POESIA = STEFANIA GIAMMILLARO
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"Cambio turno"
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Ha un che di malinconico
nel cenno il dondolio
che arranca al passo del carrello
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uno zig-zag estremo
fino al cambio di turno
notturno che tramonta all'alba
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la chioma bianca con mèches celesti
avanza appoggiando
la scopa sui binari:
ha finito adesso di pulire i rinali.
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L'ombra aperta sulle costole
saluta di spalle il putrido animale
soffiarsi il naso è il gesto imposto
per accettare un nuovo odore tra gli umani.
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Che ne sanno le case della lentezza
dei tetti scoscesi sull'urna
mentre il treno avanza tiepido
e disvela cecità
di frane, sporcizie, smottamenti
appena sopra l'estate
l'attimo dopo la curva di passaggio
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Avere scarpe da indossare
fino a consumarle
fino a che il calzolaio dice
che non c'è più nulla da fare
che conviene
comprarne di nuove
e non avere idea
di come sostituirle
se non cambiando qualcosa di sé
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Come quel fermaglio
usato allo stremo
a sollevare pensieri
a liberare la fronte
da ogni misericordia
finché la molla non si spezza
e si conserva il fermaglio
non trovandone un altro
che possa sostituirlo
-
c'è un filo invisibile
che lega l'anima all'oggetto
vivificandolo
trasferendogli suono, sapore
o argomento
-
solo A. ordina pane e psicofarmaci
senza distinzione
lei maneggia oggetti
per spolverare intorno
io li tengo in vita
per non dimenticare
da dove vengo
e dove ritorno
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STEFANIA GIAMMILLARO



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