giovedì 15 gennaio 2026

POESIA = GIULIANA DONZELLO


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"Collane d’erba"
-
Sotto questo specchio di luna
s’adorna di presenze la luce
nell’attimo fermo del tempo;
solleva le mie braccia il vento,
ali d’uccello in volo nella sera.
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Tornerò con loro a questa battigia
dove il cuore di mille donne ha pianto,
legato da invisibili collane d’erba.
E tu, vento grato, rendimi a loro.
Che cantino gli alberi e delle acque
i loro cristalli di lacrime versate.
-
S’annuncerà sereno il giorno,
smorzerà i bagliori di lune diamantate
su un prato che già di verde sfavilla.
Non avrà miglior spazio da abitare
la voce di ragazzi votata al canto,
e la mia, così lenta e pacata
che per loro ha ridestato la cetra.
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"I sopravvissuti"
-
Siamo stati reduci di giorni fucilati
con le pallottole delle restrizioni.
Feriti sul campo delle solitudini
hanno spurgato sangue i nostri pensieri,
sono volati nell’aria tumida i sorrisi,
piume d’oca con cui abbiamo scritto
l’oltre alle pagine del nostro libro:
vite di fatiche le nostre, e d’incomparabili
emozioni che hanno legato
insieme il mio domani al tuo.
-
Siamo usciti superstiti dalle battaglie
di un tempo che si è dissolto
nelle nubi di fumo di alte ciminiere.
Noi, costruttori di un nuovo fondale
su cui trabocchi oggi di colori,
mio sole alto che mi calamita:
la scena è variegata, profonda,
sul quadrante di un molle orologio
scolpita,

perché siano altri a leggere nel libro
il finale della nostra vita.
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"La clessidra"
-
I miei versi sono parole
che maturano in una coppa
per farmi sentire parte
della luce di un tramonto,
di un rosa d’alba che apre
il mio risveglio al giorno.
E fronda io divento d’albero
custode di un nido canterino,
gioia del cuore e della vita calore.
-
Lagnanza non serbo per le stagioni
mancate, e quelle che non sono,
per le piogge che non arrivano,
per gli improvvisi acquazzoni.
Da sempre cerco un posto in cui sono
stata e che mi è rimasto dentro,
ma nessun luogo mi appartiene
di presagio o tenerezza trasmutata:
abbaglio di fedeltà ritorna
con i giorni feriti dall’insonnia.

E mi prende una brama, un desiderio
di resurrezione, prima che una fine altera
della mia clessidra svuoti la sabbia.
*
GIULIANA DONZELLO

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