sabato 24 gennaio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = MARCO MEZZETTI


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Marco Mezzetti: “A volte ritornano” – Ed. La Gru – 2026 – pag. 128 - € 15,00-
Il sottotitolo “raccolta di haiku ironici all’italiana” smuove immediatamente l’attenzione, e la curiosità diventa anch’essa una manifestazione di interesse culturale e gioviale insieme.
La valanga di componimenti che Marco Mezzetti ci offre manifesta una irrefrenabile spettacolarizzazione dei brevissimi dettati che galleggiano tra immaginazione e plasmabilità del reale.
Gli haiku nascono come forme minime, quasi impalpabili, eppure dentro i loro diciassette suoni si condensa una visione del mondo. Nella tradizione giapponese non sono semplici giochi di stile, ma esercizi di attenzione: uno sguardo che coglie l’attimo, una filosofia del poco che allude al molto. E tuttavia, se osservati con l’occhio della poesia occidentale, gli haiku sembrano quasi una burla: versi cortissimi, niente rime, nessuna solennità metrica. È come se facessero il verso, con estrema serietà, alla gravità della poesia classica. Personalmente io spesso sono agguantato dal dubbio.
Ma – credo - proprio in questa ambiguità sta la loro forza. La struttura dell’haiku somiglia a uno scherzo ben riuscito: è breve, spiazza, arriva subito al punto e poi lascia il lettore sospeso. Ma lo scherzo, come spesso accade, è solo apparente. Dietro l’essenzialità formale si nasconde un pensiero profondo, una filosofia che rifiuta l’enfasi e preferisce l’allusione, il silenzio, la pausa.
“Un musicista/ sventola il suo stipendio. / Batte gran…cassa.” Trasportare l’haiku in italiano e caricarlo di ironia può diventare allora un gesto culturale fertile. L’ironia non svilisce la tradizione, anzi la rende accessibile e vitale. Scrivere haiku ironici significa usare una forma antica per parlare al presente, giocando con le aspettative del lettore: ci si aspetta l’illuminazione zen e invece arriva una risata, che però costringe a pensare. Un sorriso che accarezza l’essenza delle illusioni. È un modo per educare allo sguardo critico, per mostrare che la poesia non è solo monumento, ma anche un breve valzer intelligente.
In questo senso l’haiku ironico è un ponte che tenta di dimostrare che fare cultura non significa appesantire i contenuti, ma saperli rendere vivi, memorabili, persino divertenti. A volte, per dire qualcosa di serio, la forma più efficace è proprio quella che sembra uno scherzo.
“Guerriglia urbana, / risse partenopee, / Spaccanapoli”.
“Due uova a letto/ senza preliminari. / Andiamo al sodo?”
Raccolta dalla scrittura scoppiettante, volume da conservare gelosamente e consultare non soltanto in caso di ipocondria…
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ANTONIO SPAGNUOLO

POESIA = ETTORE FOBO


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"I Maestri dell’oblio"
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“Sempre così avanti nel giorno/
con gli abiti sgualciti, seduti /
a un tavolo illuminato da una lampadina,/
i maestri dell’oblio lavoravano sodo.”
Mark Strand//
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Si può fare quasi tutto quando si è invisibili,
impazzire, tagliare la corda, amoreggiare con le nuvole.
Si può tendere un tranello alle ombre,
si può giocare a scacchi con la Morte,
senza che ella possa darci scacco matto,
e ogni azione può essere improvvisa come un diluvio universale,
dato che nessuno ci vede, non c’è esistenza
né le gravide conseguenze dell’agire.
-
Essere invisibili è essere soli,
mentre il gran mondo fa spallucce di noi e di tutto,
i maestri dell’oblio ci cancellano.
Dopo di noi l’universo.
E prima di noi
ogni nozione di infinito.
-
E non ci sarà più Leopardi
davanti alla collina,
non c’è mai stato.
-
giugno 2012
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"IL TRIONFO DEL SILENZIO"
-
Attenti!
e se qui ci scappasse, mettiamo,
un’ode a ciò che sconquassa
l'ordito mentale dei “si deve”,
signori, ciò sarebbe un’ulteriore aggravante
sull'enorme lista nera delle colpe
listata a lutto fra le mani
di questa puffetta prugna rinsecchita,
la regina dei simboli, guarda un po'.
-
Circola, circola nella notte stonata
il suo bradisismo d'ignota.
Nell'ipnosi dei secoli
è un idolo davvero appariscente,
niente cocktail, soltanto noccioline.
-
Perciò chi assiste al trionfo del silenzio
non ha parole per testimoniarlo.
Poiché il pensiero sì, il pensiero puro,
non procede da Dio ma lo precede.
-
24 agosto 2025
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"A Siloe"*

"a Francisco Javier Garcia."
-
Bonanza marimbera
avanza nella notte.
La luna è un bel gioiello
sulla panza del maranza.
Colui che imbraccia il fucile più grande
compie oggi sedici anni e soffre d’acne .
La mamma gli ha fatto una torta nera
e lo attende alla festa con gli amici.
Peccato che uno sbirro un po’ più grande,
dal suo Kalashnikov intimorito ,
gli abbia scaricato addosso all’ istante
tre pesanti pallettoni di piombo.
Il suo cadavere giace sventrato
qui, sull'asfalto rovente di agosto.
La madre tira giù tutte le tende
adesso per difendersi dal sole.
-
25 novembre 2025
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*Siloe è un quartiere della città colombiana di Cali (N.D.A.)
***
ETTORE FOBO

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


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"Alessia attende Giovanni"
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Cameretta – porto di Alessia
ragazza è lo spazio
e l’attesa lacera di Alessia
l’anima dove già avvenne
l’amore un anno fa.
Attende Alessia uno squillo
un segnale del cuore
una soglia per due dai suoi
passi consumata e sta
infinitamente un’ora di ritardo.
Piange Alessia a sciogliersi
in azzurri rigagnoli il rimmel
e il viso allo specchio
da non frantumare.
Poi un giro di chiave
una porta ad aprirsi
è lui!!! è lui!!! è lui!!!
*
Raffaele Piazza

venerdì 23 gennaio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = GIUSEPPE IULIANO


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Giuseppe Iuliano :"Cinquant'anni di poesia" -- Deltra3edizioni- 2025 - pag. 248 - € 15,00
Ben settantaquattro testimonianze arricchisconto questo ponderoso volume dedicato ai cinquanta anni di impegno poetico di Giuseppe Iuliano. Ottimo operatore culturale ed attivamente dedito alla direzione della elegante rivista "Nuovo meridionalismo", egli presenta la copiosa raccolta di interventi critici rivolti alla sua produzione, pubblicata nell'arco di mezzo secolo.
Poesia la sua che si snoda in una polifonica essenza, tra lo scandaglio del vissuto e gli enigmi del sociale, tra il tremore della sillaba e il desiderio di conoscenza.
Singolare lo scivolo filosofico che impregna le sfumature dei versi e il persistente documento che si rivolge alla sua terra natia. Lo snodo del ritmo è ravvisabile in tutta la sua produzione, tra disincanto e invenzione, tra sentimenti e illusioni, sempre capace di verificare la realtà tra gli elementi naturali che fanno da corpo vivo e la fantasia delle epifanie colorate.
Tra i numerosi autori che firmano questo volume incontriamo, nominandone solo qualcuno, Paolo Saggese, Francesco D'Episcopo, Giuseppe Acocella, Generoso Benigni, Carlo Di Lieto, Luigi Fontanella, Dante Maffia, Gennaro Iannarone, Carlangelo Mauro, Ugo Piscopo, Antonio Spagnuolo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile, Michele Sessa e molti altri.
A.S.

giovedì 22 gennaio 2026

POESIA = LUCREZIA LOMBARDO


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"Colazione alla finestra"
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Un cetriolo col pane al mattino,
la fattoria aveva fallito,
crollava la mezzadria.
Senza casa costruirono due stanze da loro figlia,
tirate su col mattone d’argilla.
Alle quattro nei campi
in cerca del granturco avanzato per i polli,
pannocchie da appendere a un chiodo nella stalla.
Che mondo è questo?
Quali le sue abitudini e i sapori
che i bambini spalancavano al palato nel mattino?
Tutto era terra, impastato di fango,
i piedi toccavano il suolo e il cielo libero
ogni cosa sovrastava di calore
e tingeva persino il misero niente di gioco.
Le vie della città in fondo, laddove fa sempre estate,
il caos di quelle voci
processioni.
Tutto era esposto agli altri:
porte spalancate e cucine che toccano la via,
donne in vestaglia sui marciapiedi,
alla sera un lumicino toccava appena la parete e
tingeva d’oro lo sporco del grasso sui muri.
Non c’erano limiti al senso di reciproca intimità.
Chi nasceva in un giaciglio s’accontentava del poco ricevuto,
finché tu, strepitosa colomba dei miei sogni, dea e ideale,
lasciasti la soglia di quelle albe silenti e rozze
e a piedi percorresti le strade di bosco
che t’avrebbero condotto verso la sapienza di coloro
che pensano con le mani e abitano il cielo scordando la terra.
Eppure, lontani e sconosciuti,
siete intimamente connessi al midollo
di memorie non mie,
memorie che ridono come lucciole di giugno,
loro, le promesse, le fate che abitano il mondo
ancora per poco,
per indicare un cammino perdendosi tra il buio dei rami,
tra fossati di rospi dove spariscono le direzioni.
Oh, le mie lucciole d’estate mi hanno lasciato
e mi hanno ferito, mi hanno illuso
d’essere ancora per loro,
d’essere ancora la porta azzurra che visitavano.
È crollato l’annuncio della natura,
il suo perenne desiderio di vita e fuori
inverni umani e lastre di ghiaccio.
Ricopre la città
la neve,
il camino fuma nelle piccole case,
le tavole raccolgono in un abbraccio dal profumo di patate,
il bianco avanza come necessità di un significato perduto,
come bisogno di un mondo dimenticato
ma non trascorso, che attende.
*
LUCREZIA LOMBARDO
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Poesia tratta dal volume "Il giardino di sabbia" Il Convivio editore 2025
Premio "Ossi di seppia" 2025

mercoledì 21 gennaio 2026

POESIA = GIOVANNA D'AMATO


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"Casa d’altri"
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Non vengono a cercarti
i tuoi fantasmi,
insonni, irriducibili, ghignanti,
qui le ore son lente
e il cuore può battere più quieto,
al passo di altri
la cui pena non sai.
Gli oggetti in casa d’altri sono muti,
nessuno dietro la tenda
che non sia il vento.
L’incubo tace.
Casa d’altri è il guscio intatto
del pulcino ignaro,
è il ventre della madre
che non sai,
dove non c’è domani
e puoi lasciare,
puoi mollare su tutto,
anche la vita, per un momento
come fosse d’altri.
Qui fuori dalla corsa
puoi sostare,
fuori dal tempo ,
dal dolore.
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"L'ombra"
-
L’ombra si allarga mentre il giorno avanza,
l’ ombra che mi accompagna,
e a volte canta
a volte mi accarezza
o mi tormenta,
come una colpa antica
o una vergogna.
-
Ombra affollata,
senza tempo e tanto
da dare ancora a questo tempo un senso,
piccole dita ed ingombranti amori
odor di pioggia entro vagoni morti,
quello che sono
è così poco e umano,
qualcosa che è tra un lascito e un legato.
-
Scrivo per conservare la memoria,
o quello che rimane,
e mi racconto
che la parola possa e con lei l’ombra
continuare a tenere tutto quanto.
* VANNA D'AMATO

martedì 20 gennaio 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANNALISA RODEGHIERO


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Annalisa Rodeghiero: “Opposte verità” – Ed. Mac Comunicazione – 2025 – pag. 92 - € 14,00
Il titolo così esplicito di questa silloge dichiara apertamente il tessuto ricamato che la poetessa cerca di proporre in un alternarsi di liriche adagiate alla tradizione e di prose poetiche ricche di sospensioni salvate dallo sperimentalismo puro.
Il ritmo musicalmente accorto si stempera nelle tre sezioni del volume: D’estasi e paura, Interludio, Rive di vento, nelle quali il filo ininterrotto del “racconto” è sorprendentemente policromatico per quegli adagi che insistono tra metafore e simboli, tra pensiero ed emozione, tra interrogativi e sfioramenti filosofici, tra fulminazioni e conquiste. Ed alcuni passaggi, anche se si presentano con un tono strettamente colloquiale, riescono a mantenere quella scansione musicale che fa del fraseggio una composizione dal verso lungo fuori dalla metrica.
“Smembrarsi, disperdere, sovvertire/ andare senza dire, venire e dire/ l’estasi radiale, trattenendo/ un prodigio di suoni// dentro la stanza un’altra/ stanza ni ampiezza d’intese/ soprassalti interiori dentro/ un tempo inesplorato.”
L’esperienza del quotidiano dilata sussurri che cercano di “sollevare un sipario tra la splendenza tenue di nuvole ossessive” e “la vita che è questo transito dell’anima nel suo continuo farsi dentro il rovescio delle cose”.
L’emozione, sempre intrappolata tra le vertigini delle immaginazioni che incidono sulla parola, si manifesta nel suggestivo crepitio dell’amore, nel sogno che germoglia, nella frantumazione dei gesti, nel ronzio delle assenze, per divenire simbolo e gioiello.
Scrittura piana e scorrevole che attraversa verticalmente la realtà, piccole frammentazioni o impetuosi confronti, desideri inespressi o illusioni clandestine, idonee ad abbracciare una luccicante espressione della personale proiezione.
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ANTONIO SPAGNUOLO