domenica 17 maggio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANGELO CICCULLO

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Angelo Ciccullo: "In contra di re" - Ed.Passione scrittore- 2025 - pag. 56 -€ 11,00
* "In con tra di re" è il titolo del nuovo libro di poesie di Angelo Ciccullo, il quale continua ad investigare la possibilità della parola di superare la sfera solitaria dell'essere umano. La ricerca della parola in Ciccullo però non è ricerca banale, è indagine sul segreto dell'uomo, investigazione su come potere esprimere il suo mistero, e come esprimere la complessità. La parola in Ciccullo si mostra soprattutto curativa, mira a lenire i mali dell'uomo, che il poeta elenca nei titoli di alcune poesie, come la distanza, l'assenza. I suoi versi indagano il mistero, il gran segreto dell'esistenza, quell'enigma per il quale le parole non bastano mai.
La ricerca della parola mancante, questo è l'obiettivo del libro. Del resto la distanza e l'assenza sono due temi fondamentali nella raccolta, non solo perché danno il titolo a due delle poesie, ma soprattutto perché l'intero corpo delle liriche cerca di evidenziare la solitudine affollata in cui si trovano a vivere le persone nella contemporaneità. Esistono in effetti liriche maggiormente legate a idee edificanti, connesse con sogni e illusioni, ma con le paure recondite dell’essere umano. In effetti anche la poesia dedicata ad Icaro in realtà nasconde dietro di sé la paura per le conseguenze negative che la presunzione dell'uomo riguardo alla sua posizione nell'universo sta generando.
In alcuni momenti il poeta prospetta scenari interiori sconosciuti o che abbiamo dimenticato, e in ogni caso si avverte continuamente l'anelito a qualche luogo nascosto, a qualcos'altro, un regno umano migliore, una vita più vita. Ma soprattutto i versi reclamano il contatto umano, la relazione, il tocco dei corpi, dei sorrisi. Una voglia di umanità che traspare da ogni angolo del libro, un bisogno di esternazione, di congiunzione, di relazione che appare essere il vero significato dell'opera.
Poesie dunque d'apertura, piene di una ricerca di vitalità, di socialità e comunità. Ma si avverte nei versi anche il senso della consunzione, del vivere per la morte, del tempo che si consuma e ci consuma, e non per niente l'ultima sezione è dedicata proprio al tempo. Fare i conti con il tempo per il poeta vuol dire trovare l'adesione giusta ad esso, affinché possa dirsi e farsi eterno. E ciò spiega anche la bellissima poesia finale "Fa niente", in cui si spiega il compito del poeta e forse dell'uomo: essere testimone degno, per un po', di questo viaggio incredibile che chiamiamo vita.
MARCO TABELLIONE

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