SEGNALAZIONE VOLUMI = RUDY TOFFANETTI
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Rudy Toffanetti: “Eresia dei giusti” – Ed. Vallecchi 2026 – pag. 92 -€ 14,00
L’eresia è una dottrina o un’idea che va contro una verità di fede ufficiale, quindi una scelta personale che metta in discussione anche un dogma, un parere contro le regole! Qui però chi dubita è il “giusto”, colui che è conforme a giustizia e che giudica secondo equità. Il contrasto diventa motivo di poesia e sembra apparire fra i versi anche come stimolo alla ricerca filosofica.
E già dalla prima composizione di questa silloge si sviluppa come una meditazione sul tempo, non inteso nella sua dimensione cronologica, ma come sostanza originaria dell'essere, precedente a ogni gesto, a ogni trasformazione e perfino alla coscienza. L'incipit – «C’è un tempo precedente / a ogni movimento» – introduce immediatamente una dimensione metafisica, un tempo assoluto, immobile, che tuttavia non coincide con la quiete, bensì con una tensione inespressa. La sua stasi è definita «un’evoluzione disperante», ossimoro che racchiude il senso dell'intera lirica: anche ciò che sembra fermo continua a mutare, ma lo fa in modo inesorabile, consumando l'esistenza senza offrire alcuna possibilità di riscatto.
L'immagine della «strana eccitazione della morte», seguita dal passaggio del vetro della pioggia sopra le montagne, produce un effetto visionario. La morte non è presentata come evento conclusivo, ma come vibrazione costante della realtà, una presenza silenziosa che attraversa il paesaggio e la memoria con la stessa trasparenza del velo d'acqua. La natura diventa così il luogo in cui il tempo rende percepibile la propria forza invisibile.
La figura del passante assume un valore simbolico: rappresenta l'uomo, destinato a transitare senza poter trattenere ciò che vive. L'agonia del passato è raccolta nella lontananza, spazio della memoria dove ogni esperienza perde consistenza ma acquista profondità. Da quella distanza nasce una riflessione ironica e insieme malinconica sui propositi dell'esistenza: dimagrire, innamorarsi, leggere di più, inquinare meno. L'elenco introduce elementi della quotidianità che contrastano con la tensione metafisica dei versi precedenti, mostrando come l'uomo tenti di ordinare la propria vita attraverso piccoli programmi destinati a essere travolti dalla grande corrente del tempo.
Il riferimento al tempo profondo, termine appartenente al lessico geologico, amplia improvvisamente la prospettiva fino alle ere della Terra, dissolvendo la misura umana. Il poeta, però, rifiuta la definizione scientifica e ne propone una personale e fortemente simbolica: «la mistica dei mostri, l’eresia dei giusti». Sono immagini di straordinaria densità, nelle quali convivono il sacro e il perturbante, la fede e la trasgressione, l'ordine morale e la sua negazione. Il tempo diventa così il luogo in cui convivono tutte le contraddizioni dell'esistenza, una forza che custodisce tanto il prodigio quanto l'inquietudine.
La raccolta possiede una notevole forza speculativa e una lingua di evidente spessore culturale, capace di fondere registri diversi: filosofico, scientifico, lirico e quotidiano. Le immagini sono spesso particolarmente efficaci e conferiscono alla poesia un'intensa originalità simbolica. Interessante la suddivisione in sei capitoli: “Non toccare gli animali”, “Sarabanda”, “La crisi delle supply-chain” “Genova”, “Tempo precedente”, “Appendice: otto sogni per Franco e Silvana”, che scandiscono una colorata rappresentazione del quotidiano in variegate stesure dell’incanto, che si incontra oltre il sub conscio.
Il gioco delle figurazioni saltella da improvvise descrizioni di guerra “portaerei e sommergibili che solcano gli oceani” allo “sguardo sul dolore in transito”, dal “non serve a niente a correre! Sei giovane e paghi pure a rate” al “tempo dei narcotici, dei mutui al rialzo, delle flebo palliative ai genitori” come in una girandola che riesce ad accarezzare passioni e si scontra contro le storture del presente.
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ANTONIO SPAGNUOLO



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