mercoledì 5 agosto 2026

POESIA = MARIA EROVERETI

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"Non sappiamo…"
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Quando scivoleremo nell'ignoto
in un impenetrabile altrove
quando non saremo più carne
sarà il nulla
o una placida linfa nutritiva
diramante tra radici e fronde?
Forse migreremo nel cosmo
ondulanti fotoni
sciolti atomi primordiali
alla ricerca di una nuova stella.
-
O invece torneremo
e "Quanti corpi
attraversiamo, in quante forme migriamo
braccati come lupi nella notte." -1
sempre con un cuore
implorante carezze?
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Non sappiamo…
-
(gennaio 2026)
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"Tornerò"
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tornerò polvere senza più luce
a quella terra inebriante
che ha scoccato la scintilla
e infuso il respiro dei gelsomini
il sospiro sensuale della zagara
sepolti nei recessi dell'anima
eppure ancora vibranti
tra gli azzurri della memoria.
-
Tornerò
tra ceneri che han germinato vita
forse a cogliere per un istante ancora
l'ebbrezza della primavera
e lo sfolgorio della luce primigenia
"come mai si fossero spente..." -2
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(aprile 2026)
MARIA EROVERETI
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1 Lorenzo Pataro, “Amuleti”, Ensemble Edizioni, 2022, pag. 72
2- Ispirata al componimento di Emanuela Dalla Libera “Tornerò”, dalla raccolta Canto per voce sola, Macabor Editore.
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.Erovereti affronta con sobrietà ed intensità uno dei grandi interrogativi dell'esistenza: il destino dell'essere dopo la morte. Il dettato è limpido, essenziale, privo di enfasi retorica, e costruisce una progressione meditativa che alterna ipotesi metafisiche e immagini cosmiche. L'opposizione tra il "nulla", la "placida linfa nutritiva", la dispersione negli elementi primordiali e la possibile reincarnazione amplia il campo della riflessione senza mai pretendere di offrire una risposta definitiva. Di particolare efficacia è il ricorso al lessico della natura e dell'universo ("radici e fronde", "fotoni", "atomi primordiali"), che conferisce un respiro universale e suggerisce una continuità tra la vita umana e il cosmo. Si rafforza il senso dell'eterno migrare dell'anima, mentre si chiude il cerchio con una sospensione interrogativa di grande forza evocativa. Ne risulta una poesia di tono filosofico, capace di coniugare semplicità espressiva e profondità speculativa, lasciando al lettore il compito di abitare il mistero senza dissolverlo. (A.S.)

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