POESIA = MARINA PIZZI
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Da : "Ruggini e manette" 2025-2026
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1.
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Cieca talpa pavone nero
ormai calice di ruggine
sognare di te l'amarissima
mancia.
Le cicale di agosto ancora
ti supplicano di tornarci accanto
dove le rose si spampano cadute.
Elettricità del temporale piangerti
intriso al fuoco che ti cremò
nodale spigolo il cielo pagano.
*
2.
-
Dilette di avvoltoio le zagare
dove s'intromette il dubbio di stare
stordita comunque elegia del canto.
Il monello bello che si chiamò poeta
ha manette precoci di morte
stazioni di esecuzioni i militi
musici beati gli angioli tradenti.
*
3.
Dove da allora non sono
sono la voragine di me
l'accappatoio che mai si asciuga
apolide di vicoli sinistri.
La casa sprangata dalla voglia
di essere atea e, invece,
cieca forse il cielo e l'inferno.
Parentesi di fame perenne caduta
dubito le gambe, l'acrobata ma non
la bara poliglotta fanghiglia.
So la baracca del cuore che si spacca
il gatto che dorme nel mio letto
consolanza la sola parvenza.
*
4.
-
La dinastia della pioggia
stipendia pozzanghere di melma
quale un pendio ripido con la gobba
di acquisire pendenza.
Un bambolotto senza occhi fu regalato
al tragico gerundio di resistenza.
*
49.
-
Pianse per me la ribelle
enfasi della pioggia.
Ora nessuno infrange il mio
stato nefasto e stolto.
Amore mio Primo
entra per sempre dentro di me.
***
MARINA PIZZI
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Marina Pizzi è nata a Roma il 5 maggio 1955-
Ha pubblicato diversi volumi di poesia e di lei hanno scritto numerosi crici e saggisti.
Nel 2004 e nel 2005 la rivista di poesia on line “Vico Acitillo 124-Poetry Wave. Electronic Center of Arts”, coordinata da Emilio Piccolo (1951-2012) e da Antonio Spagnuolo, ha nominato Marina Pizzi poeta dell’anno. Ha fatto parte - insieme a Massimo Bacigalupo, Milo De Angelis, Franco Loi, Tomas Tranströmer, Derek Walcott e altri autori - del Comitato di redazione della rivista internazionale Poesia, prima serie fino ad Aprile 2020. È redattrice del litblog collettivo "La poesia e lo spirito" e collabora con il portale di cultura “Tellusfolio”. Ha lavorato presso la Biblioteca di Area umanistica Giorgio Petrocchi dell'Università degli studi Roma Tre. È stata tradotta in persiano, inglese e tedesco. Molto proficua nel tempo la collaborazione con Le reti di Dedalus di Marco Palladini, Direttore dal 2006-2015.



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