SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO SPAGNUOLO
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Dissolvenze e sussurri: il colore della memoria tra eros, tempo e tragedia
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Di Hossam Barakat
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La raccolta Dissolvenze e sussurri di Antonio Spagnuolo si presenta come un viaggio nell’interiorità umana, dove pittura, amore, memoria, tempo e tragedia si intrecciano in una ricerca poetica ricca di suggestioni. Il titolo racchiude efficacemente il senso dell’opera: le dissolvenze evocano la precarietà delle presenze e il progressivo svanire delle certezze, mentre i sussurri rappresentano le voci della memoria, del desiderio e di tutto ciò che continua a vivere nonostante l’assenza.
Uno degli elementi più caratteristici della raccolta è il dialogo tra parola e immagine. Nei componimenti dedicati ai colori, ai pennelli, alle geometrie e alle superfici pittoriche, la poesia si trasforma in una tela verbale, sulla quale il pensiero assume forme e sfumature. In Bluesky/word, il cobalto, il pervinca, l’indaco e l’oltremare diventano strumenti attraverso cui esplorare l’immaginazione e il mistero della creazione. In Ventagli, invece, la fotografia e la tecnologia contemporanea sollevano una riflessione sulla possibilità di trattenere l’istante e sottrarlo alla dissoluzione del tempo.
Questa ricchezza figurativa costituisce uno dei punti di forza dell’autore, ma rappresenta anche un limite. L’accumulo di metafore, aggettivi e associazioni talvolta rende il discorso oscuro, indebolendo la precisione espressiva. Quando le immagini sono più selezionate e coerenti, la scrittura acquista maggiore intensità; quando si moltiplicano senza una chiara gerarchia, rischiano invece di sovrapporsi.
Accanto alla dimensione artistica emerge il tema dell’eros, vissuto come esperienza insieme sensuale e dolorosa. In Sogno, il contatto con il corpo dell’amata diventa un tentativo di restituire vita a una presenza perduta; in Erosioni, il desiderio si intreccia con il tempo e con le tracce lasciate dalla memoria. Anche Ricerche e Pulviscolo mostrano come il passato continui a esercitare la propria influenza sul presente, trasformando il ricordo in una forza che resiste all’oblio. La sensualità raggiunge i risultati migliori quando si accompagna alla consapevolezza della perdita, mentre in alcuni passaggi la densità metaforica ne attenua la spontaneità.
Il tempo conduce inevitabilmente alla riflessione sulla vecchiaia e sulla morte. In Vecchiaia, la passione non scompare, ma si trasforma in una tenerezza più pacata, capace di trovare significato nelle carezze e nella quotidianità. Tramonto rosso affronta invece il congedo dalla vita attraverso immagini naturali che suggeriscono accettazione e riconciliazione con l’imprevisto. In Tremore del suono, infine, la parola sopravvive come eco fragile, dimostrando che anche ciò che svanisce può lasciare una traccia duratura.
La dimensione esistenziale si approfondisce attraverso il confronto con la morte, il sacro e il silenzio di Dio. In Dies irae, i riferimenti alla mitologia classica si intrecciano con il timore del rifiuto e della fine; in Egli tace, la questione spirituale si trasforma in un’interrogazione sul male, sulla violenza e sull’apparente assenza di una risposta divina. La fede non viene semplicemente negata, ma sottoposta alla prova della sofferenza umana.
Con Gerusalemme, Quattordici anni e le due versioni di Libertà e tragedia, lo sguardo del poeta si apre alla dimensione collettiva. La guerra, l’innocenza violata e il sacrificio per la libertà diventano occasioni per denunciare la disumanizzazione e interrogare il prezzo delle conquiste storiche. In Gerusalemme, il sogno di un bambino che guarda le stelle rappresenta una fragile speranza in mezzo alle macerie. La poesia civile, tuttavia, risulta più incisiva quando si affida a immagini concrete, mentre perde parte della propria forza quando ricorre a formulazioni generiche o eccessivamente dichiarative.
Anche il paesaggio partecipa alla costruzione di questo universo simbolico. In Mare e Monti e Tra dipinti e illusioni di estate, la natura diventa un luogo d’incontro fra sensibilità differenti, mentre in Frontiere il confine assume il significato di una soglia che può separare, ma anche favorire l’intimità. Questi testi mantengono una buona coerenza atmosferica, sebbene alcune immagini risultino meno originali rispetto ai componimenti in cui il paesaggio si lega direttamente a un’esperienza personale.
La riflessione sulla parola trova un momento significativo in Chiusura, dove compare la figura del recensore chiamato a raccontare solitudini, ferite e silenzi. Il testo suggerisce che nessuna interpretazione possa restituire completamente la complessità del dolore. È una conclusione metapoetica interessante, anche se l’accumulo di simboli cupi avrebbe beneficiato di una maggiore essenzialità.
Nel complesso, Dissolvenze e sussurri si distingue per l’ampiezza dei temi, la ricchezza cromatica, l’intensità sensuale e il tentativo di congiungere arte figurativa, esperienza individuale e coscienza civile. La raccolta procede per richiami e costellazioni tematiche più che attraverso uno sviluppo lineare, e proprio questa struttura riflette la natura frammentaria della memoria. Tuttavia, la discontinuità qualitativa, alcune oscurità lessicali e la ripetizione di immagini simili rendono necessaria una selezione più rigorosa.
Antonio Spagnuolo propone una poesia ambiziosa, visionaria e ricca di suggestioni, nella quale la parola tenta di salvare ciò che il tempo consuma. La sua maggiore qualità risiede nella capacità di trasformare colori, corpi e paesaggi in strumenti di esplorazione interiore; il limite principale è una certa sovrabbondanza espressiva, che talvolta oscura le intuizioni più felici.
La raccolta presenta tuttavia una qualità discontinua. La frequente sovrapposizione di metafore, cromatismi e simboli — ombre, fuoco, cenere, frammenti e silenzi — talvolta indebolisce l’incisività dei versi, generando ridondanze e rendendo meno chiaro il nucleo emotivo. In alcuni componimenti, inoltre, la complessità sintattica e le associazioni semantiche poco definite compromettono la fluidità della lettura. L’intensità espressiva, infatti, non dipende dalla quantità delle immagini, ma dalla loro necessità e precisione.
Anche il ritmo e l’organizzazione complessiva potrebbero beneficiare di una revisione. Una maggiore attenzione alle pause, agli enjambement e alla musicalità interna renderebbe più incisivi diversi testi, mentre una disposizione più organica delle poesie favorirebbe il passaggio dalla contemplazione artistica alla dimensione intima, fino alla riflessione civile ed esistenziale.
Il potenziale migliore della raccolta emerge in Gerusalemme, Tramonto rosso, Vecchiaia e Tremore del suono: quattro poesie differenti, accomunate dalla capacità di mantenere una relazione riconoscibile fra immagine, sentimento e significato.
Nel complesso, la raccolta rivela un autore dalla spiccata vocazione simbolica e da un’autentica tensione emotiva. La sua ambizione consiste nel trasformare ogni esperienza in una visione; la sua principale fragilità emerge quando l’abbondanza figurativa prevale sulla chiarezza e sulla misura. È proprio nell’equilibrio tra immaginazione e controllo espressivo che la poesia di Spagnuolo trova le sue prove più convincenti.
In definitiva, Dissolvenze e sussurri ci ricorda che la poesia non può arrestare la scomparsa delle cose, ma può conservarne l’eco. Quando l’immagine si dissolve e la voce si affievolisce, resta la traccia di ciò che abbiamo amato, perduto e cercato di comprendere: una presenza fragile, ma capace di resistere all’oblio.
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HOSSAM BARAKAT








