venerdì 13 febbraio 2026

POESIA = SILVANA LEONARDI


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"INCIAMPO E BARC-R-OLLO"
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inciampo e barc-r-ollo
mi spezzo in echi
in frammenti
di specchi
con
voce d’ombra
canto ciò che resta
la foce che dimentica
il fiume sulla riva deserta
la Luna sparita che ritorna
al centro del mio centro
sventrando coscienza
cadere
nell’imbuto
dentruscendo
dalla bocca/faglia
eruttando rimpianti
piegati in fiore di ferro
confessioni senza data né ora
maschera abbandonata per scoprire
la verità in volto
combustione (a ritroso)
sguardo ficcato profondo
dove desiderio afferra
il volo sospeso
nella materia più densa
attraverso il fondo/mondo/tondo
dove ogni racconto svanisce
dove il sogno abbandona
la pelle/pellicola
nel quotidiano
svolgersi avvolgersi
e scende
nel luogo indicato
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"SULLA SOGLIA DEL TEMPO"
-
chiusa
nell'ombra
arriva nera marea
di violenza inaudita
vertigine liquida rompe
e irrompe silenzio
sulla soglia
del buio
l’oscurità del mare
morbida di crepuscolo
sorprende ondate di memoria
inquinati segnali cenni di persistenze
trasparenti abitate scenografie di un nulla
pericolosamente attraversato interno labirinto
di muti segni di parole mute fa spazio alla luce
nella vischiosa unta e atra spirale del vuoto
dare senso al presente è un’ardua impresa
nell’effimero transitorio vivere comune
urticante ultima danza lampeggiando
precaria luce custodisce assenza
forma funesta sul proscenio
teatrale dell’angoscia
stride bastardo
strappa
la pelle ai vivi
la memoria ai morti
l’orrore
permanente
connettoma corrotto
sul bordo inabissato dell’abisso
pornografica esponenziale
follia destinata
al perenne
rifiuto.
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"SE MALIGNO FURORE"
-
se maligno furore
m' arrivuglia
bevo
bevo e ribevo
annegando l’angoscia
un tempo spleen o male di vivere
ora erroneamente appellato indigestione mediatica
per le troppe notizie di un mondo che affoga in un deserto
che avvampa in un silenzio glaciale d'indifferenza globale
fragile foglia esposta a mille venti impotente a scuotere
alberi scuoiati per bacchiare nocciole di terrore
incapace di scuotere coscienze per risvegliare
le menti addormentate in un sonno di morte
e con la mente allegra/mente inquinata
avvitata ingarbugliata in pensiero
ostile
iommero
d’ostinato rimorso
d’imperdonabile errore
nel grigiume puntinato di uno schermo
lattiginoso in un gioco di sguardi subalterno
scudo di fragilità contro l’irrisione dei succubi
dell’occulto potere di cosche cincischiate
colluse con gli oscuri mostri in agguato
nulla di tanto effimero e perenne
come i denti affioranti
dello squalo
e i coltelli nascosti
tra i marosi del Mar degl’Infami
nel tremendo crescendo di tempesta
che infesta tutti i sogni e i pensieri d’amore
morte tutte le rose e archiviate speranze
amore occultato e smarrito tra le spine
non resta che certezza e conforto
d’imprescindibile
fine
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SILVANA LEONARDI

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