lunedì 23 marzo 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI == JONATHAN RIZZO


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Jonathan Rizzo: “PORNOPOESIE” Edizioni Ensemble – 2026- pag. 34 - € 15,00
Nel leggere il titolo così allegramente indicativo confesso che ho immaginato di aver avuto l’invito ad incontrare allegramente versi dedicati alle vertigini del sesso, in varie forme ricercato, in varie espressioni proposto, felicemente plasmato.
Jonathan invece ci trasporta con sobria accortezza tra le spire di una poesia variegata, dai molteplici aspetti emotivi e dalle cangianti proposizioni culturali. Costruisce un’atmosfera sospesa, quasi irreale, in cui il “nulla” viene presentato come approdo finale, ma anche come spazio paradossalmente abitato.
L’incipit di un componimento (“Ultimo rifugio il nulla”) suggerisce una fuga o una resa, come se ogni esperienza umana — forse l’amore, forse la sofferenza — conducesse inevitabilmente a un vuoto conclusivo. Tuttavia, questo vuoto non è completamente desolato: viene subito riempito da immagini sensoriali e simboliche, come la musica della chitarra e la “canzone triste francese”, che evocano malinconia ma anche una certa eleganza emotiva.
Egli traccia i lampeggi del desiderio fondendoli con gli impegni della saggezza o pennellando quadretti di vita quotidiana, o meglio ancora approfondendo pensieri dal gusto giovanilmente filosofico.
E ancora: le stelle, descritte come “incoronate” e impreziosite da “accenti atonici”, introducono un linguaggio quasi musicale e linguistico insieme, creando un intreccio tra suono e visione. Questa sinestesia contribuisce a dare al nulla una qualità estetica, trasformandolo in uno spazio poetico più che in una semplice assenza. Anche le figure dei gatti che “ballano apatici” e degli uomini “attoniti” accentuano il senso di straniamento: la realtà appare svuotata di energia vitale, come se ogni gesto fosse meccanico, privo di autentico coinvolgimento.
Molti suoi testi si caratterizzano per un linguaggio fortemente simbolico e per accostamenti sorprendenti, che creano un effetto di straniamento tipico della poesia contemporanea. L’uso di immagini conosciute deformate e di un lessico che mescola musicalità e concettualità contribuisce a esprimere una visione nichilistica, ma al tempo stesso estetizzante del vuoto.
Gioca apertamente sul contrasto tra registro infantile e dimensione carnale, costruendo una tensione che è al tempo stesso ironica e provocatoria. L’emozione incontrollabile e l’esplosione dell’incontro, introduce scene di intensità fisica, ma subito trasfigurata da immagini quasi rituali: il fumo che “s’innalza lento come preghiera” e il richiamo a divinità come Bacco e Venere trasformano l’atto erotico in una sorta di liturgia pagana. La descrizione dell’atto in sé, quanto la sua reinterpretazione simbolica: il corpo diventa luogo di esperienza conoscitiva e linguistica (“la grammatica del pompino”), mentre il lessico religioso (assoluzione, santino, Amen) viene piegato a un uso dissacrante.
Il poeta ha qui la capacità di fondere registri apparentemente inconciliabili, ottenendo un risultato stilisticamente audace ma coerente. Dimostra un buon controllo del ritmo e delle immagini, costruendo una progressione che va dall’immediatezza sensoriale alla riflessione simbolica. Ne emerge una poesia provocatoria ma consapevole, capace di stimolare letture multiple senza perdere compattezza espressiva.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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