sabato 7 marzo 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = LAURA CHIARINA


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Laura Chiarina: “Cercando il senso” – Ed. Divina follia – 2025 – pag. 70 - € 14,00
Una raccolta di poesie intensa e sorprendentemente attuale, sia per i contenuti policromatici, sia per la maniera di disporre i versi sul foglio. Già dal titolo emerge il cuore del libro: la continua, ostinata ricerca di un significato che dia direzione all’esistenza. Capacità di unire la profondità del pensiero alla immediatezza dei fotogrammi che scatta pagina dopo pagina. L’indagine del fremito interiore, dei piccoli gesti quotidiani, delle immagini familiari, delle appassionanti visioni è il ventaglio di un racconto, nell’esplosione dei sentimenti, ed invita alla ricognizione tra limpido e ombroso, tra suggestioni e dubbi, tra essenziale ed arcano. C’è anche una vena critica verso la società contemporanea, segnata da consumismo e alienazione, ma anche un filo di speranza che corre tra i testi.
La natura, fiumi, papaveri, stagioni, non è semplice sfondo, bensì voce guida che indica la via verso alla pari del tremore dei sentimenti “dall’inesprimibile sapore/ come semi dell’uva”.
“Non rimane che resistere
in bilico sull’antinomia
-poiché man mano
frammenti
d’un ragionamento cristallino-
confermano che nulla
si può conoscere
è come un soffio
la percezione
dell’Oltre
che fa di noi Verità
assieme al fiore che dura
la sua fragranza nel deserto
al pasto macabro
della iena
al breve volo della farfalla
al sovrastare dell’aquila
quale Verità Altra
se non un immaginario
-percepito
Incompleto infinito-
(vano tentativo di circoscriverlo)
In una parola
accade si risolvano enigmi
in un solo sillogismo
incrociando l’Oltre
nello sguardo nuovo
e arcaico di un bimbo.”
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La poesia si sviluppa come una riflessione filosofica sul limite della conoscenza umana e sulla tensione continua tra razionalità e mistero. Fin dai primi versi emerge l’immagine dell’uomo “in bilico sull’antinomia”, cioè sospeso tra opposti che non possono essere facilmente conciliati. Il poeta sembra suggerire che, nonostante i tentativi della ragione – evocati nei “frammenti d’un ragionamento cristallino” – la realtà ultima rimane inafferrabile, poiché “nulla si può conoscere” in modo definitivo. Tuttavia questa constatazione non genera disperazione, ma apre piuttosto a una dimensione più ampia della percezione. L’“Oltre” appare come un’intuizione lieve e improvvisa, “come un soffio”, che attraversa l’esperienza del mondo naturale. Le immagini del fiore nel deserto, della iena, della farfalla e dell’aquila delineano un mosaico di vita in cui bellezza, crudeltà, fragilità e potenza convivono. In questa varietà si manifesta una “Verità Altra”, non completamente definibile dalla mente umana, ma percepibile come un infinito incompleto, che sfugge a ogni tentativo di essere racchiuso in formule.
Particolarmente efficace è il finale, dove la soluzione degli enigmi non avviene attraverso una complessa costruzione logica, ma nell’incontro con lo sguardo “nuovo e arcaico di un bimbo”. L’infanzia diventa così simbolo di una conoscenza intuitiva e originaria, capace di accogliere il mistero senza ridurlo.
La poesia si distingue per la sua densità concettuale e per l’intreccio armonioso tra pensiero e immagine, offrendo una meditazione profonda che invita il lettore a riconoscere la bellezza dell’incompiuto e dell’indefinibile.
La molteplicità delle incisioni poetiche dettate da Laura Chiarina sono così evidenti in tutta la stesura, tali da lasciare aperta ogni indagine, quasi un corpo a corpo con il modo che ci avvolge, quasi come il sasso lanciato in uno stagno che genera onde di precisa fattura e stacca frammenti di sospensione speculativa.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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