lunedì 9 febbraio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = PAOLO RUFFILLI


******************************
Paolo Ruffilli: “Incanto e disincanto” – Il ramo e la foglia edizioni – 2025 - pag. 232 - € 19,00
Titolo affascinante e suggestivo che chiaramente allude alla valenza musicale del ritmo cadenzato dell’elemento sonico, nel ricamo dei versi genuinamente legati alla quotidianità della vita. Un saggio dalla piena essenza che ripercorre le infinite tappe della poesia del novecento. Non è un’antologia, bensì una selezione critica, illuminante e rigorosa, del panorama poetico dell’ultimo secolo. Un’attenta schedatura di settantuno autori che hanno lasciato il segno indelebile nella storia della letteratura.
Prefazione di una perfezione unica, ricca di determinatezza, precisa e solidamente ancorata ad uno studio accorto ed aggiornato intorno alla scrittura poetica attraverso il tempo e stemperando il bagaglio culturale necessario ad una ricerca che riesca ad avviare il lettore nel coloratissimo ventaglio della parola e del simbolo. Da essa ci piace estrapolare l’incipit.
“La poesia, lo sappiamo, è una forma particolare di comunicazione verbale in cui la lingua usata non è necessariamente diversa da quella della comunicazione quotidiana, eppure l’esito è completamente diverso. Perché le sue parole non sono rivolte a chiarire un concetto, ma a “incarnarlo”, a farlo cioè vivere con tutta la sostanza e la forza dei sentimenti ad esso legati e collegati: paura, amore, incanto e disincanto, odio, sdegno, distacco. Ciò che cambia, insomma, è il ruolo che assumono nel linguaggio poetico le operazioni di selezione e combinazione delle parole. Nella poesia, infatti, queste non hanno più lo scopo di comunicare ordinatamente informazioni e conoscenze, ma di creare soluzioni espressive ricche di valori musicali e ritmici capaci di evocare, anzi di scatenare, sia nel dettaglio sia nelle amplificazioni e sovrapposizioni, tutta una serie di immagini.”
Osservazioni che io condivido in toto, stordito attualmente da una certa maniera caotica di offrire lo sperimentalismo in questi ultimi anni, distruggendo le frasi, smembrando il verso, abbandonando del tutto la metrica, disconoscendo il ritmo della modulazione delle sillabe, proponendo frasi allucinatorie che difficilmente possono essere comprese.
Per ogni scrittore Ruffilli stempera una critica ragionata, precisa e puntuale, prendendo sempre in esame le opere di ciascun poeta, nella scrupolosa ricapitolazione delle produzioni.
Gli autori presenti sono: Elio Filippo Accrocca, Alberto Arbasino, Raffaello Baldini, Nanni Balestrini, Giorgio Bassani, Dario Bellezza, Giovanna Bemporad, Attilio Bertolucci, Carlo Betocchi, Alberto Bevilacqua, Piero Bigongiari, Ignazio Buttitta, Giorgio Caproni, Vincenzo Cardarelli, Bartolo Cattafi, Giovanni Comisso, Sergio Corazzini, Stefano D’Arrigo, Eduardo De Filippo, Libero De Libero, Luciano Erba, Franco Fortini, Alfonso Gatto, Virgilio Giotti, Giovanni Giudici, Alfredo Giuliani, Corrado Govoni, Guido Gozzano, Tonino Guerra, Margherita Guidacci, Francesco Leonetti, Franco Loi, Gian Pietro Lucini, Mario Luzi, Biagio Marin, Filippo Tommaso Marinetti, Eugenio Montale, Elsa Morante, Marino Moretti, Alberto Mario Moriconi, Giacomo Noventa, Ottiero Ottieri, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Alessandro Parronchi, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Albino Pierro, Antonio Porta, Antonia Pozzi, Salvatore Quasimodo, Giovanni Raboni, Clemente Rebora, Amelia Rosselli, Roberto Roversi, Umberto Saba, Edoardo Sanguineti, Camillo Sbarbaro, Franco Scataglini, Rocco Scotellaro, Vittorio Sereni, Leonardo Sinisgalli, Ardengo Soffici, Maria Luisa Spaziani, Giovanni Testori, Giuseppe Ungaretti, Diego Valeri, Giorgio Vigolo, Emilio Villa, Paolo Volponi, Andrea Zanzotto.
Corpo vividamente pulsante la tradizione ha sempre continuità ed evoluzione nella imperitura fede del discorso poetico.
E’ un messaggio, quindi, il lavoro di Ruffilli: un atto di fede nella tradizione, la fiducia, forse anacronistica ma necessaria, nella possibilità che la poesia, anche nell’epoca del Collasso del Simbolico, resti un modo di conoscenza ancora valido. Incanto e disincanto diventano cognizione policromatica e sorgente di nuove energie.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page