martedì 29 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = BAGLI & PICCINNO


**Elisabetta Bagli & Claudia Piccinno : “Versi al crocevia” – ed. Dunken – 2021 – pagg. 88 – s.i.p.
Affascinante duetto redatto, in contemporanea versione spagnola, nel sottile invaso di cristallo che appartiene alla poesia proiettata nell’esistenziale. Due abili poetesse intrecciano, alternandosi piacevolmente, i propri testi tessendo in un continuo canto il miraggio che la chimera cerca di offrire al quotidiano.
Lo stile uniforme rende accattivante il susseguirsi del ritmo, che a tratti si innalza in uno sfarfallio di accenti e a volte si adagia nel trascinarsi della parola. Parola sempre attenta al pensiero dominante che affonda nei sentimenti più segreti e accarezza le melodie della sinfonia umana.
Elisabetta Bagli ci trasporta in una morsa che appartiene al destino, tra fortuna e libertà di amare, tra livide illusioni e probabili speranze, tra la fatica che scuote ed il mostro degli ingranaggi, tra le forze misteriose che sfuggono e quegli ideali che si nascondo nell’immaginazione. Quasi una preghiera mostra inflessioni: “Ho bisogno di poesia,/ di carni lacerate/ di caldi e lunghi abbracci/ e anime innocenti,/ di vite controvento,/ di amore vivo e vero/ e ali per volare/ verso terre di fuoco/ che mai saranno mie.”
Claudia Piccinno accenna ai messaggi subliminali che possono agganciarsi alla nostra mente, nella tremante visualizzazione di un semplice bip, o tra l’inganno delle promesse nello smalto di un tempo che sorride ai barlumi di tenerezza, sperimentando alcuni temi con passione quasi scientifica (“Davide è il tuo nome” - poesia dedicata a un bambino affetto da autismo). A volte la nostalgia e l’attesa decretano il senso del fallimento o della rovina, ma specularmente nel sogno l’amore e la sollecitudine diventano pilastri massicci, scalini di marmo, in allarme incessante capace di lenire l’inerzia di un processo negativo.
Allora il canto diviene più sereno: “Ho letto nei tuoi occhi/ l’alfabeto che cercavo./ Ho sentito nei tuoi pugni/ la forza dei miei passi/ per arrivare lì/ in quel preciso istante/ dove tu eri arrivato per me.”
Degno di attenzione l’impegno nel tradurre ciascun testo, lasciando inalterato ogni più nascosto significato ed imprimendo quella musicalità necessaria affinché la poesia rimanga costantemente melodiosa.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

SEGNALAZIONE VOLUMI = LORENZO SPURIO


**Lorenzo Spurio: “La testa tra le mani” (2016)**
La testa tra le mani di Lorenzo Spurio, silloge prima classificata al “Premio Letterario Nazionale Patrizia Brunetti” di Senigallia, può essere letta più come un poemetto che una raccolta poetica. L’idea che guida il lavoro è la visione di un mondo che avrebbe bisogno di una correzione per le negatività che si riscontrano in ogni sua parte.
L’incipit è la dedica ai terremotati di Amatrice e dei territori limitrofi; si prosegue con quella ad Antonia Pozzi per giungere alle stragi di Bruxelles e al “Lamento per le donne yazide”.
C’è una forte tensione lirica a reggere lo sviluppo, ma anche politica nel senso più vero e migliore della parola. Il mondo è soggetto all’ingiustizia, sia essa pubblica o privata e la sofferenza si dilata come i cerchi concentrici, per un sasso lanciato, in uno specchio d’acqua. Il poeta è partecipe di questa pena, la vive, perché sa: “che è difficile dire” e, aggiungiamo noi, ancor più farsi percepire. “La ruggine par che non arda: / ho chiesto alle poche pietre / di ascoltare un canto di sfogo / ma irrorate dalla vigliaccheria, / mute hanno assistito alla tragedia”.
Fra quelle pietre ci siamo noi che rimaniamo sordi al pianto dei sofferenti, indifferenti alla tragedia di milioni di esseri ridotti allo stremo, calpestati e privati di ogni diritto.
Il grido di dolore dell’umanità prosegue con la visione del luogo in cui Reyhaneh Jabarri è stata sepolta dopo l’impiccagione e ancora con la fiumana di genti in fuga da morte e fame verso il territorio ungherese e una nuova terra in cui ritrovare la vita. È questa di Lorenzo Spurio, un’opera che unisce all’alto valore etico una liricità sorprendente. Filosofia e poesia sono in simbiosi perfettamente. Il poeta riesce a librarsi ad alta quota, cosa ardua per chiunque imbocchi questo duplice binario, senza cedimenti, cadute di vento e riprese di volo. D’altra parte ha dato prova della sua validità in diverse altre opere di poesia, narrativa e saggistica. Particolare qui, intima, incisiva, e a mio parere chiave di lettura della raccolta è la lirica “Colloquio”, interrogativo e muto dialogo poeta-terra.
È colpevole la terra dell’iniquità della vita sul suo suolo?
“L’Atomo opaco del male” non risponde, ma addita quanto vi è attorno, sulla terra e in cielo. Indica così che tutto obbedisce alle leggi naturali cui terra e cielo devono sottostare e così tutte le creature, sino alle più microscopiche.
È l’eterno problema, questo del mondo, che ha unito scienza, filosofia e poesia alla ricerca di risposta. Soltanto la fratellanza, ci ha detto il Pascoli, può mitigare il dolore dell’umanità. Leopardi lo ha dichiarato universale e inevitabile, mentre il Manzoni ha superato “l’impasse” degli scogli della vita con il concetto della Provvidenza che guida il cammino della storia e dei singoli, secondo un disegno divino. Ad ogni uomo prove da superare per acquisire il merito per la “vita futura”.
Lorenzo Spurio ci dà conferma di quest’ultima fede nei versi di “Sezione 98 del Cimitero Beheshte Zahra”, “Leggi tribali osano l’Assoluto e triturano tutto…”.
La fede affiora e risolve l’interrogativo suo e nostro. La testa tra le mani è senz’altro fra le opere recensite recentemente quella che più mi ha convinto. Mi piace terminare questo mio breve intervento lasciando Spurio a continuare (da “Difficile dire”): “Per di più era successo / anche se il lambrusco era mezzo. / Quei ninnoli impolverati / erano ormai diventati una pietra / incorruttibile e filosofale. / Sodoku spezzati da vette di grafite / perse in giro, / un po’ per malcuranza, agognando reminiscenze del futuro./ Incollavo frammenti di scontrini stinti / e leggevo biglietti d’avvertimento / per sentire compagnia /in quella terra desolata e lagnante. / Imprigionai la testa nelle svogliate mani / per ingabbiare gl’incorruttibili pensieri, / di notte, andando a letto, mi accorsi che era ancora giorno”.
Raccolta poetica che sicuramente lascerà il segno.
*
Prof. Lucio Zaniboni

venerdì 25 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = PASQUALE MESOLELLA


**Pasquale Mesolella : “Canti d’amore” – ed. Astronomica – 2021 – pagg. 110 – s.i.p.
Trenta poesie d’amore tradotte (testo a fronte) in spagnolo da Felipe Lòpez Pèrez, un racconto lungo che affonda nella quotidiana vertigine di Eros per trasformare le palpitazioni in un vero e proprio canto e trasportare nell’empireo il pensiero che incide.
“Mesolella si fonde con il suo oratore lirico e trasforma l’esperienza metafisica ed epistemologica dell’amore in una esperienza di osservazione. - Scrive Felipe Lòpez Pèrez in prefazione- Cioè, non cosa fa l’amore con un soggetto (poetico o no) né perché lo fa, ma come lo fa.” Così che il ritmo incalzante dell’innamoramento ricama il tessuto musicale che affannosamente assume le variegate fisonomie e si immerge pagina dopo pagina nella vastità che sconfina fra cielo e mare, fra sussurro e labbra, tra carne e sublimazione.
La silloge raccoglie testi sparsi tra gli scritti dell’autore già pubblicati o inediti, testimonianza di quel sentimento amoroso che accompagna il poeta attraverso gli anni della maturità. In “quella dolce/ malinconia/ di sere/ passate/ a parlarsi/ parole / intrise/ di pianto./ Non sono/ che il pallido/ sorriso/ della mia / sofferenza/ patita/ a gocce.”
Mostrando una creazione armoniosa la scrittura si fa leggera, capace di incursioni e connessioni di abilità sensoriali, un organico susseguirsi di riflessioni facili da decifrare e variegate da un tocco molto spesso scintillante e sospeso.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

giovedì 24 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = ROBERTO CASATI


**Roberto Casati – Appunti e carte ritrovate---Guido Miano Editore – Milano – 2020 – pag. 91 - € 16,00*
Pubblicata nella collana di testi letterari Alcyone 2000, la raccolta di poesie Appunti e carte ritrovate è costituita da componimenti scritti nell’arco di tempo che va dal 1988 a 2020 e presenta un’acuta e centrata prefazione di Nazario Pardini.
Come scrive lo stesso prefatore il poeta Roberto Casati (Vigevano, 1958) si dimostra un vero cesellatore di parole, che, assemblate in iuncturae di grande forza reificante, si offrono a un dire vario e articolato.
Il volume, composito e bene strutturato architettonicamente, è scandito nelle seguenti sezioni: Diario di viaggio, Carte disperse e Carte ritrovate. Dai suddetti nomi dati con urgenza alle tre suddette scansioni si può intuire che l’autore sia conscio dell’itinerario, il percorso a livello spaziotemporale della vita stessa che junghianamente è un viaggio.
Nel riferirsi alle carte disperse e a quelle ritrovate il poeta, se in poesia è tutto presunto, ci restituisce, proprio attraverso le composizioni poetiche tout-court una mappatura della sua esistenza che è in gran parte frutto delle strategie usate per affrontarla e per realizzarsi e riuscire nella stessa.
Del resto come affermava Goethe la poesia è sempre d’occasione e quindi la raccolta diviene di poesia in poesia un diario di bordo del cammino nel mare magnum della vita liquida, consumistica e spesso alienata nel nostro postmoderno occidentale quando in antitesi alla teoria di Adorno e Paul Celane sulla morte della poesia stessa dopo le guerre mondiali e l’Olocausto si moltiplicano i poeti stessi figli del verso libero e dell’incomunicabilità anche quando si hanno degli interlocutori. Tutti i componimenti sono senza titolo e pur assemblati nel percorso delle tre parti potrebbero essere considerati un poemetto che ha per temi il viaggio e l’amore che tematicamente si fondono e quindi si potrebbe parlare con urgenza di storia di baci in un canzoniere erotico che ha per sfondo il mare e la navigazione. Poetica neolirica ed elegiaca quella di Casati che delicatamente decantando l’estasi dell’amore, che diviene il porto franco nel tran tran quotidiano, improntata ad un raro ottimismo, ad un respirare aria buona, ci dimostra che la felicità è possibile proprio perché il tu femminile al quale l’io-poetante si rivolge pare ricambiare i suoi sentimenti. Ed è un amore anche sensuale quello di Roberto e del resto non potrebbe essere altrimenti, amore che esteticamente si realizza anche nell’elogio del corpo femminile per esempio nell’impertinenza delle gambe dell’amata elemento tra i tanti che alimenta l’inestinguibile fiamma dell’amore stesso.
Ti amo, ma forse è inutile dirlo, scrive Casati e in questo coglie nel segno perché forte come la morte e l’amore e virgilianamente vincit omnia amor.
Dall’altra parte c’è l’indicibile, il non detto, l’ipersegno e il poiein della poetica di Casati per il senso di magia e sospensione che trasmette nella sua immediatezza che non è semplicità o elementarità è frutto dell’icasticità dei versi che s’impennano e che poi ben controllati densi e leggeri planano nelle chiuse.
Attraverso la donna cantata come musa, amante, compagna e amica, è manifesto il raggiungimento anche di un’ottima fusione con la natura nel coniugio salvifico che dai sensi raggiunge le menti e tutto l’essere.
*
Raffaele Piazza

mercoledì 23 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = FABIO GRIMALDI


*Fabio Grimaldi : “L’ape e la rosa” – Raffaelli editore – 2018 – pagg.48 - € 10,00
Superare il silenzio attraverso la minuziosa rincorsa al lussureggiare delle api, in uno sciame di frammenti che sono memorie e folgorazioni del presente, è la capacità sorprendente di uno sfolgorio di rarefazione.
L’alveare è per il poeta sorgente di abbagli ripetuti, nelle intermittenze di un nastro che continuamente svolge una dimensione lirica, fra profumi penetranti e i pollini che sorridono al vento, tra “petali di rosa in lacrime” e la saggezza della “vecchia regina”.
Brevità e sintesi sono elemento fondamentale di queste pagine, nelle quali termini ed immagini appartengono ad un unico senso che si propone per effetto del significante.
“Ogni ape sceglie la sua rosa/ d’amarla nessun altro osa.”
Lo sguardo abbraccia voluttuosamente l’elemento onirico.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

POESIA = LUIGI BALOCCHI


*Sorpresa*
Ora dimmi che sei sola, con quel cigno
rotto tra le mani.
Anche la luna a volte cade a pezzi.
La luna, il cigno,
i sogni di una vita che pur deve bastare.
Così giudiziosa
rimetti a posto le cose di casa,
apri un cassetto,
stiri uno straccio. Tutto è tranquillo,
sedato. Tutto,
a parte quella carezza, un coriandolo
fastidioso, il foulard
nel vento. Tu sai che era amore.
*
*Fabula stòrta*
Qualcosa che mi emozioni. Che su questa faccia scarna
cada un petalo di rosa. In verità, ti sono sempre stato
accanto. Ad ascoltarti, amarti per quel che d’amore
si può. Io, poor teatrant, non posso che tenerti qui:
dove il dramma si risolve in una battuta, un bacio
improvviso. Per quell’attimo solo, un tonfo, l'incanto.
*
LUIGI BALOCCHI

lunedì 21 giugno 2021

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


* "Alessia gioisce"
Nel guardarlo negli occhi
mentre fa l’amore
tocca l’anima e gioisce
Alessia ragazza di viva
meraviglia e le pareti
sono gli alberi e il roseto
del Parco Virgiliano
mentre accanto l’aria
è polita e nel condominiale
giardino danza la vita
un bianco di farfalla.
Alessia si distende nel piacere
e sa che l’amore è salvo.
*
Raffaele Piazza

venerdì 18 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = MARCO CONTI


**Marco Conti : “La mano scrive il suono”- Ed. Archinto – 2021 – pagg. 128 - € 16,00 *
Un originale scenario che dal mitico corre verso il pre conscio, attraverso la musica delicata del rifugio incantato, di un mondo fantastico, che cerca di sottrarre il poeta dal peso della vita reale. Il tutto nella proiezione di una rappresentazione scenica creata dai semplici fantasmi del distacco e del ritorno, in opposizione ai legami della quotidianità.
La raccolta è strutturata in sette sezioni, sette capitoli di un viaggio caleidoscopico, dentro i quali i frammenti, per deliberata scelta dell’autore, sono tutti senza un titolo, così da realizzare una silloge unitaria, che da una pagina all’altra, da una sezione all’altra si concatena in un impianto articolato che non trova mai veramente soluzione di continuità.
Un unicum trasparente per il quale l’anelito dell’uomo naviga nella drammatica consapevolezza di una corsa che non cede a sconvolgimenti. “Immagino sarete con me/ su questa zolla/ in questo crescente/ allargando le braccia/ uccidendo questi amori/ posando la testa sulla pietra:/ il cielo tutto terso,/ il battito che si perde/ parola per parole/ più lontano del giorno.”
Con padronanza di stile e con bagaglio culturale di notevole spessore Marco Conti dispone di una scrittura complessa e determinata, senza frange, ma con i margini accorti del dettato, che molte volte diventa filosofico e accattivante. L’uso equilibrato della parola modella con fermezza il ritmo musicale, in un registro pregnante che si centellina in brevi boccoli, in profondi pensieri, in surreali sfaldature, sempre nella rincorsa del tempo, che fugge inesorabilmente ed incide il suo segno nella carne.
“Fuori è il tempo stellato delle foglie/ vorrei ci lasciassimo toccare/ da questi prati freddi e inesplorati/ come quando le ombre delle dieci/ saltavano sui banchi/ nell’aula massacrata/ dai piccoli crocifissi.”
Un sentimento creativo rinvigorisce il canto nella folgorazione delle immaginazioni e nel possesso di un abbrivio emotivo.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

SEGNALAZIONE VOLUMI = RITA IACOMINO


**Rita Iacomino – La rupe del biancospino---DiFelice Edizioni – Martinsicuro (TE) – 2019 – pag. 101 - € 10,00**
Rita Iacomino nasce a S. Vito Chietino nel 1950, nel 1966 si trasferisce a Limbiate (MB) dove vive e lavora come impiegata. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e sue opere sono inserite in più antologie e raccolte. È ideatrice e presidente del Premio Letterario Internazionale “Energia per la vita”, promosso dal Lions Club Rho ed è ideatrice e presidente del Concorso Letterario Internazionale “La girandola delle parole” promosso da Pro Loco Limbiate. È inoltre giurata in vari Premi Letterari Internazionali.
Siamo tutti eroi in quanto uomini e donne, bambini o adolescenti, giovani o anziani: questo si riferisce ad ogni persona reale e ad ogni protagonista nel campo letterario, che sia narrativa, poesia o sceneggiatura.
L’epica del quotidiano quando la vita col giungere alla maturità dei lutti e delle responsabilità diviene sempre più difficile e avanza in progressione geometrica il senso della percezione soggettiva del passare del tempo trova espressione e manifestazione proprio in un romanzo di natura autobiografica come La rupe del biancospino, con l’inevitabile identificazione del lettore nei personaggi caratterizzati da un grande realismo e profondità introspettiva.
Rita Iacomino, con questo romanzo in terza persona che ha avuto, caso raro, il dono della ristampa, a conferma della sua notevole qualità, riesce a descrivere con efficacia e acume psicologico dell’io-narrante onnisciente le vicende dei protagonisti Camilla e Rocco che vivono in un’epoca, quella delle guerre mondiali e del fascismo che sembrano distanti anni luce per costumi, mode, atmosfere e tecnologia dal terzo millennio di internet, e-mail e sms. Camilla nasce nel 1888 in un piccolo paese del centro Italia, su una collina a picco sul mare sesta figlia di genitori ricchi.
Quando Camilla aveva dieci anni il padre si ammalò e morì lasciando la famiglia con gravi problemi economici avendo speso quasi tutte le sue sostanze per cure costosissime quanto inutili. A livello di partecipazione empatica del lettore alle vicende del plot si deve sottolineare che il lettore stesso si trova immerso in due atmosfere tra loro contrastanti che finiscono per sovrapporsi e si fondono tra loro.
Se da un lato c’è la raffigurazione della idilliaca famiglia di Rocco e Camilla con i loro otto figli ai quali si aggiunge una nona figlia, che da neonata è abbandonata dai genitori, famiglia serena nella sua scarsa ricchezza e fondata da tutti i membri sul lavoro e la collaborazione reciproca, elementi per il quale viene in mente il verso di Antonio Riccardi sento il senso comune alla specie come profitto domestico, verso che infonde fiducia sul susseguirsi armonico della vita tra generazioni diverse, d’altro canto c’è il tema del male e del dolore che s’identifica proprio nelle due guerre mondiali e nel fascismo che nell’inevitabile e crudele sfondo della storia mette in crisi lo splendido e armonico microcosmo domestico con fenomeni a noi persone del terzo millennio del tutto estranei e peraltro inverosimili e inimmaginabili nell’era del villaggio globale per gli occidentali rifugio sicuro nonostante il flagello del consumismo, della caduta dei valori e della pandemia.
Bellissima inizialmente la descrizione dell’innamoramento di Rocco e Camilla nell’incrociarsi degli occhi che si guardano in un momento di grazia fugace, garanzia di equilibrio e fortezza anche nelle sfavorevoli contingenze storiche che non saranno prive di dolore per la famiglia patriarcale.
*
Raffaele Piazza

lunedì 14 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = LUIGI CRIVELLARO


**Luigi Crivellaro : “In trasloco” – Ed. Biblioteca dei leoni – 2021 – pagg. 88 - € 10,00**
Nel leggere la dotta ed esaustiva prefazione di Patrizia Riscica si rimane ammaliati dalla eleganza della scrittura e dalla luminosa introspezione del testo, immergendosi con dettagli accattivanti nel mondo poetico di Luigi Crivellaro.
Un mondo che si manifesta in tutta la sua magnificenza, sfolgorando nel ritmo incessante della parola per una continua sfida del tempo, per un continuo ammiccamento alla relatività, per un continuo scontrarsi con l’emozione delle ombre.
La filosofia che sottende queste pagine ha il ritmo degli abbagli, tra il racconto delle vicende quotidiane e le sospensioni della memoria, tra lo smagliarsi della fascinazione e l’affondo del pensiero, tra l’accavallarsi degli interrogativi ed i continui riferimenti al sopraggiungere di Thanatos. L’inquietudine ha il suo più che semplice manifestarsi tra la mente che non riesce a farsi barriera e l’ansimare di una scadenza.
La stesura, sapientemente plastica, procede spedita tra le metafore di indubbia motivazione, completando così le composizioni tra simbolismo accattivante ed intense folgorazioni.
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ANTONIO SPAGNUOLO

sabato 12 giugno 2021

SAGNALAZIONE VOLUMI = VINCENZO MORETTI


**Vincenzo Moretti – Carmina docta--Genesi Editrice – Torino - 2021 – pag. 85 - € 12,00**
Vincenzo Moretti, è nato a Casale Monferrato nel 1947. Ora vive tra Sardegna e Piemonte. Ha pubblicato studi sulla letteratura italiana moderna e contemporanea e tre raccolte di versi oltre ad un’opera di narrativa.
Carmina docta presenta una prefazione a cura di Sandro Gros-Pietro.
La raccolta è composita e articolata architettonicamente e non a caso è suddivisa in numerose sezioni. Inizialmente ritroviamo la sezione Per Annetta scritta in morte del narratore Sebastiano Vassalli.
In questa parte in un’atmosfera di onirismo purgatoriale che ha il dono del turbamento ritroviamo l’enigmatica figura di Annetta in un ospedale in un contesto tragico di malattia e sofferenza. Ma Annetta stessa si decide per la vita e attraverso una porta antincendio fugge dal luogo di dolore.
Per Annetta può considerarsi un poemetto autonomo rispetto al resto della raccolta ed è scandito in otto parti. Una volta libera dalla prigionia dell’ospedale la donna si ritrova in un contesto naturalistico surreale con uccelli che nuotano sott’acqua e pesci vivi e vegeti nella sabbia e altre creature misteriose e c’è la fonte dell’eterna giovinezza e addirittura il personaggio gettando gli occhi al cielo, in un volo pindarico dell’autore, vede Dio in trono immerso tra nubi nere che le dice di ritornare a casa dove la madre che ha bisogno di lei l’aspetta.
Annetta stessa nel suo vagare vede figure di varia umanità ma non trova la madre e si può affermare che anche una vena realistica faccia parte della scrittura di Moretti visionaria e del tutto antilirica e antielegiaca. Poi in un luogo idilliaco di giardino si mette a pregare e nel contesto irreale c’è pure la presenza di un canarino giallo che dice alla donna cantando che sua madre è morta e per la presenza di tanti animali nominati con urgenza si potrebbe parlare di un bestiario in quest’opera di Moretti che è differente dalle sue prove precedenti ed è veramente originale.
Una scrittura che sfiora la vena anarchica connota i versi del Nostro che hanno un carattere affabulante, narrativo e prosastico nella loro intensa chiarezza.
Il titolo Carmina docta, con il consapevole uso del latino, potrebbe considerarsi come voluta ricerca autoironica dell’autore e tentativo d’instaurare un’atmosfera di mistero, intento nel quale Vincenzo riesce pienamente. Poi apprendiamo che il lavoro del misterioso personaggio è quello di dare assistenza amorevole ai malati e a questo proposito è doveroso ricordare che anche la pratica della scrittura poetica è terapeutica non solo per il poeta ma anche per il lettore e sul tema della sanità fisica e della malattia Moretti del resto si era già soffermato nella sua raccolta di versi precedente Terra di salute.
Seguono le varie scansioni Botte di vita nelle quali varie tappe dell’esistere umano sono viste come iniziazioni a conferma del dato realistico del poiein di Moretti al quale si accennava.
*
Raffaele Piazza

venerdì 11 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = LINO ANGIULI


**Lino Angiuli :"Poesie vegetali/ Green poems" --Edizioni di Pagina- a cura del Consiglio Regionale della Puglia-
Poesie vegetali / Green poems è una silloge poetica bilingue, curata da Maria Rosaria Cesareo e Barbara Carle, frutto di un lavoro di ricerca e setacciamento dell’intero percorso creativo di Lino Angiuli, nell’arco temporale di un cinquantennio, inseguendo il filo verde di quell’umanesimo vegetale di cui l’autore può definirsi – a ragione – il “seminatore”.
Questa selezione antologica, questo volo ricognitivo, come del resto l’intera produzione poetica di Angiuli, è sostanzialmente un’immersione nella madreterra, una vera e propria dichiarazione d’amore e d’intenti, reale e simbolica, che da sempre il poeta rivolge a una Terra dalla forte personalità e dai connotati naturalistici che ne fanno una delle perle del Mediterraneo: la Puglia.
I testi sono tradotti in inglese dalla poetessa Barbara Carle, che da Sacramento (California), nella cui Università insegna Italianistica, ha pensato di intraprendere la non facile impresa di “trasportare” i versi di Angiuli nella lingua internazionale, spingendo la nave al largo, in direzione degli States.

POESIA = RAFFAELE PIAZZA


**Alessia verso luglio 2021**
Che sarà? Si chiede Alessia
all’ombra dei pini e del destino
al Parco Virgiliano che ancora
esiste non solo nel pensiero
sotteso alla candela che sul bordo
del Mediterraneo ha acceso.
Oggi ha compiuto
sedici anni Alessia ragazza
e le stelle brilleranno sul cammino
e la luna sullo specchio
del mare sarà ostia di platino
e l’albergo degli angeli
con l’aria condizionata
è prenotato da Alessia per l’amore
per il 21/7/2021
e ci sarà raccolto nell’intessersi
con i pensieri il vento.
*
Raffaele Piazza

lunedì 7 giugno 2021

SEGNALAZIONE VOLUMI = ANGELA GRECO


**Angela Greco – Personale Eden---La Vita Felice – Milano – 2015– pag. 53 - € 10,00
Personale Eden, la raccolta di poesie di Angela Greco che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta lo scritto introduttivo di Rita Pacilio intitolato La poesia è una lente bruciante d’amore che coglie pienamente la ragioni del poiein della poetessa.
L’originale titolo del libro pare alludere, come è poi confermato dai versi di Angela, ad un’esaltazione della vita privata dell’autrice nel suo realizzarsi, potremmo dire inverarsi per usare un termine teatrale (ammesso che la vita sia una recita metaforicamente), essenzialmente nella duale dimensione amorosa che è anche erotica e sensuale e non a caso nei ringraziamenti finali l’autrice nomina il marito Nicola e allude alla figlioletta vista come frutto dell’amore, del coniugio salvifico di un matrimonio sorgivo e pienamente felice.
Poetica dell’ottimismo quella della Greco se è vero quello che ha scritto Bertrand Russell in La conquista della felicità, saggio divulgativo. che la cosa primaria per essere felici la si ritrova nell’amore ricambiato.
E non a caso Angela nomina con urgenza l’Eden religiosamente luogo biblico abitato da Adam ed Eva gioiosamente prima del peccato originale, della caduta.
Uno splendido canzoniere amoroso quello di Angela che potrebbe essere letto come un poemetto anche per il suo stile a livello formale nello scorrere dei versi in lunga ed ininterrotta sequenza in un fluire Liberty, barocco, e a questo proposito si deve dire che è ottimo il controllo dei versi lunghi e debordanti, Da Dante a Neruda, da Petrarca a Montale, da Ovidio a Catullo, da Saffo a Orazio la poesia amorosa è un genere che pare esaltare quell’idea di sintesi della coppia amorosa perché se l’amore fa soffrire dà indicibili gioie frutto della stessa capacità d’amare che è sottesa all’intelligenza della persona.
In un panorama letterario come quello attuale è difficile ritrovare poeti felici come Angela Greco perché si scrive sempre di sé stessi e come diceva Goethe la poesia è sempre d’occasione. Se come ha scritto Mario Luzi la poesia è sempre nella struttura nel dato basilare delle cose, l’assunto del poeta toscano trova esemplarmente conferma nella poetica di Angela Greco nella quale due creature, l’io- poetante e il tu che è l’amato attraverso l’estasi delle anime e dei corpi si fanno persone. Un amore fortissimo per la vita trasuda dai versi della Greco che nei riferimenti al lato sensuale dell’amore, l’erotismo ricordano vagamente quelli del veterotestamentario Cantica dei cantici
Stupore e meraviglia anche nello stesso atto di congiunzione dei corpi ed è raro ritrovare nelle poesie amorose una tale solarità che sottende sicuramente il credere da parte dell’autrice che la vita stessa oltre ad essere un mistero è un dono. Notevole la densità metaforica e sinestesica nella scrittura ben strutturata, armonica e luminosa che emoziona fortemente il lettore nel suo affondare nelle pagine durante la lettura che è veramente coinvolgente. Aria buona si respira in questi versi contrariamente a tanto pessimismo che da Leopardi in poi è il tema saliente per tanti poeti.
*
Raffaele Piazza

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO


** TRADUZIONE DI CLAUDIA PICCINNO
“Sabato”
Di nuovo si ribella la barriera delle ore,
che inseguimmo sino a ricadere nell’oro fuso,
cantando angoli di strade in penombra
mentre rispondeva il clamore della sera.
Ogni tessuto cede alle foglie ingiallite
per rinnovare il sogno nato dalla terra,
sostanza ed energia nel raggio breve
chiamato angoscia.
Percorro le tue minuscole letizie
per sottili cammini di sangue,
e cerco il suono limpido delle dita
per il fugace sentiero delle palpebre,
oggi che la tua bocca ha silenzio infinito.
*
"Saturday"
Again the barrier of hours rebels,
the same we chased until we fell back into molten gold,
singing street corners in dim light
while the evening clamor answered.
Each fabric yields to the yellowed leaves
to renew the dream born of the earth,
substance and energy in the short range
called distress.
I walk through your tiny joys
through thin paths of blood,
and I look for the clear sound of the fingers
by the fleeting path of the eyelids,
today that your mouth has infinite silence.
*
“Il capriccio”
Da morto a morto, scambiate le armature,
bestemmiammo alla guerra,
futilità di minuzie in attesa di speranze.
Delitti immaginati per scoprire
quali fossero i veri nemici della poesia
in questa rovente prepotenza di anarchia.
Ai margini della solitudine si sfianca l’oro del cielo
e affogo senza pietà nella tua vigna
umida e attaccaticcia di secreti.
Nel suggere la chiocciola
ho ancora sulla lingua l’acre selezione
della tua scheggia, e negli orecchi
il capriccio verbale che ti piacque scandire.
Un rullio di ricordi comprime le incertezze
del buio.
*
"The whim"
From dead to dead, swap armor,
we cursed at the war,
futility of minutiae waiting for hope.
Crimes imagined to discover
who were the real enemies of poetry
in this scorching arrogance of anarchy.
At the edge of solitude the gold of the sky wears out
and I drown without mercy in your vineyard
wet and sticky with secretions.
In sucking the snail
I still have the acrid selection on my tongue
of your splinter, and in the ears
the verbal whim that you liked to articulate.
A roll of memories compresses the uncertainties
of the dark.
*
ANTONIO SPAGNUOLO
( traduzione di Claudia Piccinno) of the dark.

giovedì 3 giugno 2021

POESIA = ANTONIO SPAGNUOLO


**Attimi**
Attimo quel raggio di sole che acceca.
La fulminante immagine del tuo sorriso
ammutolita nell'aria folgora l'unico aggancio
alla mia irrealtà.
Il fardello delle ore monotone
urla nei visceri, tra quei segreti
che resero incandescenti anche le coronarie.
Invoco l'offerta di un declino
bussando alla memoria.
*
ANTONIO SPAGNUOLO

mercoledì 2 giugno 2021

POESIA = MARIA LUIGIA CHIOSI


**Andata e ritorno**
Grigia è l'acqua della laguna
in questo giorno povero di sole.
Ricordo l'odore delle viole
unico aggancio con il mondo.
Ho paura della notte che viene.
Ho contato le ore cercando
il ristoro del sonno,
ma ogni attimo di cedimento
diventava terrore.
Ho atteso un raggio
nel turbine della gora
stringendo nella mano sinistra
il biglietto di andata...
nella destra la speranza
di un ritorno.
*
Maria Luigia Chiosi - (dal volume "Dopo la marea dei giorni")