SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO SPAGNUOLO
********************
ANTONIO SPAGNUOLO, Dissolvenze e sussurri, La Valle del Tempo, Napoli, 2025 - pag. 60 - € 14,00
Il tempo e la memoria costituiscono il sotteso filo conduttore dell’ultima raccolta di poesie che Antonio Spagnuolo propone ai lettori. Non è casuale la scelta del titolo che affida, a mio avviso, la dissolvenza allo scorrere inesorabile del tempo, mentre la memoria tiene accesa la fiamma del ricordo che a volte è colmo di rimpianto o di malinconia, altre invece di vita fatta di carne e desiderio nel ricordo della persona amata. Non è un caso che la poesia che apre la raccolta così concluda: «In ogni dissolvenza c’è la traccia / di quella gioia che sorvola fantasie (Bluesky/word)», anche se il poeta è consapevole che solo la realtà virtuale può restituirgli oggi il senso di quella che un tempo era vita. È il piccolo mouse «che tallona ogni linea / incisa nella memoria», mentre il fantasticare fa rivivere frammenti che consentono di «tuffarsi verso fiamme che destano memorie», trasformando «i sussurri in un prodigio / che sconvolge le cose comuni», come si legge in Hardback.
È la stessa dissolvenza che ferma in un ricordo preciso «le misure di un cipiglio / ormai avvolto nelle trasparenze», mentre i pensieri diventano il riflesso confuso di una realtà che ormai non esiste più. «Tutto è precipitato nel racconto / di un alito di vento» dirà il poeta nella poesia Racconto. È il vento che apre ai ricordi e solleva polvere dalla storia intrisa di sangue sulla città di Gerusalemme, dove solo il sogno «di un bimbo che ammira le stelle / e chiede smarrito il silenzio» può costituire un seme che apre alla speranza.
Con i ricordi giunge anche la consapevolezza che la vecchiaia alleggerisce l’urgenza della passione che ormai non brucia più e anche il dolore, che penetrava come spine nel corpo e nell’anima, si attenua «Etereo ma più vero / perché cammina lentamente», come si legge in Vecchiaia. Ed è proprio questo scorrere silenzioso del tempo che trasforma «la carne in memoria» e, al di là dei mutamenti inevitabili del corpo, il desiderio si fa strada e riporta lontano, ad altre età, nonostante l’attesa sia ormai “fuori tempo”. Tutto si scioglie, dice il poeta, in una polvere sottile che cancella i contorni e confonde fantasia e realtà.
Spagnuolo è un poeta che riesce sempre a collegare il proprio personale dolore a quello di questa triste umanità che conosce solo odio e guerre, e, anche se cerca la libertà, il tragico coglie lo sguardo di chi muore, quello di una «fanciulla dagli occhi di sole» che non capisce chi possa avere scagliato la pietra che copre di sangue i suoi capelli. Da qui la domanda accorata che si legge in Egli tace, che è quella dell’uomo che si sente abbandonato da Dio, di cui invano invoca un intervento riparatore che metta fine a tanta crudeltà.
Preparata dalla poesia che ha per titolo Tramonto rosso, una delle più belle della raccolta, «così la vita china il capo, non vinta, / ma riconciliata all’imprevisto», quasi in chiusura torna la voce della donna amata e quello «stupore sfilacciato di ricordi» che vince il silenzio della morte. Poesie come Memoria, Malinconie, Baudelaire, ci riportano l’immagine della donna nella sua bellezza e nella sua vitalità, anche se il poeta deve ammettere che ormai avverte, giorno dopo giorno, «l’incalzare dello sgretolarsi / che consuma inesorabilmente / quel che resta del mio angolo oscuro / per tormenti» (Timori).
Vorrei concludere citando una poesia in cui tutto è racchiuso: il senso della parola che oscilla fra realtà e sogno, un’eco che si infrange nel silenzio e il senso della eterna attesa.
"Tremore del suono"
-
Si disfa la parola, simbolo che sparisce
e poi ritorna
nel margine obliquo del ricordo
come neve sul vetro d’estate.
-
Hai lasciato un frammento, da svelare,
una sillaba spenta che si adatta
tra le ciglia del giorno.
-
Non resta che il suono tra le note
di un’eco ritrosa,
che inciampa nel silenzio
e si fa eternità dubbiosa.
***
(Arezzo, 5 marzo 2026)
*
Fernanda Caprilli








