sabato 14 marzo 2026

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO


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“Fuga”
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Rubo le ore aggrappato alle sfere
nel vano tentativo di fermarle.
Ormai vecchio, il mattino chiama ancora,
con dita sottili e poca luce alle palpebre.
Contro Thanatos, ritento con la spada,
ma con respiro ostinato,
per carpire semplici guizzi di memorie
e stringendo contro vento le cartelle
dell’ultima fascinazione.
Il tempo ha inciso il mio nome nella polvere,
tra versi incontrollati e possibili metriche,
eppure il cuore non ha imparato a tacere.
Dentro di me arde una brace sfrenata,
una parola che chiede nuovamente di nascere
per incidere il tuo nome nell’eterno.
Le mie mani tremano, sì,
ma sanno ancora accarezzare la carne.
Anche oggi ogni foglio è una frontiera,
ogni verso una piccola rivolta, che brucia
l’intelletto ed i pensieri.
Non ho finito di amare la terra,
né gli occhi che incontro per strada.
Cerco ancora pane caldo nella sera,
che scurisce i silenzi, e ti nomino invano
per ripetere insieme le splendide fughe dell’amore.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

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