dei TG.
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Siamo kaloskagachazzoi, neutralizziamo la coda di Vaccaro, zanzare scassamaroni in cerca di RH-
l’artista italiano, marionetta cucchiana, s’ingruppa a 00, s’ingroppa i versi senza preservativo,
concependo nuova aurea mediocritas, in onore di Clarabella, al servizio di Gaio Cilnio Mecenate
il nuovo Gaio, «ubi tu Gaius, ibi ego Gaia», dirige, in sottofondo, Mondazzoli, come fosse Caligola
mette in B(i)anca Einaudi la sua Cavalli, brocca vittima del copia/colla, e una serie di minchiate,
come l’opera omnia di Viviani, avrà venduto cinque copie, se hai una testa simile a una mentula,
diventi consulente esterno Mondazzoli, cacciando Riccardi, consulente/direttore, a calci nel deretano
la versione del Doppialingua definisce Lo Specchio di Dorian un affare da (scazzo) Carmelitano.
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"MI AVETE ROTTO..."
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Ribaldi, esempi socio-logici dell’uomo comune, mi avete spaccato il mazzo
io ho cercato di mantenermi umile, a metà sondaggio, ripropongo il Marchese del Grillo
dal 2005, non eravate niente, EGO vi ha antologizzato «Io so' io, e voi non siete un....!»,
da nessuno, con l’aiuto di Polifemo Mondazzoli, siete diventati uomini/donne squillo,
la compra/vendita di autori, vocabolo abrogato, ha avuto un rialzo nel PIL
«cchiú pilu pe' tutti!», u PILU, e a trasformato la neon-avanguardia nellle tigers Tamil.
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Mamma, hai avuto un lutto, è ex-morto il tuo ex-marito, era il factotum della famiglia
mi vuoi sostituire a della cenere in un urna, io me ne frego, e brindo con una bottiglia
di vodka ai fiori di lillà, hai massacrato, giorno dopo giorno, il macellaio bergamasco
l’uomo di ferro ha assunto una scatola di cardiotonici, missile russo sulla strada di Damasco
l’hanno recuperato con una lavanda gastrica, io, mamma, sono l’uomo d’acciaio dietro alle mura
me ne frego se hai 80 anni, attendo Alzheimer o dementia, e ti sbatto in una casa di cura
coi soldi tuoi e la tua reversibilità, seguita da medici e, ogni giorno in compagnia,
non riesci a scalfire, con la strategia del senso di colpa, le mie mura dell’atarassia.
Uomo medio italiano, ti incontro in strada ogni giorno, spingi, rogni, rompi l’anima
ti interessa ottenere il tuo business, i tuoi affari, i cazzi tuoi, non te ne frega di essere un frattale
con lo psichiatra (mio pari) ho concordato una strategia che non è una fisima
1.Ti spiego con calma; 2. Ti minaccio, senza iniustitia, di uscire dal mio spazio vitale;
2. Mi tocchi e contiamo le tue fratture all’ospedale, se sopravvivi a due colpi di jujutsu,
semplicemente, a me, sociopatico, hai il dovere di fare la fine dei disgraziati di Gaza
metti una mano nella bocca del rottweiler e pretendi di uscirne senza che ti polverizzo,
sei un idraulico, un meccanico, un muratore, la feccia dell’umanità: non me ne frega una mazza.
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Il riot dovrebbe continuare con i lazzi/scazzi della mia fidanzata (compagna, partner, camerata)
lo schema semiotico non mi lascia spazio, Tania Ferro, ‘sta volta te la sei scampata.
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"INVECTIVA IN IULIUM CAESAREM"
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Lo farebbero Dossi, Tarchetti, Lucini e Sanguineti, non l’ultimo Sanguineti, dissanguato
io, che brianzolo duro, sono erede della linea lombarda (e della Lega Lombarda) attacco Caezar,
1. Cesare stava sotto il Padus, leader di Roma ladrona, da noi celti non è mai stato amato,
2. Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem: ecce Caesar
nunc triumphat qui subegit Gallias, Nicomedes non triumphat qui subegit Caesarem,
Romano e frocio, come Pasolini, ad entrambi, i bruti, cantarono un amaro requiem.
3. Caesarem magnus cinaedus Romulaeque lupae filium, scrive Catullo e non si scusa
rientrando nelle grazie del cinedo, dopo avere rincarato la dose Nihil nimium studeo,
Caesar, tibi velle placere, nec scire utrum sis albus an ater homo continuando nell’accusa
il divo, divertito dall’essere chiamato finocchio, non usa la testa di Catullo come trofeo,
come avrebbe fatto Caligola, Lucano è amaro: hic furor, hic rabies, hic sunt tua crimina, Caesar;
hoc facinus Latii non parva ruina est, è una frase da notte degli Oscar,
Giovenale, come il nostro Giovenale, non si sbilancia lanciando un accusa democristiana
Marziale, essendo di DP, descrive il nostro, senza ritegno, come una divina mezzana.
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4. Non bene conveniunt nec in una sede morantur. Maiestas et amor. Caesar, utrumque tenes
Marziale, è molto sottile, non molto marziale, accusa Cesare di fare il dictator con lo scopare
la Policane arrossirebbe, esperta di carrierismo sessuale, associata, senza contrarre l’herpes,
andando di lingua crede di essere l’Avallone, 1/2 accademia ride e l’altra cerca soddisfazione
Giulio Cesare, fingendo di ricevere la corona da Antonio, ha creato un precedente
nell’Italia moderna la corona d’alloro lirica - come a Dante- spetta ad ogni deficiente
non infierire, inveire, è prerogativa dell’intelle(a)ttuale senza un minimo di scorza
io cerco di chiudere dignitosamente l’ultimo verso, liberandomi dalla camicia di forza.
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"L’ITALIA: IL PARADISO FISCALE"
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Oggi, senza scoperchiare la fogna di freelance, ninfomani in carriera e mestieranti: cioè, un giornale,
nelle mie fonti serie mi sono imbattuto nella true/fake news: l’Italia fa dumping fiscale.
Guardo da dove arriva la dichiarazione, credo Trump, e - come da alcuni mesi- arriva dall’Eliseo
non è il solito imbecille di Macron, Salvini se ne sarebbe fatta una ragione, dichiarazione di Bayrou
in crisi di consensi a una settimana dal voto di fiducia deve rompere, ad ogni italiano, uno Zebedeo
e, a una nazione in default (nascosto) da anni, cerca di far compiere miracoli degni di Gesù.
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Con una intelligenza vicina all’intuito di una lontra, interviene immediatamente la Presidenta Meloni
dichiarando di avere raddoppiato (2016) i vari oneri forfait verso chi si trasferisca nella nostra alcova
l’Italia è un Inferno fiscale, che cappio di Paradiso fiscale, Dante si toccherebbe entrambi i Maroni
con un carico di tasse del 70%, disincentiveremmo l’avvento dell’azienda dei testimoni di Geova,
con sede legale USA, e con la trappola della double tax sulle pensioni, incuneiamo chi è scappato via
ricostruendosi una vita, con la pensione minima, pignoramenti, ipoteche, nella ex ridente Bulgaria,
Bulgaria e Moldavia che, con la minaccia crucca dello spread sui mercati internazionali e del default
abbiamo trasformato da nazioni serene a incasinate, come Le Radeau de la Méduse di Gericault.
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Nell’UE, dumping fiscale, lo fanno apertamente Irlanda, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi,
dove fuggono i miliardari mangiaranocchi Arnault, Arthur, Tapie, Tajan o Depardieu
alla razza dei Cro-Macron non salta in mente di sputtanare nazioni bodyguard dell’area neo-nazi,
dirottano canotti su Lampedusa, ci invadono con camionette della Gendarmerie, appoggiano Bayrou
se fossi Meloni, nipote di Mussolini, eviteri di attirare attenzione di aver maggior debito della Puglia
semplicemente bombarderei Bordeaux sganciandoci sopra 2500 muli della Giulia,
con la stessa tattica di Salvini MI, rispedendo navi ONG a Marsiglia senza farci prendere per il culo
e ottenendo di imbrattare le strade della Francia con tonnellate di cacca di mulo.
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"GAZA RIVIERA"
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Su consiglio del cerbiatto che Thor mi mandò sotto la Jaguar a sostituire le mie decisioni da single,
mi sono impegnato a rompere meno sullo Stato Pontificio, tornando a raccontare l’hic et nunc,
alla faccia dell’universalità eterna dei 5 ridolfiani, anatomopatologo antropologico esperto di jiingle,
ho riniziato a sbirciare le agenzie editoriali, non i giornali, recependo un sacco di true/fake news funk.
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La soluzione del pregiudicato Trump, con accordo di Israele, è costruire la struttura Gaza Riviera:
abbatti Gaza City, dai 5.000$ a 500.000 gazawi -se sono 200.000 faciliterebbe il trust-,
i gazawi sono in grado di spendere i soldi o a. pagando un affitto verso un’altra frontiera
o b. accendendo un mutuo su un resort della struttura turistica in un bungalow tipo Ask the dust,
la striscia diverrebbe un'amministrazione fiduciaria USA di dieci anni, senza interferenze dei coloni,
dovrebbero acquistare, insieme ai gazawi, un token digitale al fine di oziare, insieme, sulla spiaggia,
l’uno in thobe e kefiah, l’altro con kippah e bekishe nere, è vero che, in coppia, ci vanno i peggiori,
non sono un tecnico marketing o un esperto high-tech e ritengo non mi sembri una decisione saggia.
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Immagino i gazawi, in spiaggia, con AK-47 e i coloni, con la loro inseparabile Masada
riflettiamo bene, Eleazar Ben Yair, sicarii circondati, viveri annichiliti, continui colpi di balistae,
legioni foderate d’acciaio comandate da Lucio Flavio Silva, un assedio d’indefinita durata,
i Parti non intervennero, incoronando Tito, furono abbattute tutte le voci valutate moleste,
non so se Mossad e Idf abbiano mai letto Luttwak, The Grand Strategy of the Roman Empire,
Masada e Gaza hanno molti nuclei in comune, il CT strategico USA non ha letto Will End in Fire,
a mia modesta opinione "nella ποίησις non si scrive in un poemata" consulterei Nanni Svampa
suggerendo all’idiota Trump di aggiungere ai resorts high-tech anche un’immensa rampa.
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IVAN POZZONI



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