venerdì 16 ottobre 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = MIRIAM BRUNI

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Miriam Bruni: “Cromosoma celeste” Ed. L’Arca di Noè - 2026 -pag.80 - € 16,00
- “È una poesia immaginifica quella di Miriam Bruni in questa sua raccolta di preghiere in versi: già dal suo titolo il riferimento a un "cromosoma celeste" pare una chiara costruzione immaginale di un pensiero di cella divina da cercare dentro il proprio sé con l'occhio microscopico della fede, un punto focale su cui concentrare tutta la vera attenzione d'anima. – Scrive Serena Vestene in prefazione- È una messa a nudo del proprio Credo, della propria indiscussa devozione alla fonte dell'unica vera energia vitale della poetessa.”
Prima di inoltrarci nella lettura dei componimenti da segnalare la dotta e esaustiva nota introduttiva che l’autrice di suo pugno ricama fra l’attenzione del quotidiano ed il rapporto tra poesia e preghiera.
Ella si illumina nella sorpresa della luce improvvisa del mattino o l’avvince tra i prati candidi il bagliore della neve: “Nel tuo specchio/ vedo il cuore, la sua gioia, da te imparo/ l'eleganza sopraffina/ per entrare in ogni dove.”
Poesia che si sviluppa come un’intensa meditazione sulla sofferenza interiore, sulla fragilità dell’essere umano e sulla possibilità di ritrovare, attraverso la fede, una ragione per continuare a vivere. L’immagine «È azzurro pallido il sangue dell’anima», propone una metafora di grande suggestione: il dolore più profondo non si manifesta necessariamente attraverso lo sgomento, ma scorre silenzioso dentro di noi, ricoprendo simbolicamente i pavimenti delle case e disperdendosi tra le incomprensioni e i litigi quotidiani. È una ferita invisibile, tanto più difficile da riconoscere quanto più appartiene alla dimensione segreta dell’io. Da qui nasce il bisogno di qualcuno capace di vedere, raccogliere e ricomporre ciò che la sofferenza ha disgregato.
Affidata alla memoria la fede non si presenta come certezza rassicurante o come liberazione immediata dal dolore, ma come fiducia che persiste anche quando ogni forza sembra esaurita. Il desiderio di tornare sulla terra per cercare la bellezza — propria, altrui e divina — restituisce alla poesia una tensione vitale che supera il dolore presente.
La scrittura si distingue per la forza delle immagini corporee, attraverso le quali una condizione spirituale astratta acquista consistenza sensibile: il sangue dell'anima, il cibo salato, il grumo di pene. Un linguaggio che alterna crudezza esistenziale e abbandono mistico, accompagnando il lettore dalla desolazione alla speranza. La bellezza si configura, in definitiva, come una promessa di salvezza: una ricerca che unisce l'amore per la vita terrena al desiderio di un'infinita trascendenza.
La poetessa amalgama in un’atmosfera di intimità e raccoglimento, nella quale una semplice esperienza quotidiana diviene occasione di riflessione sul mistero dell’esistenza. Il corpo, ancora «caldo di doccia», sembra ritrovare una condizione di abbandono e di sensibilità, mentre l’ascolto del respiro, che «mi solleva lo sterno», riconduce il soggetto alla percezione concreta della propria vita. E’ molto più di un automatismo fisiologico: è il segno tangibile di una presenza che si rinnova, di un movimento interiore che accompagna silenziosamente l’essere umano. Da questa sensazione fisica il pensiero si innalza verso una dimensione trascendente. Le «mani» costituiscono il fulcro emotivo e simbolico: la loro ripetizione, prima isolata e poi ricondotta all’immagine dell’«Eterno», crea una sospensione meditativa, quasi una preghiera pronunciata sottovoce.
Miriam Bruni si distingue per la sua essenzialità espressiva e per la capacità di concentrare in pochi versi un percorso dalla sensazione corporea alla meditazione metafisica. La brevità non impoverisce il significato, ma favorisce una progressiva rarefazione del discorso, fino alla solenne apparizione dell’«Eterno», parola conclusiva che conferisce calorosamente una risonanza spirituale.
Cerchiamo di osservare che l’immagine dell’Eterno rimanga volutamente indeterminata; proprio questa apertura consente al lettore di riconoscervi tanto una fede religiosa quanto un bisogno profondamente umano di protezione e di senso.
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ANTONIO SPAGNUOLO

1 Commenti:

Alle 16 ottobre 2026 alle ore 08:13 , Blogger miriam bruni - sideal79 ha detto...

Grazie mille Antonio!

 

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