mercoledì 18 febbraio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = CARLA MALERBA


*******************************
Carla Malerba: “Un tempo nuovo” – Ed. Fara – 2026 – pag. 56 - € 12,50
Silloge votata al Narrapoetando 2026 ricevendo dal giurato Luigi Palazzo il seguente giudizio:
«Con tocco delicato, il tempo, la natura, la vita sono mescolati in versi essenziali, profondi, riflessivi.»
Così, come stemperato dalla ritmata scansione del metronomo, il susseguirsi dei pensieri, delle immagini, delle illusioni, delle irrequietezze che ci invitano alla vertigine del quotidiano, riesce a comporre una policromatica miscela di perfetta poesia e audace estetica della scrittura.
Due le sezioni: “Come gioia pura” e “A tratti senti”, che in effetti si agganciano delicatamente nell’afflato e tracciano un percorso del gesto in movimento, della emotività che emerge dalle visioni.
Il soffio di adagia semplice: “Perduti campi di primavera/ guazze di petali/ confuse e d’erbe/ luce di sole e vita/ in movimento/ nessun’ombra/ nei giardini felici/ neppure suoni/ parla solo il vento/ respiri di corolle.” In special modo quando la natura ci aggancia son le sue stagioni, o quando il sub conscio tenta aggiustamenti: “Semplice è sinonimo di chiaro/ è parola che invita/al sincero rispetto delle cose/ semplice come lo sguardo di un bambino/ l’occhio del poeta/ osserva intuisce riferisce/ cosa c’è nell’anima del mondo.”
Carla Malerba indaga silenziosamente, ma con ritmo vigoroso, tra le ombre e le improvvise luci, tra il verde della natura e il solfeggio dell’opulenza, nella chiarissima brama di esserci ancora perché costantemente insidiata nella corsa del tempo, anche quando l’eco delle voci, il riverbero delle memorie rimandano alle falde del silenzio. Indaga fra il germogliare delle immagini e i fotogrammi di un rastrellamento, fra gli angoli delle reminiscenze e il fascino della percezione, fra il segno di ogni passo e una tensione che urge. Un fluire che genera fibrillazione anche quando il verso si presenta spoglio di languori o di smerigli.
“Inseguire chimere/ apparteneva/ a un’età governata/ da venti improvvisi/ altro era il tempo/delle sfide coscienti/ che irridevano l’ombra/ fioriva la poesia/ per l’amore non menzognero/ per l’attimo che si eterna/ e subito scompare/ non per corone d’alloro/ma per un serto di viole.”
Rivelazioni che attraversano verticalmente l’idea, quella idea che giungerà quale strale che ubbidisce sempre attivamente e mostra le nuove motivazioni delle suggestioni e delle speranze.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page