sabato 11 aprile 2026

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO

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“Nudità”
Le tue cosce in penombre s’aprono al ricordo,
stolte le mie mani palpeggiano il morbido cuscino
che accoglieva la pelle, gli umori, le perle.
Ingigantisce la mia passione nel socchiudere gli occhi,
densa e sterminata come le vele al vento,
e nei pensieri attende lo strisciare d’una serpe.
Estinguersi lentamente nel silenzio
sospeso alle tue dita, alabastro o cenere,
ormai tocchi di verbene che affiorano
clandestini nelle pieghe ostinate del letto.
Sul piede nudo scivola la luce, lenta.
Il tuo piede, affusolato e segreto,
mi sfiora con la grazia silenziosa della fine,
e accende nel tatto un brivido sottile,
come se ogni nodo fosse una promessa,
un invito lieve, trattenuto, ma infinito.
Le braccia, morbide e piene, donano carne,
racchiudono il calore vacillante alle tempie,
si offrono come rifugio, ora che sono solo.
Spilli infilzati a stento tra le mille carezze
e le nascoste radici della primavera,
così con la faretra piccole fiamme nel palmo
per le briciole di un funambolo.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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