mercoledì 14 aprile 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = CLAUDIA OLIVERO


Claudia Olivero : "Ma tu, tu sei la pianta" - Ed. RPlibri 2021 - pagg. 32 -- € 10,00
Elegante veste editoriale su carta avoriata di pura cellulosa, un quaderno di poesia arricchito da dieci illustrazioni a colori di Lodovica Paschetta.
Le pagine si alternano in un policromatico rincorrere di disegni e di versi che rende la lettura agevole ed accattivante, vuoi per il tocco delicato delle figure che vengono presentate, vuoi per il significativo esplodere del ritmo, tutto teso verso il disincanto della passione amorosa.
La scitnilla che scocca propone alterne apparizioni quasi a contemplare la malia della parola. "Labbra/ di donna, labbra/ che han trovato altre labbra/ altre vie, insegnano/ che se un uomo ti ospita a casa/ dev'essere il suo, il tuo letto/ la notte, deve essere il tuo/ il suo corpo-stanotte."
L'esperienza dialettica risolve lo scioglimento che coinvolge nella scansione in tempi, per i quali sono rappresnetati segnali puntuali e compiuti in una narrazione che diventa canto: "L'amore si accontanta / di un quarto di letto, di poche vocali./ Dei cinque sensi./ L'amore è l'esapserazione/ dei sensi,tesi/ nell'incavo del collo, una carezza. Così,/ addormentarsi."
Poesie scandite con fermezza ed una compostezza stilistica che riesce ad esprimere vitalità personale, capace di rientrare nella veste leggera dell'esperienza di una scrittura originale, nel momento troppo affollato della poesia contemporanea , e perizia nell'incursione di uno stile.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

sabato 10 aprile 2021

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO


**“Parola”**
Come l’esplosione di un fiore la parola
ha un lungo laccio che ricama passati,
come un fossile rimane traccia di echi,
più non è canto nei riverberi del giorno,
nel rosso di ferite, ma stormire variegato.
Cerchiamo la parola che da se non si presenta,
annodata al germoglio di un fecondo schermire.
Immergersi per un cambio mutilante
di un rendiconto che ammicca nel silenzio.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

mercoledì 7 aprile 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = ROCCO SALERNO


Rocco Salerno : "Dolce, misteriosa essenza dell'Universo" - Ed. Macabor 2021 - pagg. 80 € 12,00
Che un gatto possa ammaliare il poeta è qui dimostrato in maniera elegante e suggestivamente lirica, per quel tocco magico che il rapporto tra uomo e animale riesce a creare, al difuori di ogni ideale sanguigno capace di infiammare la vita del singolo, costringendolo a mettere a tacere le inutili ambiguità del quotidiano. Un rapporto che dovrebbe consentire a tutti stati emotivi squisitamente intimi, fra la carezza furtiva e delicata e lo sguardo illuminato e raccolto, un sussurro che diventa alito nella trasparente caducità di una pausa. Rocco Salerno diviene il cantore di una strana inquietudine che da sobbalzi emotivi sfocia in un corteggiamento assiduo, il cui orizzonte rappresenta la sintonia essenziale che consegue all’armonia creatasi giorno dopo giorno tra l’autore ed un gatto randagio. Un’armonia le cui ondulazioni tessono una rete vincolante nella quale l’uomo diventa metafora di un dettato poetico morbido e indomabile. Egli stende con l’essenzialità della riflessione filosofica alcune meditazioni fulminanti che richiedono immediatezza e prontezza espressiva, permettendo di conciliare le forze ontologiche con iuncture concise od espanse, in base alla richiesta del suo subconscio.
La struttura del volume, che alterna composizioni brevi a quelle lunghe, di un afflato prettamente lirico-epigrammatico, come tanti flash, momenti, spaccati discorsivi, a volte quasi narrativi, si rivela, come un diario, un viaggio nel quotidiano che manifesta, insieme alla gioia, ai momenti festaioli, anche sofferenza e instabilità d'animo. Il gatto offre un caleidoscopico panorama di certezze/incertezze, che spesso sfuggono anche all’osservatore più attento, mirando ad ottenere pause ravvicinate e momenti di sfrenata corrispondenza, per quel suo carattere che ne fa un individuo rinchiuso nel suo intimo tepore e ben disposto a trasmettere le fusa, come un fratello francescanamente angelico e docile. La poesia prende l’avvio dalla frantumazione del tempo, sillabando, con un lessico moderno e accattivante, brandelli di un filo conduttore che gioca con il sentimento magico dell’esserci, nell’arte e nel fantasmatico equilibrio esistenziale. La tensione diventa cromatica, l’interazione sentire-manifestare agisce sull’emozione dello scrittore e ne diventa freschezza di vita.
Molte volte l’attesa si manifesta con il sussurro: “sei riapparso/ come l’ultima scia di sole rosso/ al tramonto/ fugando le tenebre/della nostra incertezza/ per la tua assenza.” L‘accostamento della figura diviene immagine salvifica alla quale viene affidata una sorta di liberazione che si sedimenta e rinfranca. Il poeta continua a carezzare quasi inebriato in un transfert : “non è più il cibo che mi interessa/ o ti alletta pur nella ricerca/ né la tua carezza salutare/ o il tuo sinuoso pelame arruffato/ che si perde tra le gambe e le mani/ ma il tuo essere/ in cui mi perdo/ come un confidente/ nella tua segreta intelligenza/ opera del Nostro Onnipotente.” Ad ogni tappa, ad ogni sosta dobbiamo riconoscerci nel gioco di una partita doppia, dal valore di un evento come espressione normale di scambio, uno scambio nel quale si avvicendano entità che appartengono all’inconscio, per un valore particolare che diviene armonia natura – uomo.
Quel che ammalia in questa raccolta di Rocco Salerno è la semplicità con la quale egli tesse il segmento tracciato dall’emozione, un dettato che addirittura commuove: “Quando siamo insieme/ è come se vivessimo nell’Eden/ nella perfetta innocenza. / E anche il cortile è un paradiso/ con l’ulivo che copre il nostro respiro.” Ecco l’organicità del suo mondo, in un unico afflato partecipativo. Riflette sul bisogno di una coscienza unitaria tra la tensione psicologica e la tenerezza dell’animale in un’armonia dell’io con la natura. La realtà di questo “scenario” si conforma in tutto con il sentimento riflesso dell’artista, quando la riflessione fa emergere dall’inconscio un mondo nuovo ed inaspettatamente scintillante. Nasce così il culto del vero per la spontaneità che apprezza ed ammira una certa sensibilità estetica anche nel gatto suo amico. In queste poesie, così curate, non possiamo negare l’aspetto personale e la novità del poetare, tutta raccolta in una ontologica e quanto mai attenta ricerca del “verbo” e dei suoi nessi che ne convalidano lo stupore e l’azzurrità esistenziale. Il particolare valore dei frammenti rimane nell’armonia di alcuni valori che si sospendono nell’eterno gioco dei sentimenti per affiorare anche al solo tocco di una carezza, quella che avvicina al sublime e nella quale ci illudiamo di conoscere la nostra stessa natura.
Questo volume credo trovi la sua compattezza partendo proprio dal sapore della realtà, da ciò che conserva di primitivo per ampliarsi in un più ampio respiro, teso a farci intendere come la fantasia, l’immaginario, filtrati dal quotidiano riescano a diventare certezza decantata nell’anima fino a farsi attuale, esistenziale, autobiografica, simbolo con i suoi pregevoli squarci di luce. Rocco scrive in privato: “Vivo, ringraziando anch'io il Creatore, non è azzardato affermarlo, in definitiva, questo essere come un "fratello", una presenza angelica che mi fa sentire, ungarettianamente, "docile fibra dell'universo", e, francescanamente, Bellezza dell'Universo o nell'Universo, un tutt'uno con il creato, con il Cantico delle creature: Laudato si’, mi' Signore, cum tucte le tue creature.” – Parole sufficienti ad indirizzare la nostra attenzione su di uno “scritto” che si affida alla confessione, con un impegno culturale di notevole spessore. Il percorso emozionale del poeta tiene viva la coscienza del contatto legato alle libere associazioni del “transfert”.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

sabato 3 aprile 2021

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


***Sabato santo 2021 di Alessia***
Vago cielo 2021 per Alessia
nel trarre dal volo a destra
del viso del bianco di gabbiano
un lieto presagio.
Esiste ancora il Parco Virgiliano
e nella cameretta – porto
Alessia fa l’amore con Giovanni
nel contemplare il primevo
azzurro prima delle nuvole
e il tempo è quello prima della
felicità (la fine della pandemia)
mentre nel piacere Alessia
gli legge gli alfabeti degli occhi.
*
"Alessia verso maggio 2021"
Natura gemmante da marzo
il nuovo verde e la festa
degli alberi, i lecci, gli aucalipti
i pini e le centenarie querce
gli aranci, i melograni dai
fiori rossi e gli abeti dalle
nuove foglie. Tutto accade
il miracolo della rigenerazione
nel fondo delle campagne
senza età e fanno compagnia
le farfalle nell’aria polita
nell’infinità fin da ora
e Alessia nell’aria sorride.
*
Raffaele Piazza

venerdì 2 aprile 2021

SEGNALAZIONI VOLUMI = ROSSELLA SELLER


***Rossella Seller, Antenati del Futuro, Bertoni, 2020, Perugia, pp. 64, 12.50 euro***
In questo breve romanzo psicologico-esistenziale in versi, congedato con il titolo Antenati del Futuro, Rossella Seller si muove linguisticamente nella lucida contezza di due fattori della contemporanea condizione umana, la precarietà del pensiero non identificante e la quieta consapevolezza che ciò che possono continuare a dare le parole poetiche all’uomo del nostro tempo forse non è granché ma è pur sempre qualcosa di ineguagliabile, di insostituibile, di importante contro la «atroce morsura/ di nafta e di sterco» che ci soffoca, per dirla con il Montale di quell’alluvione che a Firenze sommerse il pack dei mobili e che segnò la fine della identità dei grandi filoni del simbolismo, del decadentismo, dell’orfismo e dei suoi ultimi rappresentanti..
E ancora Montale ritorna come un’eco di antiche lontananze in:
"Comacchio"
L’anguilla vide l’alba e si innamorò
del canale che portava al mare
e dell’uomo che alle prime luci
la catturava senza prenderla.
Sarebbe scivolata fuori dal cesto
anche l’ultimo giorno del predatore
nobile e lui non l’avrebbe fermata.
Senza trabucco e lenze sarebbe stato
un vecchio qualunque,
deposta l’armatura lucente
l’avrebbe tradita per andarsene
al bar e alla briscola.
L’anguilla vide l’alba e si innamorò
del canale che portava al mare
e provò una fitta per l’uomo
che stava perdendo,
l’antagonista leale, il custode
delle ninfe tra i canneti
versi nei quali l’anguilla si fa anche in Rossella Seller, come fu in Montale, correlativo oggettivo del vivere caricandosi di facoltà di trasformazioni e di valenze simboliche, semantiche,metaforiche, allusive e allegoriche ad elevato impatto emotivo, anche in virtù di una sapiente tessitura poetica fondata sui sostantivi canale-canneti-custode-lenze-trabucco-mare-cesto-canale-predatore, i quali, eletti a correlativi oggettivi secondo la poetica di Tomas S. Eliot, disegnano il perimetro della Weltanshauung dell’autrice all’interno del suo modo di leggere e di sentire il mondo e anche la Storia.
Rossella Seller non si sottrae al duro confronto con il tempo che nei suoi versi oscilla fra pre-modernismo (il ciclo delle stagioni) e modernismo, con aperture verso l’ipermodernismo, come mostra di fare sia nei versi di "Vapore estivo" L’oceano prende, l’oceano restituisce.
La nenia accompagna i marinai
che avanzano nell’acqua.
Galleggiano languidi fino a quando
l’onda accarezza le spalle
e tutto il resto scompare.
La chiamano libertà questa leggerezza
di intenti e di ossa.
sia in quelli di
Vapore invernale
Un treno passa
lo sguardo si frantuma
sull’ombra dell’immagine violata,
su un finestrino che lascia
nel cuore del passeggero
le linee curve della luna.
Due testi brevi dai quali emergono l’estetica della archeologia del presente e la poetica del viaggio che l’autrice affida alla memoria.
Parlerei quindi di poesia tendente al quadri-dimensionalismo perché al poetico tridimensionale tempo-spazio-profondità, (psicologia e scavo psicologico) la Seller aggiunge la quarta dimensione, la Memoria. Una poiesis quadri-dimensionale in cui giocano un ruolo possente le immagini nei loro inestricabili legami con le parole, almeno secondo questa idea di Iosif Brodskij:« Le immagini rappresentano il contro movimento delle parole. C’è un rapporto debitorio tra le immagini e le parole, o un rapporto creditorio, uno squilibrio della contabilità, della partita doppia»
. Il tutto avviene in accordo con quanto, sulla poiesis e sul rapporto parole-versi, Giorgio Linguaglossa scrive:«I versi devono avere una solidità data dall’insieme delle parti affastellate e legate insieme. Affastellate non nel senso di riunire con disordine ma di riunire tutto ciò che è necessario e specifico a un verso affiancato a un altro verso composto, riunito e stratificato a suo modo, secondo sua necessità…».
Misurandosi con il tempo, la Seller afferma e indica la cifra tematico-stilistica della sua ricerca poetica la quale si aggrega intorno alla questione delle questioni: le parole abitano la temporalità in un posto che è l’originaria patria linguistica del poeta, il luogo della poiesis fatto di spazio/tempo e di Memoria, l’unico luogo nel quale cercare le risposte alla domanda: «Quale è il legame che unisce l’essere al linguaggio?».
*
Gino Rago
8/9 febbraio 2021
*
3 poesie di Rossella Seller
* Davanti al ritratto (1)
Passo agli angoli del tuo viso
sulle labbra tese a lasciare un segno
contemplo la piega intrusa del naso.
Hai passato secoli a cercare
risposte immortali, domestiche conferme
e mi vieni incontro sconosciuto fratello
simile allo sguardo curioso
di chi mi passa accanto
in questa piazza affollata oggi.
Intuisco una finale conquista
al fondo del viaggio quando
riponi la maschera tragica
e ti consegni al pennello dell’artista.
Nell’ordine ignoto i tuoi occhi
hanno visto molte ombre
e mi invitano a sorridere.
Il tuo enigma è un sussulto.
(1)In presenza del Volto di Ignoto di Antonello da Messina.
*
"Terzo millennio"
Alla fine passammo il millennio
soli nell’universo,
nessun argine al fiume delle paure
tranne la curva delle stagioni
che scorre senza accadere
e ci consegna alle ombre dentro le selve
alla lotta e al lamento del branco.
Mormora la terra un fiato corto di veleni,
ansima e si ribella quando gonfia i vulcani
quando l’oceano trabocca
nelle note del tuono.
Al culmine della pulsione animale
si fa largo l’uomo
povero equipaggio e fiero,
il corpo teso in una magia di simboli
porta il fuoco e l’acqua che lo spegne
inutile rimedio ai tamburi della guerra.
Abbiamo rinunciato a scaldare la capanna
comune per tessere una tela di ragno
ostile lungo il confine alieno.
Il puntino Terra aggrappa al ramo
la scimmia a cui torneremo e ci plasma
nell’incompiuto malanno del tempo.
*
"Vapore dell’autunno"
Il pensiero è un pendolo
nell’andamento taciturno dell’anziano
che si appisola e si sveglia
un dondolio leggero con cui
si appisola e si sveglia mentre sogna
il fuoco della gioventù
*
Bio-bibliografia
Rossella Seller è nata a Bari, ma vive a Roma da molti anni, dove lavora come medico, psichiatra e psicoterapeuta. Svolge anche attività di ricercatrice e divulgatrice scientifica ed è docente di Educazione Terapeutica nei corsi di formazione medica.
Appassionata viaggiatrice, scrive racconti e poesie spesso dedicati ai suoi incontri, alle storie che la coinvolgono ed ai luoghi della memoria. Giovanissima ha creato un programma radiofonico sulla poesia italiana ed è stata finalista del concorso letterario “Guido Gozzano” a quindici anni.
Nel corso del tempo ha ricevuto premi (nel 2005 vincitrice del Premio “Anguillara Sabazia”) e riconoscimenti letterari; diverse sue poesie sono presenti in riviste, raccolte antologiche e blog letterari.
Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta “Nello Specchio di Alice” (Lietocolle Ed. - Como), con cui ha vinto il Concorso Poetico “Città di Bellizzi” nel 2009
Più volte è stata invitata in diverse città italiane dove ha letto i suoi testi, inseriti anche in opere teatrali e all’interno di spettacoli musicali.
Nel 2017 è stata vincitrice del Premio Letterario Internazionale “La Recherche” dedicato a Marcel Proust.