giovedì 22 gennaio 2026

POESIA = LUCREZIA LOMBARDO


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"Colazione alla finestra"
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Un cetriolo col pane al mattino,
la fattoria aveva fallito,
crollava la mezzadria.
Senza casa costruirono due stanze da loro figlia,
tirate su col mattone d’argilla.
Alle quattro nei campi
in cerca del granturco avanzato per i polli,
pannocchie da appendere a un chiodo nella stalla.
Che mondo è questo?
Quali le sue abitudini e i sapori
che i bambini spalancavano al palato nel mattino?
Tutto era terra, impastato di fango,
i piedi toccavano il suolo e il cielo libero
ogni cosa sovrastava di calore
e tingeva persino il misero niente di gioco.
Le vie della città in fondo, laddove fa sempre estate,
il caos di quelle voci
processioni.
Tutto era esposto agli altri:
porte spalancate e cucine che toccano la via,
donne in vestaglia sui marciapiedi,
alla sera un lumicino toccava appena la parete e
tingeva d’oro lo sporco del grasso sui muri.
Non c’erano limiti al senso di reciproca intimità.
Chi nasceva in un giaciglio s’accontentava del poco ricevuto,
finché tu, strepitosa colomba dei miei sogni, dea e ideale,
lasciasti la soglia di quelle albe silenti e rozze
e a piedi percorresti le strade di bosco
che t’avrebbero condotto verso la sapienza di coloro
che pensano con le mani e abitano il cielo scordando la terra.
Eppure, lontani e sconosciuti,
siete intimamente connessi al midollo
di memorie non mie,
memorie che ridono come lucciole di giugno,
loro, le promesse, le fate che abitano il mondo
ancora per poco,
per indicare un cammino perdendosi tra il buio dei rami,
tra fossati di rospi dove spariscono le direzioni.
Oh, le mie lucciole d’estate mi hanno lasciato
e mi hanno ferito, mi hanno illuso
d’essere ancora per loro,
d’essere ancora la porta azzurra che visitavano.
È crollato l’annuncio della natura,
il suo perenne desiderio di vita e fuori
inverni umani e lastre di ghiaccio.
Ricopre la città
la neve,
il camino fuma nelle piccole case,
le tavole raccolgono in un abbraccio dal profumo di patate,
il bianco avanza come necessità di un significato perduto,
come bisogno di un mondo dimenticato
ma non trascorso, che attende.
*
LUCREZIA LOMBARDO
*
Poesia tratta dal volume "Il giardino di sabbia" Il Convivio editore 2025
Premio "Ossi di seppia" 2025

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