giovedì 21 maggio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO SPAGNUOLO

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Antonio Spagnuolo: "Dissolvenze e sussurri" - Ed. La valle del tempo 2025 - pag. 60 - € 14,00
Una poesia quella di Antonio Spagnuolo che parte da una impostazione classica per giungere a una espressione poetica prettamente moderna. Lo è sia sul piano del significato che su quello del significante.
L’uomo è centrale, con la sua condizione esistenziale, che si alimenta ai ricordi del passato per intercettare l’inquieta drammaticità del presente.
Lo stesso titolo ci suggerisce questa interpretazione. Le dissolvenze sono di fatto le pieghe della memoria in cui si annidano i ricordi, le emozioni provate, le esperienze vissute, che emergono poeticamente come sussurri dell’anima. Già nella poesia incipitaria c’è il senso profondo del tempo che passa, che non distrugge ma lascia immagini soffuse, in cui la mente si rifugia, in cui la mano che accarezza il mistero dei colori già vecchi… in cui in ogni dissolvenza c’è la traccia di quella gioia che sorvola fantasie.
La realtà si interpreta e si plasma attraverso parole chiave presenti nei titoli delle liriche, che additano a categorie di varia natura, matematiche e fisiche come Triangoli, Spazi geometrici, Colori, Riflessi, o psicologiche e antropologiche, Vecchiaia, Materia, Memoria, Sonno, Malinconie, o letterarie con il riferimento ad Acheronte e Baudelaire. Riferimenti che sottolineano la continuità nel tempo dell’espressione poetica, la necessità di trovare nel passato chiavi di lettura della nostra attualità.
Nella poesia di Spagnuolo non è difficile riconoscere elementi comuni al grande Umberto Saba, nel concetto del tempo, visto non come un nemico, ma come uno specchio della vita e del suo fluire, di cui la memoria diviene salvezza attraverso il ricordo del passato per lenire l’angoscia del presente ed evocare il senso dell’eternità. Come nella lirica Memoria, i cui frammenti sono prigionieri dell’eterna sospensione, per ribadire l’eternità dei sentimenti, delle emozioni, degli attimi della nostra storia esistenziale, di cui la poesia è sublime foriera.
Infine nell’ultima lirica Chiusura, lo sguardo spazia all’ineffabile futuro, laddove approderà il drammatico presente, uno sguardo che va oltre la dimensione individuale per allargarsi a quella collettiva. Una previsione fosca, indubbiamente e giustamente pessimistica.
"Chi spunterà fuori dalle tenebre? / Ribattuto agli intrecci di una prece, / imbevuto di esilio nel grigio delle ingiurie, / cercando le memorie delle rime / che ho vissuto di pietra. / Un recensore per solitudini vissute / nel gelo crudele e rozzo dell’indifferenza."
Insomma una poesia di largo respiro che affronta la condizione esistenziale dell’uomo di oggi nella sua dimensione individuale e collettiva, attraverso un linguaggio espressivo, che anche in virtù della presenza dell’endecasillabo, è caratterizzato da una profonda e pregnante solennità.
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Franco Donatini

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