SEGNALAZIONE VOLUMI = ANDREA BRIOSCHI
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Andrea Brioschi “Fallo di rigore” – Ed. Fallone 2025 – pag. 140 - € 16,00
Spulciando fra le notizie del calcio il fallo di rigore altro non è che una sanzione assegnata quando un calciatore commette un’infrazione punibile con un “calcio di punizione diretto” all’interno della propria area di rigore mentre il pallone è in gioco. Quindi un’improvvisa ed immediata azione di destrezza, senza porre tempo intermedio, tra una mancanza ed un azzardo che lascia il fiato sospeso.
Anche la poesia, tra i lampeggi colorati delle sue sillabe, ha connessioni che trasportano il lettore nelle vibrazioni del lessico per gli umori variabili e magnifici della rivelazione. Uno specchio capace di riflettere momenti policromatici che diventano facilmente appello alla concatenazione.
“La vita possiede/ coscienza del trono d’opera/ in atto lo spirito di essere/ stantio legno nervo venoso/ dall’ureo uretrale di origine, Venere terrestre/ femmina cosmica, sostanza primordiale/ precipitevole liquame addensantesi/ in forra di luce, forza che è bàlia/ del nostro essere in balìa al tempo. / Laggiù sulla sponda sparsa in miseria/ di tenebra stiamo presso l’indomita/ corrente, energetico essere mobile/ inchinatosi all’immobile/ lume etereo di acqua affibrante.”
Affibrante potrebbe essere un neologismo proponente “che dà forza”?
Ci troviamo in effetti innanzi ad una scrittura poetica tutta da decifrare, e per la quale occorre contemporaneamente un’adeguata preparazione verso la sperimentazione che in questi ultimi anni del nuovo secolo cerca affannosamente anzitutto di ridefinire il linguaggio, mettendo in discussione le forme liriche tradizionali e aprendosi a contaminazioni tra generi. Dopo le esperienze del Gruppo 63, la ricerca si è orientata verso una scrittura che intreccia memoria, cronaca e riflessione metalinguistica. Esplorando l’ibridazione tra poesia e narrativa, tra testo e arti visive, anche attraverso i nuovi media digitali, purtroppo secondo me si è perso il ritmo delle sillabe, si è dilatato il verso in pensieri ricorrenti e molto spesso banali. Si vuole superare l’io lirico chiuso, dando voce a soggettività plurali e frammentate. Inoltre, interrogando il rapporto tra parola e realtà, in un contesto segnato da crisi sociali e culturali, la musicalità della scrittura non esiste più e il tocco delle emozioni non riesce a realizzare nuove fulminazioni.
“Senza mezzi termini – scrive Michelangelo Zizzi in prefazione – mi sento di poter affermare che FALLO DI RIGORE è un esempio di poesia metafisica, di poesia cioè che scardinando il quotidiano mira a una connessione verticale, che nell’uccisione dell’ IO mira a una più alta identificazione, che alla somiglianza delle cose precipitate nel mondo dei sensi preferisce la somiglianza con le cose sovrasensibili, pur all’interno di una estetica unitaria.”
Il calcio di rigore di Andrea Brioschi riesce ad andare al di là della retorica proponendo una propria modulazione tra quotidiano e cosmico, tra emersione dalle tenebre e abbandoni adagiati alle “reti vulviche”, tra l’immobilità del timore e il risorgere di una dottrina, tra contaminazioni del sangue e ancestrali sussurri.
Le molteplici espressioni della sua compilazione si adagiano morbidamente e facilmente inducono a penetrare qualche interrogativo che, come sparviero all’orizzonte, stuzzica l’interesse del lettore.
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ANTONIO SPAGNUOLO









