POESIA = COSIMO RODIA
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"Il tempo"
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È il tempo l’ametista tra le dita, cara Emily
concesso nello spazio breve
per sogni, conoscenze e amori.
Denaro, intrighi, potere sono gioielli di falsari.
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Il tempo che scorre tra le dita
come sabbia del deserto
quel tempo di fame insaziabile nel labirinto
quel tempo che al risveglio diventa memoria e nostalgia
è il tuo ricordo d’ametista che rimane
a noi nel vivere, lasciando infine
una carezza nel tramonto.
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Il resto non è che refolo senza tracce.
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COSIMO RODIA
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Una nota di Daniele Giancane.
“L’ordito del tempo” e la poesia ‘totale’ di Cosimo Rodia
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Le mappe della poesia - anche quelle regionali - vanno costantemente aggiornate e riviste, sia perché emergono nuovi autori degni di nota sia perché si mette maggiormente a fuoco l’itinerario di un poeta, magari considerato sino ad allora un ‘minore’. Credo sia il caso di Cosimo Rodia, che dobbiamo cominciare a considerare una voce potente della poesia pugliese, accanto ad Angiuli, Trisolino, Curci, Augieri ed altri ancora; si veda ad esempio la sua antologia: L’ordito del tempo – Trent’anni di poesia di Cosimo Rodia (1994-2024), edizioni Milella.
Occorrerà anzitutto chiarire che Rodia - più che un semplice poeta - è un intellettuale a tutto tondo, che naviga sapientemente tra vari orizzonti, dalla poesia vera e propria alla narrativa (in specie per ragazzi), dalla saggistica al folklore, mai dimenticando che l’intellettuale ‘militante’ deve impegnarsi all’interno della società, organizzando, inventando, aprendo spazi, provocando dibattiti, curando antologie. È chiaro a Rodia - come a pochi altri intellettuali pugliesi - che lo studioso vecchio stampo, che vive la sua vita solo all’interno del suo studiolo, non ha più spazio nel nostro tempo.
V’è da dire che Cosimo Rodia è un intellettuale ‘totale’ in molti altri sensi, anche in quello di guardare al futuro mai dimenticando le sue radici contadine: la sua poesia (come molti suoi racconti per ragazzi e molte sue raccolte di fiabe del suo territorio) è rivolta al ‘presente’, ma anche ad un futuro sperato e ad un passato inestinguibile: c’è tutto il Sud, nella poesia di Rodia, un Sud riguardato con nostalgia e lirismo, pur senza ergerlo a una sorta di paradiso terrestre.
Ma il Nostro è un Autore da prendere con le molle e con competenza critica, perché, senza apparire troppo, porta avanti una sorta di rivoluzione semantico-linguistica: alieno dalla poesia sperimentale o troppo ermetica, Rodia si esprime con un linguaggio di ‘apparente’ semplicità - poiché si tratta di semplicità come punto d’arrivo di una lunga ricerca (non è la semplicità di chi non ha altri linguaggi a sua disposizione). Questo perché l’Autore ‘cerca’ il lettore, la condivisione, la trasmissione delle emozioni. L’Autore tende a coinvolgere il lettore nel ‘suo’ mondo e deve perciò usare (con questa finalità che possiamo definire ‘popolare’) una lingua immediatamente leggibile.
Leggere i testi poetici di Rodia è abbastanza facile – per un lettore ‘medio’, il che li rende fruibili anche dai giovani e dal mondo della scuola in generale. Operazione importante perché la lettura della poesia è sovente lontana dal mondo dei giovani (ma anche dal lettore medio) e invece questo modo di usare la ‘parola’ intensa e vibratile ma comprensibile riconcilia con l’idea della poesia come gesto umano, come messaggio e direi persino come ‘valorialità’. La poesia – in questo modo - può ridiventare ‘necessaria’, oggetto di riflessione esistenziale, viaggio all’interno di sé e del mondo.br />< Rodia è autore ‘totale’ anche perché (a parte questa rivoluzione del linguaggio) affronta tutti i temi dell’esistenza umana. Si potrebbe pensare che un poeta del genere sia rannicchiato in se stesso e nei suoi rovelli interiori: non è così, qui siamo davanti ad un poeta anche ‘sociale’, il che è davvero raro negli autori dei nostri anni. Scrivere poesia sociale è difficile, si corre il formidabile rischio di cedere alla retorica o all’ideologia e perciò molti poeti se ne tengono alla larga: Cosimo Rodia riesce invece ad intraprendere anche questo itinerario con una capacità rara: intravedere non l’ideologia o la retorica, ma la sofferenza del mondo. E perciò diventa anche una poesia di ‘impegno’, che tende a scuotere le coscienze.
Rodia è poeta totale anche per la dialettica fantasia/realismo. È assai difficile poter scorporare l’una dall’altro, perché alcune opere sono evidentemente fantastiche (non solo molte fiabe della tradizione, ma diversi testi ‘onirici’, in cui il sogno dell’infanzia e della civiltà contadina prende il sopravvento; non solo: a volte emerge anche una vena utopica rivolta ad un mondo migliore), altre sono fortemente realistiche, di ‘specchio’ dei nostri tempi difficili e spesso cruenti.
Siamo di fronte - in sostanza - a una poesia di grande spessore, che meritava una prima ‘sistemazione’ critica dopo un trentennio di impegno, di lavoro, di scavo nella parola.
Nel leggere L’ordito del tempo il lettore sarà portato per mano in un viaggio dell’anima attraverso se stesso, il mondo, i grandi interrogativi umani, sempre con una ‘leggerezza’ che è il segno distintivo di questa scrittura poetica.
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