martedì 17 marzo 2026

POESIA = CRISTIANO CUTURI


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"Non sparami con il tuo fucile."

Non spararmi con il tuo fucile,
non ne ricaveresti che un uomo che muore.
Ma stringimi forte la mano.
Non spararmi con il tuo fucile,
non ne ricaveresti che la tua morte, oltre la mia.
Allungami la mano destra,
anche se non è quella del cuore,
così che io potrò salvarti.
Moriresti anche tu, come me;
se mi sparassi adesso, in questo momento,
per te niente più varrebbero i tuoi ricordi cari,
quei pomeriggi che accompagnato da tua madre
giocavi con i fili d’erba di un’aiuola piena di fiori azzurri,
quelle sere, durante le quali la voce di tuo padre
ti sembrava colorata di verde smeraldo,
di quel colore che non avrebbe potuto invecchiare mai.
Come potresti invece invecchiare tu stesso, adesso,
se mi sparassi con questo tuo fucile,
invecchieresti fino a morire,
e non ci metteresti di più di un attimo soltanto.
Ma stringimi la mano, te lo ripeto ancora, e stringimela forte,
e da uomo, guardami negli occhi.
Chi sceglie la via della pace al posto della guerra,
è perché ha capito che l’amore è l’unica cosa che veramente conta,
dopo aver conosciuto la bomba, che non perdona mai nessuno,
dopo aver perso per sempre le sue aiuole fiorite,
i suoi ricordi più belli di quando tanti anni fa era un bambino.
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"L’intelligenza del cuore."
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Io ti vendo queste mie povere parole
e tu mi ascolti, mi rispondi, magari non capendole.
Io ti leggo le mie poesie, ancora, perché so che in te
non sono esaurite la ragione e l’intelligenza del cuore.
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"A mia mamma."
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"Quello che mi dice mia madre tutte le mattine."
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Tutte le mattine, ma proprio tutte,
mia madre mi dice: “Apri le tende del balcone,
perché voglio guardare il cielo.
Anche se è nuvoloso, ho bisogno di guardarlo”.
Io riconosco in questo suo bisogno tanta di quella poesia,
che piango, ogni volta, anche se lacrime di fatto
non me ne scendono dagli occhi.
Lei ama molto guardare il cielo.
Questa è la forte preghiera che mia
madre fa tutte le mattine.
Questo forse è il suo bisogno di Dio.
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Cristiano Cuturi.

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