POESIA = ORIETTA MOSCHITTI CHISARI
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“Spettri”
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Non mi riconosco in quegli spettri,
riflessi distorti in specchi rotti,
ombre vestite dei miei occhi
spalancati e asciutti in certe notti.
Sussurrano ai miei fianchi
“non siamo maschere, noi fummo
quel che sei,
fummo i tuoi passi sbiechi, incerti
spediti e poi interrotti,
schegge di fango, braci nei deserti.
Guàrdaci: sarai quel che noi fummo”.
Non mi riconosco in quegli spettri,
in quegli occhi asciutti in certe notti,
nelle attese celando l'ossa rotte,
non è più tempo di bellezza al sommo,
ma di acciaio opaco e tuttavia lucente,
ora che sono
brama d'oblio e terra di confine.
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“ Aurora”
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Nel salso abisso abrase,
l'ultime scorie franeranno,
aperto è il vaso di Pandora
e fuggita l'ultima Dea:
osserva di lassù dalle cimase
del mondo la vindice Medea.
Piegati in avanti contro la Bora
gli ultimi, strisciando i piedi
spargeranno tenaci nuovo seme,
in attesa che sorga un’altra aurora.
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ORIETTA MOSCHITTI CHISARI



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