martedì 5 maggio 2026

POESIA = FRANCO CAMPEGIANI

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"Pinocchio, la storia vera"
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Non nasce di legno il bambino,
nasce di carne e spirito
con occhi che sprizzano
gioia incandescente.
Nel nuovo mondo vorrebbe
soltanto viaggiare il bambino
ma il passaporto gli impone
di scordare la città da cui viene
dove viveva in letizia.
Il babbo vorrebbe farne un fantoccio
da esibire per soldi
nei teatri di strada,
ma fugge il bambino
e impara a mentire,
gli cresce un naso lunghissimo
con orecchie asinine,
preferisce le amicizie cattive
alla fata turchina
e sbaglia ogni mossa,
diviene eversivo,
tradisce sé stesso
e finisce anche in prigione il bambino,
lui ch'era nato di sangue e spirito
con un amore profondo nel cuore.
Alla fine Geppetto lo inchioda
agli schemi ai doveri
e i sensi di colpa gli spolpano il cuore,
gli divorano tutta la carne che ha.
E diviene di legno il bambino.
*****
"Il silenzio e le parole"
-
Le parole che vengono dal silenzio
sono scarne e vive e vere,
poi si affastellano, si fanno
fuochi d'artificio, giuochi di prestigio,
pleonasmi ridondanti, pingui tautologie.
La lingua che sorge dal silenzio
è magma incandescente,
guizzo di sangue e spirito, poesia.
Poi si fa chiacchiera e fatuo virtuosismo,
narcisistico delirio autoreferenziale.
Babelico nonsense e nebbia ipnotica,
esca apocalittica, polveriera minacciosa.
Le parole vere nominano
per la prima volta il mondo, sgorgano
da sconosciute sorgenti universali.
Nascano dunque le parole dal silenzio
o sarà il silenzio a imporre
la sua legge alle parole.
*****
"Mi hai trovato infine"

Mi hai trovato infine
in fondo ai silenzi.
Ero torre solitaria
lungo i litorali deserti,
bastione eretto a difesa del nulla
contro l'assalto delle onde e dei venti.
Hai spalancato ogni uscio
entrando con l'uragano
del tuo sorriso d'argento,
delle tue mattine di spuma.
Hai riempito ogni stanza
con i voli bianconeri
delle tue ali d'angelo,
con quella tua gioia
onesta e incontenibile
che vola sul mare
nei chiari di luna e si fonde
con i sobri colori delle aurore.
*
FRANCO CAMPEGIANI

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