venerdì 15 gennaio 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = CARLO DI LIETO


***Carlo Di Lieto : “L’inconscio – La letteratura e l’ospite inquietante” – Ed.Marsilio – 2020 – pagg. 406 – s.i.p.
Da Narciso a Francesco d’Assisi a Edmondo De Amicis, da Antonio Ranieri a Giacomo Leopardi, da Federico Nietzsche a Luigi Pirandello un viaggio estremamente accattivante nell’immenso ondeggiare dell’analisi psicologica, quasi un’inchiesta sull’inconscio, che sostiene la creatività ed il rifugio policromatico dell’arte.
Un’opera d’arte prende le mosse dall’immaginazione dell’autore ed è riorganizzata a seconda dei sentimenti dello studioso o del lettore, attraverso una esplorazione che cerca di liberare il sub-conscio.
“Non poteva essere che Carlo Di Lieto – scrive Claudio Toscani in prefazione – a impegnarsi per un nuovo volume di psicoanalisi applicata alla letteratura, a così stretto intervallo temporale da altre sue fondanti pubblicazioni psicocritiche: una decina di titoli in pochi anni, come attesta la biobibliografia che correda l’odierno lavoro, un incandescente saggio che dà definitiva sostanza esegetica alle istanze precedenti.” Quindi un lavoro di ricerca che attanaglia e affascina, nelle sue pagine realizzate con uno stile preciso e fortunatamente leggibilissimo. L’esame dettagliato dei sussurri sublimati, che sottendono il terreno della scrittura di questi autori intervistati e delle loro opere, è un lavoro impegnato, quasi un atto di religione laica, che si affonda come un fantasma irrefrenabile nella mente degli scrittori stessi.
Carlo Di Lieto non è nuovo a questi impegni culturali di alto livello ed ancora una volta sveglia la nostra attenzione con un libro calibrato, da leggere e rileggere, da annotare e assorbire, da centellinare e goderne, nella sua esplicita connotazione di scavo nella psicologia degli autori, nello scrutare le opere e nell’interpretare la tormentata vicenda umana che abita in ciascun personaggio. “La psicoanalisi, quando si avvicina all’arte – scrive il Di Lieto- con l’intenzione di scavare nella psicologia degli autori, per rintracciarne le ferite biografiche, o di leggere l’opera come un sintomo latente di malattia, rischia di essere un’applicazione patografica, se il suo uso non è ben calibrato. L’esegesi psicoanalitica deve mettere da parte ogni interpretazione patografica e dar forma all’alterità latente.” Ed è così che egli approfondisce, ricamando, gli affanni segreti che diventano la tessitura pregnante di ogni frequentazione, a partire dalla soggettività dello sguardo per confluire nella osservazione che concepisce la resistenza ai bordi di un precipizio. La scrittura cerca coerenza ed unità per giungere a circoscrivere l’esistenza umana nello spazio dell’apparizione, immersione momentanea tra il manifestarsi e la sparizione.
Il volume ha tre corposi capitoli: “Il pensiero laterale e l’inconscio”, “Autoanalisi e mistificazione letteraria”, “La malattia letteraria: bi-logica e oltre”, attraverso i quali Di Lieto avvolge il principio filosofico che funziona da specchio tra il contrasto e l’apparenza, tra la visione onirica e l’espansione dell’essere, nel gioco spiazzante che l’inconscio riesce a realizzare quando si manifesta nel “testo”. Passaggi vertiginosi si avvicendano in queste pagine, con le quali Carlo Di Lieto indaga sapientemente nel sottosuolo della coscienza, tra gli abissi tenebrosi dell’essere e l’emozione infinita dell’immaginazione, dentro e oltre la riflessione sull’onda di un flusso continuo capace di travolgere la simmetria dell’accostabile.
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ANTONIO SPAGNUOLO

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