venerdì 1 maggio 2026

POESIA = ALEXANDRA FIRITA

*******************************
"UN RITMO ANTICO"
-
Me ne sono voluta andare
spazio tra di noi era incolmabile
troppo mare, troppa marea.
-
Il mio passo non seguiva la terra.
Le mie mani con le dita sagge
non sapevano brillare
non sapevano nemmeno chiudersi
per fermare dentro loro abbraccio
l’essere che ero.
-
Avevo pianto tanto
in un ritmo antico
e l’immagine di te è scivolata via
tra le giornate senza impronte
e giornali sfogliati tra le conchiglie.
-
Essere donna figlia di luna
era un titolo che mi l’hai attaccato
addosso come fosse un rimprovero.
-
Essere donna figlia di luna
senza paura senza rimpianto
me ne sono andata guarire le ferite
di una rosa, di una rosa.
****
"MANIFESTO DELL’ULTIMO ATEO"
-
Non esiste più il reale.
L’eccesso di virtuale getta nel disordine
l’ultimo ateo nutrito con frammenti
di paesaggio comprato di contrabbando.
-
Lì c’era un luogo così bello che
potevi vedere il sole tra i rami
era un luogo dove potevi costruire
una casa per i perduti nelle storie
era un cerchio che si incurvava ogni volta
che cercavi di liberarlo
dall’immagine della ruota.
-
La velocità con cui i dèi viaggiavano
da una religione all’altra, da una storia all’altra,
dava l’illusione di un Olimpo sommerso
nella palude della città.
****
"MI DIRANNO"
-
Uno stiletto – il freddo silenzioso
affonda nella carne.
Sempre più vicino dell’impossibile.
-
Nessun grido nessun rimprovero.
Sveglio solo l’occhio di vetro.
.
Qualcuno mi parlerà delle foglie recise
all’alba come fossero un’altra specie
innaturale nata da una falsa memoria.
-
Tanti mi parleranno del loro fruscio,
delle loro forme.
Tanti mi parleranno del loro profumo.
Le parole si spezzeranno nel fumo.
-
L’occhio di vetro cammina affamato.
Solo fiato, solo rantoli di una macchina
affaticata che recide le foglie.
**
ALEXANDRA FIRITA