POESIA = CINZIA ROTA
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"IL PASSO TRATTENUTO"
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Sull’orlo del tramonto il vento scioglie il mio nome,
alcune rose cadono lente in un vuoto d’aria,
il bianco indossato vibra, come l’onda del suono
tra voli obliqui di gabbiani fusi alla memoria.
Rimango ferma, eppure in me, tutto migra,
come se il passo trattenuto fosse già un ritorno,
e l’onda che mi sfiora, aprisse la soglia più integra
e il silenzio s’allunga, mi chiama nel suo giorno.
Così ti lascio andare, lieve, all’orizzonte che inclina,
mentre un petalo sospeso impara a non cadere
e la brezza m’incanta, mentre nel suo respiro t’avvicina,
come un destino che s’apre, senza chiedere misura.
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"VELLUTO
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Avanzo,
l’incedere tatuato dalla memoria.
Sono stata ferma qualche tempo,
ma non ho dimenticato nulla.
La quiete non mi ha spento:
ha cesellato solo la mia carne,
il giusto intervallo necessario.
Non vedo più la gente,
scivola ai margini, sfocata
in un affresco, intravisto lontano.
Il mio respiro m’avvolge, mi parla,
la sua voce è vera come una parola.
Ciò che sono stata, adesso sono.
Non cerco musica negli altri,
sono intera.
Non mi spaventa più la folla:
resta fuori, come un rumore.
Sono qui, con me,
respiro solitudine di velluto…
E qui, comincia la mia storia:
Sono tornata.
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"IL BACIO"
L’aria cede alla notte,
vede più di quanto dice,
lieve, s’apre la soglia.
Tra pelle e parola
trema un segreto.
Si slaccia alla bocca,
un filo d’acqua
che inciampa nella luce.
Tace, poi piano piano
risale, un segreto,
un’ombra sulle labbra
ch’evapora, al sole.
*
©𝐂𝐢𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐭𝐚 * 𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭
Legge sulla proprietà intellettuale. n. 633 del 22.04.1941



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