SEGNALAZIONE VOLUMI = RENATO MINORE
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Renato Minore: “Per speculum et in aenigmate – Ed. Di Felice – 2025 – pag. 64 - € 10,00
Una brillante incursione tra le fulminazioni del quotidiano e la godibilità del pensiero vagante, spesso avvolto dalla frammentazione del visibile e la tentazione di un’illusione.
Il poeta chiarisce il titolo, nella prima sezione del volume: “come in uno specchio e in un confuso enigma”. A me piace, come vecchissimo medico, rammentare anche che lo “speculum”, usato in clinica, è un dispositivo metallico atto a mantenere aperto un orifizio, particolarmente in ginecologia. E questa suggestione si adatta agilmente allo scorrere di alcune figure poetiche che magistralmente Renato Minore mette tra i versi. “L’aprirsi dell’inquietudine che fulmina la storia”, “l’inconfondibile sagoma di ciò che simula sperienza e verità”, “la nebbia sottile per velare anche l’ultimo incanto”, “il soffio svagato che porta alla fine”, “chi è da sempre esule per sempre”. Tutti sondaggi che richiedono compartecipazione.
“Un’azione ben responsabile e cosciente quella che qui Minore evoca, - scrive Vincenzo Guarracino in prefazione – chiamando in causa anzitutto se stesso, in un gioco di pulsioni che pertengono alle ragioni profonde dell’io che, di fronte al reale e all’Altro esprime un bisogno di conferme attraverso indizi, significanti e significati, differenti, spesso drammaticamente sfuggenti, ma convergenti in una domanda di senso, dalla cui urgenza l’io si sente agito e spinto in un processo infinito di decodifica del loro nucleo fattuale, deputato a strutturarsi nel suo Immaginario come paradigma del suo stare di fronte alle cose,
Fra le molte scelgo una composizione coinvolgente:
“Per vivere ancora
la sola vita che conosce
manda il suo messaggio
su Istagram per dire io,
io c’ero negli anni Ottanta,
l’unico desiderio sogno incubo
di questi giorni
in cui si sente morta
per avere soltanto
quindici clic nelle foto
d’un tempo sulla meraviglia
dell’incrocio di gambe
proprio come Sharon Stone.”
Mette sapientemente in scena una figura che cerca di riaffermare la propria esistenza attraverso i mezzi contemporanei della visibilità digitale. Il verso iniziale, “Per vivere ancora / la sola vita che conosce”, suggerisce una sopravvivenza più che una piena vitalità: la protagonista sembra intrappolata in un’unica modalità di essere, quella mediata dallo sguardo altrui. Il “messaggio su Instagram” diventa allora un atto quasi disperato, un tentativo di dire “io” e di ribadire una presenza che rischia di dissolversi. Il riferimento agli “anni Ottanta” introduce una dimensione nostalgica, contrapponendo un passato percepito come più autentico o significativo a un presente dominato da metriche superficiali, come i “quindici clic”.
Il cuore del testo sta proprio in questa frattura temporale e identitaria: il passato è evocato attraverso immagini di seduzione e spettacolarità (“l’incrocio di gambe / proprio come Sharon Stone”), mentre il presente è segnato da una sensazione di morte simbolica, dovuta alla mancanza di riconoscimento. La meraviglia di un tempo si riduce oggi a un conteggio sterile di interazioni, e l’identità si appiattisce su un bisogno di conferma numerica. Il tono è insieme ironico e tragico: ironico per l’uso di un’icona pop e di un linguaggio quotidiano, tragico per la consapevolezza della perdita di senso.
La poesia di Minore in questa silloge (Premio Florida Roma 2024-2025) si inserisce in una linea contemporanea che riflette sul rapporto tra identità e social media, utilizzando un lessico semplice e riferimenti culturali immediatamente riconoscibili. L’efficacia del testo risiede nella capacità di condensare, in pochi versi, una critica alla società dell’immagine, alle figure che ci accostano, e alla nostalgia come rifugio identitario. Un commento godibile per gesti comuni che appaiono come interventi dal tratto filosofico.
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ANTONIO SPAGNUOLO



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