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Marianna Salerno: “In Italia con Caravaggio” – Giulio Perrone editore – 2026 – pag. 122 - € 15,20
“Attraversiamo le sale della Biblioteca Ambrosiana. Nel silenzio si sente solo il fruscio delle pagine girate dagli studiosi chinati sui volumi. Mio padre è tra loro, immerso tra i documenti della sua nuova ricerca. Questo luogo è stato una delle prime biblioteche aperte al pubblico nel mondo.” Uno dei primi momenti emotivi, riflessi del policromatico viaggio che Marianna Salerno, con agile penna e ricca preparazione culturale, racconta voluttuosamente.
Le sue parole, pagina dopo pagina, sono elegantemente impregnate da un succo, un condimento, che come le spezie rendono le pennellate pastose e appetitose. E’ Caravaggio che si svela ancora una volta!
Un itinerario ricco di sorprese e folgorazioni, atto a riscoprire opere famose che mettono in luce violentemente il vigore, la ricchezza culturale, le capacità creative di un artista fuori dal comune. Il tutto sobriamente ricamato nella narrazione.
Tra le tappe principali raggiunte: Milano e la Lombardia:( le origini e la formazione del giovane Merisi.) Roma: (il fulcro del successo e delle opere romane tra chiese e palazzi storici - come San Luigi dei Francesi o Galleria Borghese-. Napoli: (i soggiorni drammatici e i capolavori dal forte realismo.) Sicilia = Siracusa e Messina: (l'estrema fuga meridionale con le ultime grandi tele.)
Molti gli appunti e le curiosità che vengono ricucite tra pensieri, ricerche, illusioni, spigolature.
“Mia madre mi racconta che una ventina di anni fa, nella Basilica di Santo Stefano Maggiore, è stato ritrovato il certificato di battesimo dell’artista datato 30 settembre 1571. È grazie a questo documento che si è potuto risalire alla sua presunta data di nascita.”
Una sfida alle banalità del quotidiano per riuscire ad immergersi nella ricchezza dei quadri, molti dal fondo scuro e minaccioso, molti rutilanti di lampi colorati che abbagliano.
“Domani proverò a scattare foto senza “filtri”, cercando la verità proprio come faceva quel ragazzo che quattro secoli fa partì da questi stessi marmi del Duomo cambiando la storia dell’arte.”
Con garbo e delicatezza Marianna propone le sue soste, accompagnata amorevolmente da qualche amico, da congiunti, che arricchiscono il percorso compito a piedi, descrivendo minuziosamente luoghi e ambienti, musei e architetture, quadri e bizzarrie.
Non mancano appunti di chiarori improvvisi, come uno sguardo rapido ai vicoli di Napoli: =
“Alzo la testa: file di maglie e pantaloncini colorati sono stesi su corde che passano da un palazzo all’altro. Sembrano bandiere svolazzanti. Più in là, lenzuola bianche ricordano le vele di una nave.
«Perché lo fanno?», chiedo. «Per mancanza di spazio all’interno, ma anche per farli asciugare più velocemente. E poi, diciamolo, è un modo per socializzare con il vicino mentre si stendono i panni»
risponde mia madre, indicandomi due signore affacciate alla finestra.
Osservo quella scena e penso che, in effetti, è il social network più antico del mondo.”
La parola qui nasce dallo stupore che avvolge lo sguardo, in una dilatazione temporale, che proviene dalla meraviglia corrispondente al controcanto di un’attenzione dedicata ai dettagli.
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ANTONIO SPAGNUOLO