sabato 8 marzo 2025

SEGNALAZIONE VOLUMI = LUCIANA GRAVINA


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Luciana Gravina: “Sul confine” – Ed. Robin – 2024 – pag. 130 - € 14,00
La dotta prefazione di Francesco De Piscopo ci prende tenacemente per mano e ci introduce sapientemente nella scrittura e nella ricerca di una poetessa che ha saputo ricamare nell’arco di decenni una tela fittissima di versi che come ella sessa dichiara “è innestata su incroci e incontri con libri, con persone, con luoghi, e sulle vicende esistenziali, di cui la sua scrittura porta traccia.”
Si espande la tessitura delle pagine attraverso gli anni andando all’indietro con le date (dal 2024 al 1979) in un excursus che delicatamente attanaglia e schioda pensieri vaganti tra l’immaginazione e il drappo della filosofia. Esplorazione e palpabilità, incanto e meraviglia, crisi e ritrovamenti, racchiudono la quotidianità che è andata piano piano esaurendosi nello scorrere dei giorni, in tutte quelle ore che la poesia ha cercato di non lasciare sospeso alcun sentimento.
Si alternano versi scanditi nella sillabazione di qualche endecasillabo a versi oltre misura, che rasentano quasi la prosa, ma il tutto sempre nell’avvicendarsi degli abboccamenti o degli avvenimenti, delle sorprese edoniste o di accidenti banali. Stile spinoso, questa della Gravina, per la quale necessita una valida esperienza per la ricerca del vocabolo e della significanza, come “Isole orgiastiche, stupefatte cromie metamorfiche di demoni/ sgomenti. Si muove selvaggio questo colore che annusa le/ note, dissipazione, partitura crepitante contigua al pennello, / residuale l’arpeggio allibito. Sono percorsi infernali, scorticati/ cunicoli, delirio necessario per l’apertura al cielo.”
Lo scorrere a ritroso dei testi conferma il legame con l’eleganza della scrittura, tenace negli intervalli, che affonda all’improvviso nei chiaroscuri dei sensi e delle immagini per raccontarci dei confini che racchiudono nostalgie, o di saldature che fanno rete con i sogni, o di memorie che riaccendono segnali "ectoplasitci", o di sobbalzi che “sono a specchio di brame.”
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ANTONIO SPAGNUOLO

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