venerdì 27 marzo 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = GIULIO LOCATELLI

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Nota di lettura per TRAME DI TERRA E CUORE di Giulio Locatelli
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"UNA COSTANTE ACCETTAZIONE DEL VIVERE"
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Giulio Locatelli, imprenditore toscano con una spiccata propensione alla scrittura, pubblica la sua terza raccolta poetica dal titolo “Trame di terra e cuore “dove i versi fissano emozioni, sentimenti e ricordi di vita.
Il titolo della silloge in sé già contiene le parole chiave per introdurre i lettori nel mondo del poeta, un mondo a lui necessario, dove le persone, gli affetti, gli attaccamenti ai luoghi, rappresentano i punti fermi della sua esistenza.
La raccolta è infatti specchio di un vissuto in cui si colloca ciò che il poeta più ama e che ciascun lettore può avvertire e condividere.
Sono dichiarazioni sincere, volutamente espresse in una lingua colloquiale, senza quegli artifici che accadono in certa poesia volta più a stupire piuttosto che a toccare le corde dell’anima. In questa raccolta, già dalla prima lirica si avvertono quei toni delicati e sensibili che leggiamo nella poesia “Il sogno”:
Eppure, l’altra notte, / mi sono svegliato/con il viso bagnato di lacrime.
Non di dolore / ma di una gioia silenziosa, /leggera come vento di maggio…
Così il poeta condivide con i suoi lettori la gioia della scoperta di un pianto liberatorio, di felicità che è quel riconoscersi nei gesti e nei pensieri, facendo così scaturire un’immediata empatia. Per questa “voglia di parole” la poesia di Giulio rafforza i sentimenti che a volte potrebbero restare nascosti e diventa compagna del quotidiano viaggio terreno.
La dichiarazione di poetica contenuta in Trame di terra e cuore sta in quel trascorrere dei giorni che paiono uguali, ma dove improvvisa è la costatazione del miracolo che si compie attraverso la parola:
Siamo in due, / ma sembriamo mille, / perché l’amore, / quando ha radici buone, / cresce anche dove non dovrebbe. / Anche dentro le crepe. /Anche nei giorni storti. Ecco che si scorge un quotidiano scandito da scarpe, mantella, felpa e cuscini da sistemare e da cui erompono, improvvisi e straordinariamente efficaci due versi: Siamo in due/ma sembriamo mille.
Ed è proprio in questa raccolta- dove la parola appare per quella che è, senza artificio alcuno -che si evince soprattutto l ‘amore incondizionato come scelta di vita, reso in versi con una tale compostezza che esalta la sostanza del dire poetico.
I temi affrontati da Locatelli nel suo percorso scaturiscono da una vena alimentata dal vissuto quotidiano dove risplendono dolcissimi gli affetti: per il figlio, per le persone, per gli animali, per il creato, quasi un afflato francescano, anche di perdono, in quanto nei versi del poeta non si avverte mai rancore, ma solo constatazione:
Lei se n’è andata/ quando ancora i sogni /avevano denti da latte
La raccolta appare regolata da un ordine interiore che è poi scelta di vita; ha un titolo coinvolgente, ma solido anche nell’appartenenza ai luoghi e a una limpida filosofia personale dell’autore. Locatelli parla di gesti che chiedono tempo, di un amore che non ha grammatica/ ma regole certe.
Qui la poesia si nutre di immagini che seguono un ritmo interiore, quello del respiro, di riflessioni scaturite nel silenzio notturno, nell’osservazione del firmamento, mentre l’occhio si ferma in un punto lontano del cielo e di altre che raccontano quietamente la quotidianità. Ma in tutto questo – scrive il poeta- è l’amore che resta a darci la sua serena certezza, proprio come fa il respiro che abita il cuore.
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Carla Malerba
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"Il sogno"
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Piangere
è un mestiere per gente esperta,
per chi sa aprire il cuore
e lasciarlo respirare.

Io, da sempre
ho bocca secca
e occhi asciutti
come campi d’agosto.
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Eppure, l’altra notte
mi sono svegliato
con il viso bagnato di lacrime
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Non di dolore,
ma di una gioia silenziosa,
leggera come il vento di maggio
tra le foglie del pioppo,
il sogno… svanito,
scivolato via come saponetta bagnata,
senza lasciare immagini né parole.
Solo il suo calore.
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E tutta la giornata
ho camminato lieve,
quasi che la vita,
per un attimo,
mi avesse insegnato
a piangere di felicità.
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Giulio Locatelli

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