lunedì 29 giugno 2026

POESIA = ALFONSO LENTINI

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"SENZA LE CARTE ADATTE"
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"I"
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emergi dal barcone e a chi ti accoglie
concedi infreddolita
un sorriso sbandato, la tua mano
perde sangue, sei viva,
parli piano:
non cercato, voluto,
ho soltanto lasciato
che l’esistenza mi scorresse addosso
con l’acqua della doccia
che lava la salsedine e la sabbia,
niente rabbia o rancore
-
eppure quattro figlie
modellate dal nulla
ho donato al pianeta,
ho abitato sei case,
le ho lasciate pulite
dopo averle svuotate
di tutto
-
abitavo gli alberghi
se suonavo ai concerti
o alle feste da ballo
e la notte veniva
a trovarmi un amore
sempre nuovo e mordace
rapace
-
però un giorno è arrivata la sberla,
perché l’esistenza è fuggire,
inseguire sparire
ricomparire là
dove non ti si aspetta,
perché la vita è gatta,
una merla
che cova la luna
****
"II"
-
era una data dubbia, una di quelle
certo mai registrata
nei quaderni di scuola o nei regesti
-
la tua cella volante ti portava
a sfiorare dall’alto Dolomiti
dai ghiacci accoltellata
da grida in verticale
senza le carte adatte
varcavi a quattro zampe
i confini degli orti, dei pianeti
-
timbravi passaporti
palesemente finti
strisciavi, arrampicavi
le rampe di scale ossidate,
non contenta tranciavi
le reti metalliche, i fili
spinati, superavi
la bordura agguerrita,
i cespugli di cardo e cento dita
***
"III"
-
ti ho vista, eri delfina, che sterzavi
ed uscivi di strada
-
vento e spada
amputavano netti i tuoi passi
le scarpe da montagna insufficienti,
denti stretti, fischiavi
la cantica sbagliata
fatta a pezzi
fra camicie di gelo
e legacci di jazz
****
"IV"
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di mezzelune tinta, coronata
di spine, hai reciso
il collare che ti legava al mare
sei sconnessa, approdata
al cortile di sassi, ai tralicci
dell’alta tensione
****
"V"
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di notte nei bagni del treno
ti infrattavi sfrontata
raccontavi savane, carezzavi la neve
e quel gerundio appeso al reggiseno
era un sollievo breve
-
ALFONSO LENTINI
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Alfonso Lentini è nato a Favara (AG) nel 1951. Laureato in filosofia, si è formato nel clima delle neoavanguardie siciliane del secondo Novecento. Dalla fine degli anni Settanta vive a Belluno.
La sua attività spazia dalle arti visive alla scrittura.
La sua prima personale risale al 1976.
Nelle sue mostre e installazioni propone “poesie oggettuali”, scritture verbo-visive e asemiche, libri oggetto, libri d’artista e in generale opere basate sulla valorizzazione della parola nella sua dimensione materiale e gestuale. Fra i suoi libri: Noi siamo i lupopesci (collana glossa curata da Carlo Sperduti, pièdimosca 2023), Le professoresse meccaniche (Graphofeel, 2019), Tre lune in attesa (Formebrevi 2018), Illegali vene (prefazione di Eugenio Lucrezi, Eureka Edizioni 2015), Luminosa signora (postfazione di Antonio Pane, Pagliai 2011), Cento madri (vincitore del premio “Città di Forlì”, postfazione di Paolo Ruffilli, Foschi 2009) Suoi lavori visivi, racconti e poesie sono usciti a tiratura limitata con esoeditori come Pulcinoelefante, Fuocofuochino, Babbomorto, minima/poesia, in riviste d’assemblaggio come BAU o ASEMICA, o in edizione autoprodotta in forma di libri d’artista.
Con saggi e recensioni si è occupato di scrittori e artisti “irregolari” come Angelo Maria Ripellino, Antonio Pizzuto, Dino Buzzati, Filippo Bentivegna. Ha collaborato e collabora con riviste fra cui Anterem, Ballyhoo - Quotidiano dei Poeti, Colophon di Egidio Fiorin, Il Grandevetro, L’immaginazione, L’Indice, Nuova Tèchne, Quaderni del Collage de ‘Pataphisique, Stilos, Terra del Fuoco, Testuale, Zeta e, in rete, Bac Bac, La morte per acqua, La Recherche, Le reti di Dedalus, Mirkal, Mr Dedalus, multiperso, Niederngasse, Poème de Terre, Utopie del desiderio, Utsanga. È uno dei principali autori del quotidiano di scritture online Il cucchiaio nell’orecchio, fondato nel 2017 da Francesco Gambaro e attualmente diretto da Gaetano Altopiano.
“Senza le carte adatte” è una suite composta intorno al 2020--

POETI DA RICORDARE = GILBERTO FINZI

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GILBERTO FINZI (1927 - 2014) = Dal volume "Tre formule del desiderio" 1981

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


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"Alessia a Salisburgo"
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Poi in quel treno veloce
nelle cose dell’Austria,
con sinfonia di Mozart
nell’anima e nel corpo
(l’ha sentita con le cuffiette
al bar della stazione),
in quell’immedesimarsi stellante
con la pagina delle Affinità
elettive, nel chiedersi il seguito
e se sia uguale a Giovanni,
in quel vento fino al Teatro
delle Marionette o alla
Grande Sala del Festival
di Pasqua ad ascoltare un mito
vivente (Herbert von Karajan)
al concerto per la
vita, fino ai Giochi d’Acqua
della gita o escursione
nel tornare al primo
innamoramento dell’adolescenza
-
contro un tetto di cielo
da sfondare con mano affilate
e con il violino e l’archetto
che restano intatti,
melodie nelle vene di un amore
con Giovanni nella fine pensione:
m’ama, non m’ama
m’ama ad interanimarsi
con fondale oceanico delle cose
e della vita musicale
-
tesse nel chiaroscuro lunare
un filo di luce a farsi alba
nel silenzio gioia.
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Raffaele Piazza

venerdì 26 giugno 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = EUGENIO LORENZINI


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Eugenio Lorenzini: “Progetto liberty” – Ed. Genesi 2026 – pag. 288 - € 18,00
Per gustare a pieno la lettura di questo corposo poema è bene soffermarsi su quanto Sandro Gros Pietro scrive in quarta di copertina: “A metà strada tra l’interpretazione poetica e la descrizione narrativa, Progetto liberty è una gloriosa celebrazione dell’epopea americana della seconda Guerra Mondiale che sancisce in modo inequivocabile la conquista del primato planetario da parte degli Stati Uniti d’America. L’opera si divide in due parti distinte, ma strettamente collegate.
Nella prima parte giganteggiano le figure di Winston Churchill, Emory Land, Cyril Thompson, Henry Kaiser: si tratta di una celebrazione del gigantesco sforzo industriale con cui gli Stati Uniti d’America costruiranno migliaia di navi per sostenere le democrazie occidentali in guerra contra il neo fascismo….Nella seconda parte sono le donne a divenire le autentiche divinità terrene su cui si costruirà la folgorante bellezza e vittoria degli Stati Uniti contro il fascismo. Le donne lavorano al posto degli uomini chiamati al fronte…”
Un canto ininterrotto, dalla formula letteraria egregiamente plasmata da un linguaggio corsivo, precisamente cesellato nelle armonie del verso, che non mantiene una ricercata metrica, ed irrompe in un ritmo cadenzato dallo scorrere rapido delle sillabe.
Il racconto si scioglie armoniosamente in pagine a volte cadenzate dagli endecasillabi, a volte sospese al verso lungo, il quale maggiormente si addice alla realtà ed al sogno che guizzano colorati nella memoria degli avvenimenti tracciati.
Scrittura scorrevole e determinata, ricamata dal caleidoscopico fervore di chi desidera rappresentare nel canto le traiettorie degli accadimenti che hanno segnato la storia del secolo scorso.
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ANTONIO SPAGNUOLO

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO CROCE

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Antonio Croce: “Neapulitan song…s” – Ed. La valle del tempo 2026 – pag. 106 - € 16,00
Originalissima antologia dedicata alla canzone napoletana (viaggio canoro nell’universo musicale napoletano dalle origini ai giorni nostri- Volume I – 1500-1900) stemperata con raffinatezza attraverso i meravigliosi testi cantati, per le melodie del mare e del sole, dal popolo più perspicace del mondo.
La musica ha sempre affascinato tutti i popoli, per quella innata passione che cattura attenzione e spirito nel ritmo talvolta gioioso, talvolta mite, di adagi che rendono infocata ogni sensazione, tra memorie e illusioni, allegrie e tristezze, desideri e palpeggi. Ma la canzone napoletana è l’unica da sempre ad essere universale.
Qui si offre un album prezioso, dalle villanelle del cinquecento, alle tarantelle del seicento, dal barocco di un secolo agli spartiti allegri e ballabili più vicini ai nostri tempi, dalle impreviste battute del policromatico ondeggiare del mare alle languide carezze di spasimanti affannati. Ad arricchire questa raccolta ecco le ottime interpretazioni pittoriche di Marina Borsa, che con le sue impeccabili illustrazioni grafiche commenta, e col suo intelligente giovanile impulso, pagina dopo pagina le varie sfumature dei brani scelti.
Un vero e proprio prezioso catalogo, dolce e dirompente, nelle orecchiabili interpretazioni dei risvegli emotivi, nati dal ritmo incandescente della napoletanità.
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ANTONIO SPAGNUOLO

mercoledì 24 giugno 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANTONIO SPAGNUOLO


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Antonio Spagnuolo: "Dissolvenze e sussurri" - Ed. La Valle del tempo, Napoli, 2025. pag. 60 - € 14,00
Figura sapienzale e d'amore abbiamo già avuto modo di definire quella del Professor Spagnuolo, per autorevolezza autoriale e di vita certo, nella appassionata acclamazione di una gioia cui la parola, per quanto può, espande e riverbera. Non si tiene infatti, non può nella direzione dei suoi quasi cent'anni, iscrivendosi nel novero di quei grandi vecchi del dire poetico che hanno nell'ultima fase di Yeats il grande maestro. Ecco ancora in quest'ultima raccolta di quasi cinquanta testi, pur nello sgretolarsi incalzare dell'inesorabile, l'aprirsi nella lotta di quel piccolo satellite del cuore (curioso richiamo a chi scrive all'intonazione di Lou Reeed) gemma di un'eredità a lasciarsi qui per chi resta, e di affidamento, pronuncia all'altrove che già la sigilla. L'inconscio, ancora, allora a smontare e ridefinire figure di sé e degli altri nel caleidoscopio di affinità oltre le forme, oltre il ventaglio di una idealità rimossa giacché a restare tra le fenditure di fotogrammi universali non è che la carne nel suo frammento di carezza e palmo a imbaciare quello spirito altrimenti perso.
"Una tenera misura cerca le stelle" è scritto in uno dei versi iniziali, verso (intensissimo nella sua cristallina trasparenza) in cui a nostro dire è tutto il commosso motivo di una poetica che testo dopo testo tra garbugli di colori e pitture di incontri come da tela (ora addirittura barocca ora quasi alla Pollock) finisce col dare all'uomo dignità di lampeggi, di piccoli segnali a evocarsi, a ricordarsi nel buio delle incrostazioni e dei silenzi. Questo il dono senza oblio, questa la danza di ciò che resta del sogno- forse sogno compiuto:" Le semplici carezze più volte/ sanno fondo di bosco". Germogliare di codici nel riconoscimento del mondo, è infine questo per Spagnuolo l'amore. Lasciando allora spazio al lettore per le sue risonanze andiamo a chiudere proponendo questo testo, che utilizza l'immagine del tramonto come metafora del compimento dell'esistenza. Il rosso del cielo richiama il sangue e il lento spegnersi della vita, mentre il sole che si ritira oltre l'orizzonte suggerisce l'avvicinarsi del limite ultimo. I ricordi, evocati dalle nuvole e dalle foglie scarlatte, scorrono come antichi pensieri che il tempo trascina via. Tuttavia, il testo non esprime disperazione: la vita «china il capo, non vinta», raggiungendo una serena riconciliazione con il destino. Il tramonto diventa così il simbolo di una bellezza estrema e consapevole, che accetta il proprio spegnersi con dignità.
L'eleganza delle immagini e la coerenza simbolica attraversano tutto il testo.
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"Tramonto rosso"
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L’ultima fiamma è rosso sangue,
come un respiro che si spegne
sull’orlo levigato dei silenzi.
Il sole, ormai stremato,
si ritira dietro le ciglia dell’orizzonte intatto,
e l’ombra allunga le sue dita
sui campi, sulle case, sui volti arroventati.
È il tempo in cui più dolce è il peso
degli anni rubati clandestinamente al cuore,
quando ogni battito ora ricorda
che la fine è sull’orlo del non ritorno.
Le nuvole, le foglie in abiti scarlatti,
sfilano come vecchissimi pensieri,
e il vento porta via con sé
sussurri di giorni perduti tra il nonnulla.
Così la vita china il capo, non vinta,
ma riconciliata all’imprevisto,
abbracciando l’attimo nel quale eterno
tutto tace, e tutto resta impietrito nel miraggio.
Nel tramonto ogni sera si riscrive
la poesia dell’ultima ora
una bellezza che non implora,
ma si spegne, fiera, nel fuoco.
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GIAN PIERO STEFANONI

martedì 23 giugno 2026

RIVISTA = KENAVO'

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E' in distribuzione il numero 82 / maggio 2026 della elegante e sobria rivista "Kenavò", edita, concepita e diretta da Fausta Genziana Le Piane.
Firmano questo fascicolo: Plinio Perilli, Fausta Genziana Le Piane, Clara Di Stefano, Francesco Liberti, Anna Manna, Antonio Spagnuolo, Carlo Di LIeto, Maria Rita Magnante, Aurelia Rosa Iurilli, Damiano Ricca, Roberto Casati, Enrico Finocchiaro, Paolo Ruffilli, Alessandro Montagna, Christina Rossetti, Paolo Carlucci, Elisabetta Tassi. L'inserto, sempre curato da Fausta Genziana Le Piane è dedicato questa volta ad Andrea Chénier. Molto ricco "Lo scaffale verde" nell'indicare nuove pubblicazioni di volumi.
Per contatti: faustagenzianalepiane@virgilio.it
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