venerdì 5 giugno 2026

SEGNALAZIONE VOLUMI = RITA PACILIO

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“La prima parola” di Rita Pacilio (Di Felice Edizioni, 2025 pp. 64 € 10.00) è una dichiarazione biblica di principio, immersa nel profondo significato teologico e simbolico di una poetica che contiene già in sé, in nuce, il valore e la direzione di una dedizione spontanea e sensibile. Rita Pacilio conferma il primato della parola, come azione creativa rivolta alla manifestazione di un atto d'amore e di comprensione verso qualcosa che supera la misura ordinaria del tempo e della vita, oltre la nostra esistenza e il nostro orizzonte. La ricerca filologica ed esegetica di Rita Pacilio estende l'espressione di una funzione della scrittura a sostegno di una rivelazione spirituale e razionale, agisce sulla relazione caritatevole con la memoria e interpreta una esperienza compiuta e matura, approfondita in una forma stilistica originale e omogenea. L’opera poetica infatti si svolge in un unico componimento, originario e primordiale, realizzato con una prospettiva emblematica sull'osservazione sapiente e sacra della realtà e dell'uomo, in cui la fonte celebrativa del linguaggio è lo strumento demiurgo, dà forma alla materia, ne plasma il contenuto, dichiara la prima parola come segno di confessione interiore e preghiera. Rita Pacilio consegna al lettore la sua armonia evangelizzatrice, distende l'ordine ciclico dei versi, a testimonianza di un itinerario esistenziale, filosofico e religioso verso la contemplazione e l'accettazione suprema della vita, analizzata scrupolosamente nella fedele ed empatica direzione di una sintonia di ricordi, attraverso la fragilità della natura umana e il sentimento pulsante delle aspettative. Alimenta la speranza e il desiderio, mantenendo viva la capacità di consacrare, alla radice romantica e lirica di ogni presenza viva, complice del suo cammino, l'invocazione a una sublime energia divina, in grado di assegnare il sostegno, il discernimento di ogni percezione antica e liturgica, idealizzata nel contesto presente, di riconoscere, nella caducità, la consapevolezza, nell'essenzialità l'intensità di una fermezza morale. “La prima parola” pronuncia la saggezza di una dimensione trascendente, sedimentata in un solido e premuroso riferimento della biografia degli affetti, ancorata in un impercettibile e mistico esercizio ascetico dove l'approccio teologico sostiene il dono di una presenza dilatata, ideale, aperta alla misericordia. Rita Pacilio espone la sua riflessione ermeneutica intorno alla disposizione generosa verso l'altro, riflesso dell'amore di Dio, alla grazia del bene che trasforma il cuore e si mostra nella benevolenza quotidiana. La potenza ipnotica del libro seduce l'attenzione alla lettura, affascina il richiamo ieratico di una solenne, ispirata comunicazione con la volontà di affermare l'importanza e l'eredità dei vincoli familiari e ristabilire dal passaggio inevitabile del dolore la consolazione e la letizia dell'anima. Rita Pacilio rende la fede nella dignità umana, rischiara il buio delle coscienze, ricompone l'incrinatura delle sconfitte. Risana la luce e la verità della salvezza, attraversa la finalità docile e accogliente della compassione, si fa lingua dell'innocenza in un mondo dominato dalla malvagità. In un rituale che esplora il mistero della vita, il respiro di “La prima parola” avvolge la continuità di un verbo assoluto, tradotto nel luogo delle evocazioni emotive, nella terra e dentro di noi, come rappresentazione della nostra origine.
Un ponte invisibile tra l'ascolto e l'umiltà di ogni parola pronunciata in limine di un'offerta introspettiva.
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Rita Bompadre -
Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/
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Un testo scelto-
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L’intenzione è mettersi sottosopra
avventurarsi nel fiato
gradualmente
in un chiarore alto sull’autunno
se i giorni si assomigliano
ostinati
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quel lucore lungo è un mare ovale
tracce impazzite di libertà spianate
sopra, sotto, nel posto più comune
sulla stessa onda corpo, senza corpo.
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La prima parola possiede la vita,
una pietra nera è la rotta che avanza
voce aperta sul punto esatto
aderenza.
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Si muove così la storia, una mano
per volta o un pugno caduto
come una carestia sul cuore.
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Costruire ponti che coprono
il mondo
spalancarsi balconi nell’aria
gettarci così lontano
dalla voragine meridiana
grido puro.
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Ogni nome si attacca alle cose
alle persone
siamo la firma unita
al carteggio di una storia
d’amore
-
diventiamo orme e profezie:
il movimento del divenire
transizione, sperimentazione.
Obbedienza.
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Cresce
la lacrima, le isole,
i promontori
la luce magnifica e il fiore.
È il vento che cuce l’erba nella terra
quando la speranza resiste.
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SEGNALAZIONE VOLUMI = LAURA RUSSO

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Laura Russo: “Oltre” ed. Youkanprint 2025 – pag. 134 - € 15,00
Una ricca silloge di poesie, che offre nella seconda parte del volume una scelta di racconti che aprono a pensieri lampeggianti e ricordi fecondi, tra personaggi velocemente stilati, pronti al viaggio o piegati da tensioni emotive.
La poesia si stende in una scrittura pulita ed elegantemente cesellata.
Spesso si sviluppa come un intenso esercizio della memoria sentimentale, ma con una particolarità affascinante: il soggetto lirico non desidera semplicemente rivivere il passato, bensì cancellarlo per poter ricominciare da capo l'esperienza dell'amore. L'incipit di una composizione segnalata a caso, “Vorrei vederti per la prima volta”, introduce immediatamente il tema centrale del componimento: il desiderio di recuperare la freschezza originaria dell'incontro amoroso, liberandolo dal peso delle vicende vissute e delle inevitabili ferite accumulate nel tempo.
I versi procedono attraverso una sequenza di immagini semplici e quotidiane che ricostruiscono le tappe dell'innamoramento: uno sguardo casuale in strada, il desiderio di avvicinarsi, l'ascolto della voce, l'emozione dei primi sguardi, fino al contatto fisico rappresentato dalla pelle bagnata e dal bacio “al sapor di sale”. Tutto è immerso in una dimensione di innocenza e scoperta, dove ogni gesto assume il valore di un evento irripetibile. La ripetizione dell'avverbio “prima” e delle sensazioni legate al primo incontro conferisce al testo un andamento circolare, quasi ossessivo, come se il poeta cercasse di fermare il tempo nel momento più puro della relazione.
Particolarmente significativa è la svolta centrale di questa poesia, quando il tono nostalgico si trasforma in una vera confessione: “Vorrei conoscerti adesso, cancellare il passato, gli errori, le urla, i pianti...”. Qui emerge il contrasto tra il sogno e la realtà. L'amore evocato non è quello idealizzato di due persone che non si sono mai ferite, ma quello di una coppia che ha attraversato incomprensioni, sofferenze e delusioni. Il desiderio di dimenticare non nasce dunque da superficialità, bensì dalla volontà di salvare ciò che rimane autentico del sentimento originario.
L'ultimo verso rappresenta il punto più toccante del componimento. Dopo aver immaginato di non conoscere neppure il nome dell'amata, il poeta la saluta come una perfetta sconosciuta: “Piacere Laura, e tu?”. In questa domanda apparentemente semplice si racchiude tutta la malinconia del testo. È una domanda impossibile, perché rivolta a una persona già conosciuta profondamente; eppure proprio questa impossibilità rende più intensa la tensione emotiva della poesia. Il sogno di un nuovo inizio diventa metafora della speranza che l'amore possa continuamente rigenerarsi.
La scrittura di Laura Russo sembra distinguersi per il linguaggio diretto, colloquiale e immediatamente comunicativo. L'assenza di artifici retorici complessi favorisce una lettura emotivamente coinvolgente, nella quale prevale la sincerità del sentimento. La struttura è costruita su una successione di desideri introdotti da verbi all'infinito, che conferiscono al testo un ritmo dolce e meditativo. I temi molteplici: dal ritorno alle origini all'amore è affrontato con sensibilità contemporanea, il ricordo che affascina o l’ansia di una illusione, dal buio che circonda il volto e incide sul sorriso, trasformano il ricordo in un'utopia affettiva: quella di poter amare ancora la stessa persona come fosse il primo giorno. Ne nasce una lirica delicata e malinconica, capace di parlare con immediatezza a chiunque abbia sperimentato il desiderio di ricominciare una storia senza il peso delle sue ferite.
Da segnalare nel corpo della silloge alcune poesie tentate in vernacolo napoletano e presentate con testo in lingua-
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ANTONIO SPAGNUOLO

giovedì 4 giugno 2026

POESIA = EDVIGE GIOIA

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"Il tuo ricordo"
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Emerge il tuo ricordo
dal buio in cui sono.
Era l’ora felice dell’assalto
e del bacio,
l’ora dello stupore
che splendeva nel buio come faro.
Era la sete e la fame e tu pasto
appagante che mi saziava e ridava vigore.
Ah, i denti famelici, le membra accaldate
i corpi intrecciati, e la tenerezza,
lieve come sussurro
lieve come acqua e farina.
Era il tempo dell’amore
era Eros e disperazione.
Ora sorgono fredde le stelle
migrano uccelli neri
solo ombra mi rimane nelle mani.
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"Eternità"
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Un tempo le nostre estati
duravano un’eternità.
Vagavamo in giornate di sole senza fine
vivevamo intensamente
senza paura dell’arrivo della sera.
-
Cosa ne è stato della nostra eternità?
Il nostro giorno si è fatto troppo breve
ci agitiamo convulsi
nella nostra quotidianità frenetica
cercando di riempire fittamente il tempo
per non sprecarlo.
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Ma ancora cadono gocce senza tempo
quando il sole cala in silenzio
sul mare, sui solitari fili d’erba
e tutto il nostro correre, agitarsi
ci appare un gioco, una vuota forma.
Allora ricordiamo che dobbiamo
ardere intensamente ogni giorno
abbandonarci alla vita
e dimenticare il tempo.
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"Il tuo corpo"
-
Il tuo corpo amore scrive parole nell’aria
ogni volta che si muove
disegna traiettorie con lo sguardo
inventa storie, formula sogni
-
Il tuo corpo muove altri corpi
è fatto di desideri, ha memoria,
si trasforma continuamente
non si assenta, non mente
-
Il tuo corpo assorbe ogni carezza
sente ogni colpo, aspetta tenerezza
ogni giorno rifiorisce
sotto lo sguardo del nostro amore.
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EDVIGE GIOIA

martedì 2 giugno 2026

MEMENTO = PLINIO PERILLI

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"La luna del poeta"

La luna diventa gentile
se scrivi con grazia il suo nome
per l’amore che manca alle labbra,
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e sorride di come è più bella la notte
se un poeta la guarda
e non spegne la luce.
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Emma Pretti
-
In onore e ricordo di Plinio Perilli

domenica 31 maggio 2026

POETI DA RICORDARE = PLINIO PERILLI

PLINIO PERILLI (1955-2026) - dal volume "Museo dell'uomo"--2020-

POESIA = ALFREDO SANTANIELLO

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"Faro"
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Nel qui ed ora, dopo i deserti
e dopo l’abisso, verso il monte
ritrovai me stesso.
E ciò che sei, quello avrai
ciò che farai, la conseguenza.
E fu solo pace, calma e gioia
felicità infinita, per tutti.
E da cercatore, divenni faro
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"Port’Alba"
Ognuno calza i propri passi
ciascuno sulla sua traiettoria.
Ognuno ha i propri interessi
rondini e gabbiani a primavera.
E nel miglio finale
sulla soglia della porta
fino all’ultimo secondo
presidio quel punto.
-
Una brace sul mare
una fiamma che arde:
un toro era seduto
nel soffio del vento.
E presidio il fuoco
da ogni tempesta:
ogni faro, nel mare
muove qualcosa.
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Quando si spegne la luce
e non si vede la rotta
soffiai sul fuoco
e girai quel timone
varcando la soglia:
alla Porta dell’Alba.
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"Luna piena"
C’era la Luna piena, quella strana sera
fatta di allineamenti, di tempi ed eventi.
Di note di canzoni, di numeri strani
codici di frequenze, sull’orizzonte degli eventi.
-
E tutto si intrecciava, come un sacro ricamo
tessuto da una donna, dall’invisibile mano.
Tessuto con amore, e grande tenerezza:
sottile ricamo, di una leggera brezza.
-
E tutte le stelle, iniziarono a brillare:
c’era la Luna piena, splendente nella notte.
E come potevamo, restare indifferenti:
in quella tenue luce, rinasce la speranza.
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"Penelope"
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Mare calmo, i tuoi occhi
focolare, il tuo sorriso
pace, nello spirito:
al tuo fianco, è casa.
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ALFREDO SANTANIELLO

giovedì 28 maggio 2026

POESIA = ENRICO FAGNANO

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"Nell’attesa la misura"
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nell’attesa la misura
rimane come non detta
superata ogni volta
da una lontana apparenza
semplicemente perduta
lungo il nostro tragitto
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"Nel movimento la figura"
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nel movimento la figura
ritorna sempre tra le cose
ora piegata su se stessa
in un angolo senza forma
ora chiusa da una linea
impossibile da seguire
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"Rimane all’improvviso"
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rimane all’improvviso
negli occhi il suo profilo
poi dopo un lungo abbaglio
ritorna la sua luce
tra queste vecchie pieghe
e il bianco delle tele
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ENRICO FAGNANO
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Enrico Fagnano, attivo sia come autore, sia come organizzatore culturale, ha costituito e diretto le riviste letterarie Brilliancity (1979-86), L’Erba (1986-87) e La parola abitata (1988-93).
Redattore di Radio Spazio Popolare, ha collaborato con Radio Kiss Kiss, con Radio Città e con i quotidiani Il Mattino, Napoli Oggi e Il Roma. Nel 1984 è stato tra i fondatori del gruppo de I Poeti del Gambrinus e nel 1992 è stato tra i promotori dell’associazione Lo Stato dell’Arte, che ha organizzato incontri e dibattiti sulla letteratura a Napoli.
Nel 1999 ha costituito PARTENOPEversus, che fino al 2005 ha edito l’omonimo foglio e ha realizzato letture e rassegne.
Enrico Fagnano ha pubblicato Avvistamenti (tam-tam, 2000), La bomba e il suo contrario (Cento Autori, 2007), Alternative (Società Dante Alighieri, 2009), La Storia dell’Italia Unita (Amazon, 2021), Contra Catilinam (Amazon, 2022), Piccione Johnny (Amazon, 2023), Il Piemontesismo e la burocrazia in Italia dopo l’Unità (Il Sud dopo il 1860, 2023) e Gli anni impossibili ovvero i poeti della notte (La parola abitata, 2024).
Ha curato, inoltre, le antologie Poeti a Napoli (2002), Accenti (2010), La Parola Abitata (2012) e Dintorni (2015).
Suoi testi sono in diverse riviste e in antologie, tra le quali Da Napoli/verso, a cura di Antonio Spagnuolo (Kairòs, 2007) e Dalla bocca del Vesuvio L’assedio della poesia, sempre a cura di Antonio Spagnuolo (Kairòs, 2020)
Enrico Fagnano, vicepresidente della Dante Alighieri di Napoli fino al 2014, attualmente dirige la collana editoriale I sedicesimi ed è presidente dell’associazione culturale La parola abitata, che promuove incontri letterari e cura le attività del Laboratorio permanente di poesia.
Fa parte, inoltre, del consiglio di amministrazione di Officina Mediterranea, associazione per la promozione del Mezzogiorno, ed è tra i curatori del Corso di cultura identitaria di Sud e Civiltà.
Nel 2023 con Salvatore Di Natale ha fondato l’Archivio Carlo Carrà letteratura e arte ed è stato tra gli organizzatori del Premio Gigante, promosso dal Wespace di Willy Santangelo.
Nel giugno dello stesso anno per le attività svolte ha ricevuto un premio dalla Biennale Internazionale Sicily Trinacria, presieduta dalla giornalista e grande organizzatrice culturale Chiara Fici, e dal novembre 2024 fa parte del Direttivo della stessa.