SEGNALAZIONE VOLUMI = CIAMMARUCONI & MAGNANTI
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Maria Teresa Ciammaruconi e Ugo Magnanti: “Cuoramore” – Ed Fusia Libri . 2026 – pag. 80 - € 16,00 –
Tiratura di cento copie numerate a mano in elegante veste tipografica, ecco “un’ora di acqua fitness pratica e teoria”, come suggerisce il sottotitolo di questa luminosa raccolta di poesie e di disegni, offerti per una lettura-visione che avvolge in un caleidoscopico rincorrersi di versi e di figure. Di Ugo Magnanti conosciamo già bene il tratto di penna che lo distingue, con ricami di sillabe che scandiscono sempre una musicalità preziosa per ogni composizione.
Di Maria Teresa Ciammaruconi apprezziamo il tratto impresso con genuina incisione, che la distingue per l’ariosa freschezza primaverile di tutte le sue proposte raccolte in questo volume.
Con originale sequenza tutte le poesie vengono abbinate, pagina dopo pagina, con l’indicazione “pratica” e “teoria”, quasi a voler suggerire l’andamento di un allenamento ginnico della mente.
Ad esempio della freschezza poetica la poesia a pagina 14:
“Lo smalto urge lo smalto per coprire il nero
o l’unghia
che con gli anni diventa gibbosa
s’incurva a s’incarna come a dire sono stufa
di continuare a crescere per poi essere tranciata,
lo smalto fa ridere i piedi
un ghigno un po' triste per quelli invecchiati un petalo
sull’alluce della ragazza dritta sulle punte
a prendersi l’acqua sulla faccia
dove il getto è più forte e le palpebre
si stingono di segreti racchiusi
segreti a lei stessa che non vuole vedere
la prima ruga lasciata dall’ultimo ammore
proprio là dove la bocca si arrotonda a cuore.”
Costruisce una riflessione sul corpo che invecchia attraverso un’immagine quotidiana e apparentemente marginale: lo smalto sulle unghie dei piedi. Quel “coprire il nero” iniziale suggerisce subito il tentativo di mascherare non solo un difetto fisico, ma il segno oscuro del tempo, della stanchezza, forse anche di una sofferenza interiore. L’unghia “gibbosa” e incarnita diventa quasi un organismo autonomo, stanco di crescere “per poi essere tranciata”.
Lo smalto, però, introduce anche una dimensione ironica e fragile. “Fa ridere i piedi”, ma è “un ghigno un po’ triste”: la cura estetica non elimina la coscienza dell’età, tenta soltanto di addolcirla. La poesia allora si sposta verso la figura della ragazza “dritta sulle punte”, colta sotto il getto d’acqua più forte, quasi in un gesto di purificazione o di resistenza. In lei convivono giovinezza e inconsapevolezza: le palpebre “si stingono di segreti”, segreti che la ragazza stessa non vuole affrontare. Il testo suggerisce così il momento delicato in cui il corpo comincia a registrare le prime ferite del tempo e dell’amore.
L’ultimo verso concentra il senso della poesia: “la prima ruga lasciata dall’ultimo ammore” traccia concreta dell’esperienza sentimentale. La bocca “si arrotonda a cuore”, ma il cuore qui non è soltanto simbolo romantico: è il luogo dove eros, memoria e perdita si incidono sul volto.
La lingua alterna crudezza e delicatezza, con immagini che ricordano certa poesia contemporanea attenta alla fisicità e al deterioramento del corpo. Molto efficace è il contrasto tra l’estetica dello smalto e la verità organica dell’invecchiamento: da questo attrito nasce una poesia intensa, malinconica e profondamente umana.
Tutti i disegni hanno il tocco della sobrietà, della semplicità, della vivacità, della gioia, per il tratto sicuro del segno e la scelta accorta dei colori.
ANTONIO SPAGNUOLO








