giovedì 21 marzo 2024

SEGNALAZIONE VOLUMI = FLORIANA PORTA


**Floriana Porta e Anna Maria Scocozza: “Siamo fatte di carta” – Ventura edizioni- Senigallia 2024 – pag. 166 –
E’ allegria il susseguirsi di queste pagine, così dense di attrattive per la singolare stesura che le due autrici sono riuscite a ricamare tra versi assolutamente fervidi e appassionati e produzione in semplice carta di indumenti femminili, tra l’intimo provocante e il suggestivo sguardo dell’eleganza. Offrono un panorama esclusivo di abbigliamento, che lascia perplessi e avvinti nello stesso tempo, sia per il gioioso susseguirsi di proposte che vengono alla ribalta sia per il serioso invito che sottende le numerose riproduzioni.
Arte, poesia e splendore qui si intrecciano in un’unica fantastica visione. Un viaggio emozionante che esplora l'animo della donna e le profondità più intime del nostro essere, ma soprattutto che invita a riflettere sulla fragilità umana e sull'accoglienza dell’imprevisto, come fantasia di presenza. Arte e poesia ci possono aiutare a rinascere dopo l’affanno?
“La propria pelle non basta/ ci si spoglia di tutto/ per scrollarsi di dosso/ il più feroce dei versi.”
Ripensare i principi che sorreggono ogni pensiero diviene irruzione opportuna a chiarire la consapevolezza dei propri limiti e a sperare di trovare la “parola” che possa contare negli artifici retorici, nelle figure di stile, nella valenza di espressione, in quello spazio limite che rimarca il fascino del fantasma ed avvia alla musica.
Accattivante la dovizia sia dei testi poetici che delle riproduzioni, in un crescendo che regala al ritmo un’aria completamente occupata dalla poesia e in due espressioni artistiche che pongono in diverso rapporto la parole ed il segno.
L’operazione di riunire in un unico volume poesia e creazioni in carta è allora un equilibrio che contiene una musica verbale intrinseca, nel trasformare figure in canto e poesie in disegno, amplificando senza limiti le capacità espressive di una partitura armoniosa.
Suggerisce Floriana: “Ma soprattutto ho imparato ad avere nuovi occhi/ capaci di stupirsi, di lasciarsi urtare/ e colpire dalla bellezza”.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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