giovedì 8 gennaio 2026

POESIA = ABELE LONGO


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"Treno"
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Pianto urlo in suono di lamento
quando l’impeto dello schianto
attraversa il ferro serrato

Danae d’istinto stringe il figlio
forte al petto il rombo
nell’aria gracile le ossa
la maglietta d’estate
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Se sapessimo figlio cosa temere
se la quiete del giorno sotto al lutto
inscenato con parole convulse
quasi a trovare riconoscimento
se agli occhi degli altri o dei potenti
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Passerà anche questa con l’insolvenza
delle cicale sotto la calura
l’immagine sgualcita di un bambino
esile che prende il treno per il mare
e una chiusa sulla morte che vaga
casellante da una stazione all’altra
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"Il vapore dei tombini di New York"
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(a Danilo Dolci)
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Chi scruta il cielo per sanare il mondo
sa che ogni immagine contiene l’altro
si sveglia con una lupara all’alba
puntata nel silenzio del sentiero
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si chiede come si può vivere
di vermi nelle viscere mangiare
quando a due passi dalla cattedrale
un bambino muore per fame
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il pianto sprofonda la notte all’Ucciardone
banditi di pochi limoni
contadini pagati due chili di pane
lo sciopero come opera d’arte e invenzione
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a guardare dall’alto quando è sera
ogni immagine è al suo posto
continuano le tratte degli schiavi
s’invocano razionalizzazioni
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vanno a ruba gli scarti dei supermercati
smaltiti oramai i raccoglitori
di erbe selvatiche e lumache
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impariamo a cercare il bisogno
dentro quando cadono le foglie
e cambia l’orizzonte
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ad aprire gli occhi sull’ovvio come
il vapore dei tombini di New York
avvolge in un confortevole tepore
un qualsiasi natale
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prima che una nuvola si addensi
o la fine arrivi dal mare
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ABELE LONGO
(Da: "Scrittura con vista" - Edizioni Terra d’ulivi, 2023)

1 Commenti:

Alle 9 gennaio 2026 alle ore 00:57 , Blogger Abele Longo ha detto...

Un grazie di cuore ad Antonio Spagnuolo per l'accoglienza in questo splendido luogo di poesia.

 

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