giovedì 14 novembre 2013

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTON PASTERIUS

ANTON PASTERIUS : –“ Parole lesse e connesse” -Fermenti Editrice – Roma – 2012 – pagg. 135 - € 18,50

Antòn Pasterius, di origini moldave, vive da sempre a Parigi. Il suo lavoro poetico, edito esclusivamente in Italia, comprende una raccolta di testi (L’amore dentro), prefazione di Donato Di Stasi, 2007 e altre piccole raccolte poetiche, che sono state incluse in due antologie “Bugie discrete” in “Lo sguardo senza volto”, 2009 e “Fare poco e di notte” in “Parole in circuito”, 2010.
Tutti i libri del Nostro sono pubblicati da Fermenti Editrice.
Il testo è scandito in diciotto capitoli ed è costituito da oltre trecento aforismi molto eterogenei tra loro e che iniziano quasi tutti con la lettera minuscola, elemento che crea sospensione e un senso di arcana provenienza.
Gli aforismi sono tutti numerati, ma non seguono una sequenza lineare e sono strutturati in due, tre o più righi o anche in un solo rigo.
Il primo capitolo ha per titolo l’ossimoro Illuminazioni spente e, addentrandoci nella lettura, possiamo facilmente constatare come il carattere distintivo dei testi che Pasterius ci propone, l’etimo della sua poetica, sia quello dell’ironia mordace che caratterizza tutti i versi del poeta, nella varietà delle tematiche trattata, che sono molto eterogenee tra loro.
Possiamo constatare che la suddetta vena ironica, che Pasterius esprime, è presente fin dal titolo della raccolta Parole lesse e connesse.
In questo titolo, con la definizione di parole lesse e connesse, l’autore fa un accostamento tra tre termini eterogenei tra loro uno astratto, parole, al quale seguono gli aggettivi lesse e connesse.
In tale avvicinamento il versificatore compie un’operazione del tutto originale per quanto può riguardare un libro di poesia.
Il poeta gioca con le parole che si delineano secondo una vena ludica che sfiora il non senso e l’enigmatico.
Da notare l’eleganza formale degli aforismi che si dispongono sulla pagina sempre in modo molto bene controllato e risolto efficacemente in maniera icastica.
Il genere dell’aforisma ha avuto una certa ripresa nell’ ambito della poesia contemporanea italiana di inizio millennio, e sono numerosi gli autori che lo praticano
Pochissimi sono i segni d’interpunzione che incontriamo nella lettura e questo è dovuto anche alla loro intrinseca brevità.
C’è anche una vena vagamente filosofica in questo libro che si stempera in asserzioni vagamente gnomiche.
Come scrive Antonino Lo Cascio nella sua esauriente introduzione, nei suoi meandri subtestuali, il titolo definitivo nasconde l’ambizione goliardica d’illustrare sia l’uso frivolo e irresponsabile delle parole, sia la loro cottura levystraussiana, parole lesse di questi aforismi.,
Imprevedibili, compaiono sovente nel suo odierno lessico alcune intriganti screziature di pura amorevolezza raramente riconoscibili nelle sue precedenti opere.
Inoltre va ricordata l’onnipresente dimensione surreale, sempre più egemone.
I testi sono connotati da grande compattezza e, tra le tematiche ricorrenti, ci sono quella mistica e quella erotica, che s’intersecano tra loro.
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RAFFAELE PIAZZA --
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1
a volte bisogna costruire un caso
per uscire dal casino

3
la verità
è sempre alterata
dalla realtà

4
la visione della realtà
è sempre alterata
dai punti di vista

266
un autentico libertino molto ricco
usa unicamente profilattici su misura:
gli stanno a pennello

40
sei calzini
stanno sotto i calzoni
le mutandine stanno
sotto le Ande?

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